La scorsa settimana Panorama ha pubblicato una notizia che avrebbe dell’incredibile se venisse confermata: il caso Berlusconi-Patrizia D’Addario sarebbe stato montato ad arte per incastrare Berlusconi. In particolare, Panorama parla di un conto bancario sul quale è transitato un milione di Euro e che è presumibilmente riferibile proprio a Patrizia D’Addario per il ruolo recitato in questi mesi. Panorama parla altresì di un fascicolo aperto dalla Procura di Bari proprio per complotto ai danni del Presidente del Consiglio. A seguito di queste rivelazioni, la Procura di Bari ha seccamente smentito l’esistenza di un qualsiasi fascicolo inerente alla liason Berlusconi-D’Addario (e non poteva fare altrimenti, visto che è la prassi). Attorno alla D’Addario, Panorama inserisce un corollario di giornalisti e non solo che sarebbero altrettanto coinvolti in questa faccenda e che potrebbero essere iscritti in futuro nel registro degli indagati. Insomma, dall’articolo di Panorama si evincerebbe un vero e proprio complotto ordito ai danni di Berlusconi per sminuire la sua figura e per chiederne a gran voce le dimissioni.
Io non so se tutto ciò sia vero oppure no, e come me non lo sa nessuno. Io però faccio due ipotetici ragionamenti che sono entrambi molto gravi per ciò che hanno creato all’interno del nostro Stato:
a)Può accadere che ci sia l’inchiesta ma che essa non porti a nulla. Il milione di Euro quindi non esisterebbe, e qualche magistrato si muove su indicazione di qualche politico.La D’Addario ha creato tutto questo non per un complotto ma per ritorsioni personali, e dunque tutto rimane come prima: Berlusconi è andato a letto con questa prostituta (e non ci vedo nulla di male), ed è stato massacrato ben più di Marrazzo il quale oltre ad esser stato ricattato ha pure sniffato cocaina. Sulla vicenda Berlusconi si parla confusamente di tutto e di più (anche di cocaina) ma solo per avversione personale: non esiste presso alcuna Procura un fascicolo su qualche reato commesso da Berlusconi, visto che andare a prostitute non ancora un reato (al massimo se ti trovano in strada ti danno una multa). Le persone che non amano (eufemismo) Berlusconi continueranno ad inventare particolari scottanti per sminuire la sua figura nonostante non abbiano fatti a supporto delle loro tesi (e vi assicuro che ne ho sentite di persone che hanno delirato sostenendo che anche a casa di Berlusconi ci fosse la bamba senza avere dati o fatti a supporto delle tesi, ma rimanendo convinti delle loro idee). Però questo ipotetico scenario presupporrebbe che c’è effettivamente una Magistratura asservita alla politica. Berlusconi lo dice da anni, ma tutti lo deridono asserendo che la Magistratura è indipendente e bla bla bla quando invece sembra proprio che una parte della Magistratura emetta avvisi di garanzia ad hoc, a destra e a sinistra. In questo caso, aprire un fascicolo ipotizzando un complotto che non esiste sa tanto di manovra politica scorretta che trova la Magistratura compiacente. Ecco allora che, come per magia, le parole del pazzo Berlusconi si avverano e che effettivamente la Magistratura tende ad essere politicizzata mandando a quel paese la tanto famosa e decantata indipendenza. Io dal mio punto di vista, sono convinto che la Magistratura Italiana (o almeno una parte di essa) non sia poi così indipendente come si vuol far credere, altrimenti non si spiegherebbero certi processi spot in corrispondenza delle elezioni che molto spesso si concludono con un nulla di fatto, così come non si spiegherebbero perché certi scheletri nell’armadio di Berlusconi siano venuti fuori anche a distanza di 15 anni solo quando Silvio entrò in politica. Si tratta di una serie di coincidenze che è difficile da spiegare, se non attraverso la coincidenza stessa. Purtroppo io alle coincidenze non credo e anzi ritengo che vengano ingiustamente utilizzate per oscurare il motivo principale per cui si agisce;
b)La seconda ipotesi è che questo complotto effettivamente esiste. Che la D’Addario ha ricevuto quel milione di Euro per incastrare il Premier, e che attorno a lei ci siano una serie di giornalisti (speriamo solo loro) che ci hanno guadagnato dall’indegno scoop. Questa terribile ipotesi farebbe sì che in Italia ci sia una mentalità per la quale l’avversario politico che è difficile da battere alle elezioni (si veda Berlusconi) si batte sotto le lenzuola. Con una prostituta, o con un transessuale. E’ successo con Berlusconi, è successo con Marrazzo e son convinto che succederà nuovamente, visto che la carne è debole e che è altamente possibile che i nostri politici abbiano questo vizietto. Nulla di male, visto che non si tratta di atti illeciti, ma molti giornalisti si basano sull’ignoranza diffusa e sul bigottismo italiano che vede di cattivo occhio un tradimento sessuale. Dunque per screditare questo o quell’altro politico influente, si fa ricorso al ricatto, alle foto osè, o alle registrazioni a Palazzo Grazioli, con l’unico obiettivo di battere l’avversario politico sulla carta stampata o sulle riviste patinate. Se questo è diventato il metodo principale di fare politica, Dio ne scampi!Difatti, questo sistema comporterebbe una sorta di ritorsione: Berlusconi è stato pizzicato a letto con una prostituta?Bene, allora vado alla ricerca dell’ennesimo politico di sinistra che va a trans, e faccio scoppiare un casino!Si genera dunque una spirale pericolosa che mira ad infangare e a screditare un politico a seconda dei propri vizietti. Questo meccanismo che sembra collaudato, riscuote successo perché buona parte del popolo italiano risulta essere bigotto e non vede di buon occhio una relazione extraconiugale. Pochi pensano che alla fine la vita privata di un politico sia affar suo e che se non c’è nulla di illecito è inutile andar a rispolverare vecchi scheletri nell’armadio!La pubblicazioni di simili rivelazioni è utile solo per gli elettori che credono che il politico di turno sia immacolato: è giusto portare a conoscenda il popolo della vita privata, ma pressare affinché si dimetta se non ha commesso nulla di illecito è certamente un comportamento poco serio. Dunque, quest’ipotesi configurerebbe una politica italiana marcia fino al midollo e che noi abitanti di questo mediocre Paese abbiamo incentivato attraverso la morbosa curiosità della vita privata di personaggi famosi. Il tutto, dovrebbe però prevedere una sorte di punizione morale per coloro che per mesi hanno mangiato su questo argomento: tutti quei giornalisti politicamente schierati che hanno visto lo scandalo prostitute come manna dal cielo per un attacco frontale a Berlusconi, dovrebbero per lo meno scusarsi se hanno fantasticato credendo nella buona fede di Patrizia D’Addario, e immaginando tetri scenari dove compariva cocaina e minorenni a go go. Ma poiché il lavoro del giornalista è di per sé opportunista, son davvero convinto che reali scuse non arriverebbero mai, e nemmeno il singolo pentimento. Il giornalista italiano (e dunque politicamente schierato) prima lancia la notiziona che fa tremare i palazzi, poi se ne discute per una settimana, e se risulta che il giornalista ha sbagliato, poco male al massimo si scuserà alla pagina 37 con carattere 7. Però nel frattempo ha messo in prima pagina con carattere 64 il titolone che ha permesso al suo giornale di vendere copie e di disinformare la popolazione. Questo è il duro lavoro del giornalista italiano!
In conclusione, non so francamente quale delle due terribili ipotesi sia auspicabile!E’ meno peggio avere una Magistratura dipendente dalla politica, o avere una politica malata che non si basa sul contraddittorio ma sullo sputtanamento?Io non riesco veramente a scegliere e mi auguro che nessuno di questi due scenari possa verificarsi. Ma quel che appare certo è che c’è una moralità in declino che deve essere, come minimo, corretta, ma soprattutto bisogna divulgare il messaggio che l’intromissione nella vita privata del politico è utile laddove si verifica un illecito che i suoi elettori devono conoscere. Finché noi italiani non cambieremo il nostro modo di fare e di concepire la politica, credo che continueremo a convivere con scandali che mineranno le fondamenta delle nostre istituzioni.







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