Mala sanità e mala giustizia, l’Italia degli incredibili errori

8 01 2010

L’Italia, cari amici, sappiamo essere una Nazione poco precisa, molto approsimativa e talvolta pure superficiale. Rispetto ai nostri omologhi del Nord noi italiani tendiamo a non considerare con la dovuta importanza molti fenomeni od azioni. Mentre i popolo del Nord hanno nel proprio DNA il rispetto delle cose altrui, la quite e la precisione, quelli del Sud Europa sembrano invece essere l’opposto: distratti, superficiali, approssimativi. Questo accade in molti settori della nostra società civile, ad esempio nella guida di autoveicoli gli abitanti del Sud Europa sono molto più distratti ed approssimativi dei popoli del Nord sebbene costoro guidino in condizioni ben più difficili di noi. E già questo della guida risulta essere un grosso problema che il nostro Paese sta debellando con estrema fatica a colpi di punti, e divieti continui. Tuttavia quello che per molti può essere un luogo comune (e cioè della differenza tra Nord e Sud europa), si rivela, almeno nelle cronache quotidiane, molto attinente alla realtà.

Infatti, ho notato con mio estremo disappunto che ogni settimana nei giornali nazionali è presente una notizia di mala-giustizia, mala-sanità, o mala-politica. A dire il vero, i settori coinvolti son ben più numerosi dei tre da me menzionati, ma il prefisso mala sembra poter essere applicato a quasi tutti i settori lavorativi. Difatti, pochi giorni fa viene fuori la notizia che una signora ha vissuto per anni con delle forbici da operazione chirugica in pancia (ed è già tanto se è ancora viva), oggi è venuta fuori la notizia che per un colpa di un francobollo mancante, una donna è venuta a sapere di essere affetta da tumore troppo tardi. Un altro giorno a Vibo Valentia manca la corrente e una ragazza muore. Ad Agrigento costruiscono un ospedale con cemento depotenziato che non può essere aperto ma, al contrario, va immediatamente chiuso. Un giudice si dimentica di depositare una sentenza su un gruppo di mafiosi e costoro escono per decorrenza dei termini processuali. E via così. Ogni mese i commissari della sanità devono andare in qualche struttura per verificare se tutto è a norma, e molto spesso anche il Ministero della Giustizia manda i propri commissari per chiarire certe cose poco chiare.
Alla fine di tutto il can can mediatico, la morale è molto semplice: nessuno paga e restano tutti al loro posto. La Magistratura indagherà sul perché sia stato usato il cemento depotenziato per costruire un ospedale e chiuderà l’inchiesta, al medico che si dimentica le pinze daranno una settimana di sospensione e al giudice che si dimentica la sentenza nel cassetto faranno tetè sul culetto. E poi una settimana dopo saranno tutti ai propri posti, con due vittime identiche: il popolo. E’ il popolo a perderci due volte.
La prima volta perché rischia di rimetterci la vita (o ce la rimette) con le pinze in pancia, o perché manca la corrente, e la seconda volta perché è il popolo a dover pagare fior di quattrini come legittimo rimborso per il danno subito. Si, lo so, voi non tirate fuori una lira, o magari pensate che sia così, ma poiché lo Stato ogni anno paga milioni e milioni per risarcire le vittime di mala-giustizia o mala-sanità, vuol semplicemente dire che lo Stato per pagare le vittime dovrà tagliare qualche servizio o aumentare il prelievo fiscale. Ed ecco che, magicamente, il popolo si ritrova cornuto e mazziato, due volte vittima.

L’imprecisione, la superficialità di cui parlavo ad inizio articolo, erano propedeutiche semplicemente a parlare di questo argomento, che io trovo sconvolgente e non degno di un Paese civile come l’Italia dichiara di essere. Non capisco sinceramente, come mai recentemente succedano molti dei casi che ho citato. Perché una volta i dottori non si dimenticavano guanti o pinze in pancia dei pazienti, sebbene magari le strutture potessero essere peggiori, le norme igieniche più lacunose, e anche la professionalità magari poteva essere non eccellente. Oggi invece abbiamo fior fior di medici ben stipendiati, i quali possono godere delle migliori tecnologie esistenti, in condizioni igieniche ottimali (si spera), i quali dimenticano proprio le cose più semplici, quasi minimali. Una pinza per un’operazione chirurgica non è lunga 2cm, ma è molto più lunga ed assai appuntita. Una volta che è finita l’operazione, vuoi che il chirurgo non controlli gli strumenti che deve sistemare?E allora non si tratta forse di mancanza di concentrazione e d’attenzione questa?E non meriterebbe, in un Paese civile tale medico, una pena dura, come un’espulsione o anche una radiazione dall’Albo Professionale?E la stessa misura deterrente non la si potrebbe adottare nei confronti del giudice che guarda caso scarcera la comitiva di mafiosi, per il troppo (poco) lavoro? Forse sì, forse la radiazione dall’Albo è la cosa più ovvia e scontata alla quale si può pensare, e forse è anche quella più giusta da applicare per lanciare il messaggio che in ogni lavoro che si fa, soprattutto se si maneggia la vita altrui, ci vuole estrema concentrazione ed attenzione, ed un minimo errore che provoca la morte di una persona va duramente punito e represso!

Ma si sà, il nostro è il Belpaese per definizione, dove tutti sbagliano, ma dove tutti hanno anche una seconda, terza, quarta, quinta possibilità e dove pare normale che i medici facciano interventi chirurgici a persone sanissime solo per guadagnare qualche migliaio di euro in più al mese da destinare al Golf Club come iscrizione annuale!Insomma, a colpi di mala-giustizia, mala-sanità, mala-tutto non facciamo che del male al nostro Paese. Ed essendo, ahimè, un abitante di questa Nazione, mi sento schifato ed umiliato in confronto a tanta civiltà che si può respirare in altri posti dell’Europa!Sono arrabbiato con l’intero Paese che sbaglia e non viene punito e che risulta essere marcio dalla base, sono arrabbiato profondamente con coloro che dovrebbero svolgere il ruolo di tutela e garanzia nella nostra società e non lo fanno, e anche con coloro che sono preposti a punire l’errante ma che, dediti alla logica per cui “cane non mangia cane” tutelano la propia casta e i propri privilegi. Sono arrabbiato con un popolo che non vuole cambiare e che lo dimostra continuamente, e che sembra preferire la strada del declino a quella più difficile ma che porta alla crescita ed al miglioramento!Sono arrabbiato perché sento di vivere in un Paese che mi appartiene ben poco, e so altresì che questa mia arrabbiatura mi porterà davvero poco lontano: sono difatti convinto che, per quanto buone ed oneste siano le mie intenzioni, difficilmente questo mio sfogo avrà un seguito. Difficilmente centinaia e centinaia di persone che possono pensarla come me, otterranno quel che un Paese civile, e vedere che si lotta contro i mulini a vento solo perché a questi mulini a vento convine mantenere le cose così come stanno, dà molto fastidio, ed ovviamente spinge le persone a lasciare questa barca!

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2 responses

2 01 2011
2010 in cifre « Spazioalmaso

[…] Mala sanità e mala giustizia, l’Italia degli incredibili errori January 2010 5 […]

5 08 2013
marco

Recentemente ho inteso una causa contro Inps il giudice del lavoro del tribunale di Teramo, ha dato ragione all’INPS, e mi condanna a pagare una somma di euro 1.650 più iva e accessori.
Da ragione all’INPS, applicando una norma abrogata, non più vigente da secoli, e sapendo il giudice Alessandro V., che la norma non era più vigente.
Alessandro V. è giudice del lavoro, ma molto diverso da altri poveri lavoratori con miseri stipendi che forse non arrivano a fine mese, e peggio ancora i precari. I giudici sono super stipendiati, e il giudice Alessandro V. rispetti almeno la giurisprudenza, nelle sentenze che emette.
Questo, visto lo stipendio che lo stato, gli elargisce.
Vicenda narrata da giornali, locali e nazionali.

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