Storia di un malgoverno

26 01 2013

Intervengo nell’attualità per parlare di una storia di malgoverno che ora è sulle prime pagine di tutti i giornali: la storia di Mps e della città di Siena. Non voglio parlare di colpe che ancora non sono state appurate e che sarà compito dei magistrati accertare, ma voglio unicamente porre i riflettori sul fatto che il modello della città di Siena è finalmente fallito. Finalmente perché sono almeno sei anni che sono a conoscenza della fragilità del sistema: ero ancora alle superiori quando una puntata di Report diceva che l’Università di Siena era l’università più indebitata d’Italia con una serie di operazioni di dubbia natura. La città di Siena, ahimè, si è basata totalmente sul contributo della terza banca italiana. Ma “non è sempre domenica” si dice dalle mie parti e quindi durante questa crisi economica che sta rivoluzionando molto nel mercato come nella testa delle persone anche Mps non poteva pensare di continuare la propria attività come se nulla fosse. Soprattutto se di nascosto ancora dal 2006 (un anno prima che la crisi scoppiasse) aveva contrattato prodotti derivati complessi (mi baso sulla testimonianza di un dirigente di Mps che ad una giornalista disse che nemmeno ci provava a spiegare la struttura del derivato data la sua complessità) sui quali ha perso qualcosa come 700 milioni. La città di Siena ha vissuto a lungo degli utili che la banca distribuiva alla Fondazione che è l’unica (e ripeto unica) che non ha mollato l’osso da quando la riforma Amato ha previsto che le Fondazioni dovevano scendere sotto il 50%+1 di partecipazione nel capitale delle banche. Tutte le banche italiane, per la loro storia, sono associate a delle fondazioni. Ma la Fondazione Mps è l’unica che ha fatto di tutto per avere percentuali alte di partecipazione nella banca nonostante l’intento della legge Amato fosse l’opposto! Forse conveniva a tutti, in città e non solo, avere persone da mettere qua dentro, poltrone da distribuire e soprattutto far crescere la città. Città che, purtroppo, ha fatto il passo più lungo della gamba sapendo di poter contare sugli utili di Mps e credendo forse molto ingenuamente che tali utili non sarebbero mai finiti. Così quando Mps acquistò Antonveneta in un’operazione che i vertici aziendali di allora devono ancora spiegarci, pagando quasi 10 miliardi di Euro qualcosa che poco prima era stata pagata poco più di 6 allora la Fondazione fece un aumento di capitale su un’operazione fallimentare per non diluire la propria partecipazione nel capitale sociale. Così via, Mps finanzia il calcio, il basket e un’università che è (voglio ricordarlo ulteriormente) la più indebitata di Italia. Passo troppo lungo? Qualcosa mi dice di si!

Poi, per carità, non voglio incolpare la Fondazione per colpe che non ha come aver scelto dei dirigenti che si sono dimostrati scorretti visto che si dice che qualcuno concludeva operazioni finanziarie col proprio cellulare e non col telefono aziendale (che secondo la normativa in vigore è vietato in quanto i telefoni aziendali consentono la registrazione delle conversazioni mentre i cellulari personali no). La colpa della Fondazione è stata essere poco cauta, aver pensato ingenuamente che l’epoca d’oro non sarebbe mai terminata e che si potevano fare cose che una città piccola come Siena forse non poteva permettersi. Ora sono davvero curioso di vedere con 4 miliardi di debiti come tirerà avanti sia la Fondazione che la città stessa! Voglio vedere la fine che farà l’università e tutti coloro che hanno mangiato con gli utili della banca! Ma, forse, l’errore più grande della fondazione è stato quello di non controllare abbastanza! Certo, se uno è disonesto il modo per truffarti lo trova sempre per quanto tu stia attento e controlli le operazioni ma possibile che nessuno fra Fondazione, Collegio sindacale e società di revisione si sia accorto di niente? Nel momento in cui queste cose succedono, ahimè, una parte di colpa è da attribuire ai controllori anche se quando si ha a che fare con persone disoneste uno può controllare all’infinito pur non cambiando l’epilogo della situazione. Poi sul fatto di portare questo scandalo in territorio politico io credo che non sia sbagliato. Bersani e i suoi ci dovrebbero spiegare come mai una città governata dal Pd, dal Pci e dal centrosinistra in generale (a prescindere dal partito specifico perché in 20 anni la sinistra è riuscita a cambiare il proprio nome un’infinità di volte) che nomina i membri della Fondazione sia riuscita a: non controllare, permettere questo scandalo e dar vita alla più indebitata università d’Italia. Qualcuno le spiegazioni ce le deve dare ora che siamo in aperta campagna politica! Bersani non può fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia e dire:”Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche”. Ma che cazzo di spiegazione è? Non è forse che il Comune di Siena ha messo dentro la fondazione persone che non avevano i giusti requisiti? Non è forse che anche il Pd ne ha approfittato per distribuire cariche, poltrone e compensi? Chi sono gli appartenenti alla Fondazione? Sono tutte persone del settore o sono anche persone politiche che magari di finanza non capiscono un accidente?

Quando nel titolo parlo di malgoverno mi riferisco appunto a questo! Una parte politica che in una città ha sempre trionfato e governato ora alla resa dei conti dimostra l’ottimo governo che ha messo in campo! Non ha controllato, ha permesso uno scandalo, e soprattutto non ha fatto nulla per evitare che i soldi dell’Imu che la gente si è dissanguata per pagare finiscono in forma di prestito ad una banca. Questi signori che nel loro piccolo si sono resi copevoli di questo malgoverno vorrebbero farci credere che a Roma sono in grado di fare meglio o meno peggio? Perché gli italiani dovrebbero affidare le sorti di questo Paese sfigato ad una congrega di persone che nella loro città simbolo ha fatto il peggio che si potesse fare? In un mondo in cui le banche sono al centro del sistema e delle banche non si può fare a meno (anche se necessitano di regole più severe) come possiamo affidare il Governo ad una persona che dice: “Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche?” A me, con tutto rispetto, sembra la risposta di un incompetente, di uno che se in futuro si proverà a che fare con problemi più grossi non saprà che pesci pigliare. Da oggi il Pd deve andare nelle piazze e spiegare perché è contro il pagamento dell’Imu quando poi non hanno fatto il possibile per impedire che i soldi dell’Imu andassero al Mps! C’era bisogno di nuovi vertici per sapere quello che era stato fatto? Nessuno tra Collegio sindacale, fondazione e società di revisione si è mai accorto di niente? Qualcosa sinceramente mi puzza! 3 soggetti non si sono accorti di nulla ma i nuovi vertici hanno scatenato il putiferio. Moooolto strano!

Quindi la situazione qual è? In Italia da una parte abbiamo una persona che ha rovinato l’Italia perché ha fatto poco pur avendo i numeri per fare molto che contende la vittoria (anche se non vincerà mai) ad una persona che guida un partito con facce nuove e magari incompetenti se sono della “scuola senese” che potrebbe benissimo essere la rovina del futuro. Tra i due contendenti in mezzo c’è un ex comico che crede di sapere tutto ed interviene a sproposito. Ha le sue idee che potevano andare bene 40 anni fa, non si è ancora accorto del mondo nel quale vive e in assemblea va a dire che il Sig. Profumo non è adatto a guidare una banca. Forse lo stesso comico condannato penalmente in Cassazione non sa che il Dott. Profumo è SOLO indagato e che non ha ricevuto nemmeno una condanna in primo grado. Forse nemmeno sa che il Testo Unico Bancario impone che chi dirige una banca abbia caratteri di onorabilità e professionabilità per cui ci sono una serie di reati per i quali se una persona viene condannata in terzo grado la rendono inabile a guidare una banca. Ergo avrà ragione se e solo se verrà condannato in terzo grado. Ma lui che il terzo grado lo conosce già bene si dovrebbe astenere dal fare campagna politica in un’assemblea dei soci. Mi dispiace solo che il 15% degli elettori rischia di votare un emerito pagliaccio un altro 20% uno che non sa guidare il Paese e un altro 30% una persona che il Paese può benissimo rovinarlo! Ma forse, se questa è la qualità del nostro elettorato, è anche ciò che ci meritiamo!

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