Elezioni europee 2009

19 06 2009

Le elezioni europee svoltesi nel week end del 6/7 giugno, hanno dato un chiaro ed inequivocabile segnale: la Destra predomina. In Italia, ma anche nel resto dell’Europa. I socialisti perdono consensi, si riducono, gruppi estremi della sinistra nemmeno riescono ad entrare. Solo i verdi francesi migliorano le proprie prestazioni; mentre a sinistra è un disastro completo!La destra vince in Italia, in Francia e pure in Spagna, dove la leadership di Zapatero sembrava così solida!

In Italia, che poi è l’aspetto che più mi interessa analizzare, le cifre auspicate dal premier non sono arrivate: a causa di una campagna politica distorta e giocata più sul gossip che su altre questioni, la sinistra è riuscita a limitare i danni. Forse, le cifre del Presidente del Consiglio erano fin troppo ottimistiche: si parlava di un 40% del partito e di un 75% di preferenze per Berlusconi. Puntualmente non è arrivato né l’uno né l’altro; tuttavia il Pdl si classifica alla prima posizione nei partiti più votati in Europa (non percentualmente ma come voti). In un’elezione contraddistinta da forti astensioni, segno che il processo di europeizzazione è ancora molto lontano se la gente preferisce il mare alle urne, in Italia il Pdl si riconferma come il partito più votato in Italia, sebbene subisca da un anno all’altro un calo del 2% (35.26%) dovuto, forse, alle recenti critiche riguardanti le feste mondane e gli aerei di Stato (peraltro già archiviata). Queste questioni piuttosto scabrose hanno probabilmente tolto a Silvio una parte dei consensi dei cattolici, schifati da quanto apparso sulla stampa nazionale. Il Pd di Dario Franceschini perde ben 7 punti percentuali nell’arco di un anno, inghiottiti tutti dall’Idv e forse anche dalla Lega. Il Partito Democratico (27%) che più che un partito ancora assomiglia a un calderone di idee e personaggi, paga dazio la grave crisi interna che è culminata con le dimissioni del segretario Walter Veltroni. Un partito in confusione, si direbbe, che pone maggiormente l’accento sulle questioni altrui che non sulle proprie idee su come superare la crisi ad esempio, oppure su come ricostruire l’Abruzzo. In poche parole è costato caro alla sinistra questa poca propositività politica. E’ servita solo a rosicchiare consensi a Berlusconi, ma di certo non a fermare la propria inesorabile discesa. L’idv,(8%) come dicevo, viene premiata per la propria politica giustizialista che come ho avuto più volte modo di dire fondamentalmente sarebbe giusta ma se poi ci costruisci attorno l’intera politica e modo d’agire rischia di diventare deleteria. Il partito di Tonino si rileva sempre più una spina nel fianco per il Pd i cui elettori vengono così maggiormente attratti dalla concretezza del deputato molisano che non dal poco impegno del Pd. Poi giunge l’Udc che aumenta in un anno i propri consensi portandosi al 6.5%, rosicchiando forse i consensi cattolici a Berlusconi. Ora si dice che possa fare la voce un pò più grossa in vista dei ballottaggi, ma dubito, onestamente che con un 6.5% si possa anche solo pensare di far la voce grossa!
La sinistra estrema e radicale paga pesantemente dazio la scissione di Vendola. Prendono un 3% che non consente loro di accedere al Parlamento. Generalmente in tempo di crisi, i partiti radicali riuscivano ad attrarre le masse alle urne. Ora siamo arrivati al paradosso che gli elettori vengono attratti in tempo di crisi dalla pragmaticità della Lega Nord. Evidentemente c’è qualcosa all’interno del comunismo italiano che non funziona. Forse la loro esperienza è giunta al capolinea se non riescono ad ottenere la fiducia del popolo che invece dovrebbe essere il loro perno!Se fossi comunista mi interrogherei a lungo su queste elezioni, perché come dirò tra poco un certo atteggiamento da parte di alcuni dirigenti politici è a dir poco deleterio e di certo non porta a nulla.

Dulcis in fundo arriva la Lega (10.2%), l’unica assieme all’Idv a risultare la vincitrice di queste elezioni. In un anno il partito del Nord riesce ad aumentare del 2% i propri consensi, grazie al pragmatismo e alla concretezza mostrata in un anno di Governo. Per quanto il partito di Bossi è riuscito a fare, forse meritava un pò di più, e forse mi aspettavo un 11/12%, visto che è stato approvato il ddl sul federalismo, Zaia ha portato a casa le quote latte, ha sequestrato migliaia di tonellate di pesce e carne avariata, Maroni ha fermato gli sbarchi, Calderoli ha eliminato un sacco di leggi inutili. In una parola concretezza. La Lega ha mostrato ciò, non fermandosi di fronte a niente e nessuno, perseguendo la politica che il cittadino chiedeva, e riottendo altri consensi. Ora si dice che possa ricattare Berlusconi. Purtroppo la Lega non è così, non è come se l’aspetta la sinistra!Se il premier mantiene i patti, Bossi di certo non fa cadere il governo, anche perché con un 10% non puoi fare i salti mortali!Quindi si parli piuttosto del perché molte persone anche in Emilia e nelle regioni rosse si sono "convertite" alla Lega. Si discuta del perché la Lega attira sempre più persone, del perché del pragmatismo dei governatori locali, della solidità dei dirigenti!Queste sono le questioni da indagare, non se Bossi ricatterà o meno Berlusconi!

Anche perché questa sinistra rimasta con un pugno di mosche, ho notato che si sta spingendo inesorabilmente verso la deriva. Si guardi Porta a Porta, Matrix, Ballarò o qualsiasi altro programma di approfondimento politico. Si prendano due soggetti a caso, uno della sinistra estrema e l’altro della sinistra moderata. Si confronti i loro discorsi e si noti come non riescano ad arrivare al dunque. Non ho sentito in queste settimane un mea culpa della sinistra!Non hanno saputo giustificare il perché della loro netta sconfitta. Addirittura sono arrivati a far sembrare che loro in realtà non avevano perso. Cosa vuoi che sia un calo del 7%, o un quorum del 4% non raggiunto?Alla sinistra attuale interessa una cosa: limitare Berlusconi. Finché il premier e il suo partito non raggiungeranno il 40%, fin quando Berlusconi non trionferà loro avranno vinto moralmente. Il vero danno è che non si rendono conto della sconfitta. Son talmente occupati a guardare in casa degli altri che non riescono a guardarsi nella propria. Sentivo Ferrero dire che era importante non permettere a Berlusconi di ottenere un plebiscito!Ma si preoccupa proprio uno che non a Bruxelles nemmeno ci entra?Come si fa ad essere contenti della vittoria (netta) dell’avversario???Come se a calcio un allenatore dicesse: <<Son soddisfatto perché al posto di perdere 4-0 ci hanno rifilato solo 2 gol>>. E’ chiaro che in tal modo si perde l’elettorato!Fin quando la campagna elettorale verterà esclusivamente sul gossip e sul feceto è normale che la sinistra perda consensi.

Sapete che vi dico?Ben gli sta, perché stanno perdendo il contatto con la realtà e col popolo. Non riescono più ad essere protagonisti, e finché continueranno in questa maniera, son sicuro che la destra vincerà molto facile. Certo, magari non arriverà mai al 40%, ma anche se arrivasse al 38/39%, saremmo felici un pò tutti!Berlusconi perché sfiora la quota del 40%, Franceschini e i comunisti perché la quota del 40% non viene raggiunta, e i partiti minori che intanto si intascano i voti della sinistra. Paradossale come si può essere felici perdendo brutalmente le elezioni!!!

Visita il blog ILPOLITCANTE!In questi giorni di elezioni ti aspettiamo!

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