Comicità patetica

29 01 2013

Ho appena letto un articolo di Repubblica nel quale Monti risponde piccato a Crozza per le cose dette sui candidati della sua lista in particolare sul fatto che siano rappresentanti dell’alta società. Devo dire che vedere sia nel Corriere che su Repubblica i video sulle battute di Crozza un po’ mi perplime nel senso che mi domando come mai io non riesca a ridere alle battute del comico genovese. Eppure non disdegno i comici quando fanno ridere. Tuttavia non riesco a sopportare (mio limite, lo so) la comicità politica e i comici che puntano il proprio repertorio principalmente sulla politica. Ogni tanto mi trovo a conversare con delle persone che elogiano Crozza e dicono di “morire dal ridere”. Ahimè io non riesco a “morire dal ridere” né per Crozza né per la Littizzetto né per Albanese. Mi piace la comicità di Benigni ad esempio o se no preferisco tutto un altro tipo di comicità di natura apolitica come può essere quella di Brignano. Eppure in questi anni in cui il palinsesto è infestato da Crozza tra suoi programmi e Ballarò avrei dovuto ridere almeno per qualcosa. E, non nego, a volte l’ho pure fatto. Ma purtroppo se è vero che non mi stancherei mai di ascoltare certi comici come Benigni in primis, alla seconda/terza volta che ascolto Crozza già non rido più. A mio sindacabilissimo giudizio il limite e difetto del comico genovese è proprio questo: da una parte è un fantastico “innovatore” riesce a proporre imitazioni sempre diverse aumentando di volta in volta il proprio repertorio ma poi tende ad essere ripetitivo. Il venerdì in tv non c’è niente (come il resto della settimana per quello) e facendo zapping la scorsa settimana sono passato più volte su La7 dove conduce il suo programma “Crozza nel paese delle meraviglie”. Ebbene: ho visto l’ennesima imitazione di Formigono che ormai secondo me ha stancato perchè dice sempre le solite cose, ha fatto una nuova imitazione (nuova nel senso che non l’avevo vista prima, magari l’aveva già fatta) di Maroni anche se non assomigliava molto al leader leghista e il patetico siparietto con Bossi (con evidente presa in giro della malattia) mi ha convinto a cambiare canale. Sono ripassato un’ora più tardi e ho finalmente visto l’imitazione dello chef Joe Bastianich in “Bastardchef”. Inizialmente ho riso, perché effettivamente Bastianich a volte si comporta come l’imitazione di Crozza ma se supponiamo che quello sketch sia durato 5 minuti, io al secondo minuto già non ridevo più. Eppure non era satira politica. Eppure inizialmente mi piaceva. Ciò che voglio dire è che nonostante sia poliedrico è come se non riuscisse ad arrivare sino in fondo e l’innovazione si ferma alle persone ma non continua negli sketch. Quindi a me fa ridere la prima volta perché è nuovo, perché non me l’aspetto ma mediamente dalla terza volta inizia ad annoiarmi. Un altro esempio? L’imitazione di Briatore in “The ficientis” (sempre che si scriva così) è stata bellissima la prima volta ma poi già dalla terza non sono più riuscito a ridere perché ormai era tutto programmato, sapevi già cosa avrebbe detto e fatto. Quando dice a certi personaggi famosi “Tu sei out” non fa più ridere perché manca la spontaneità che c’era la prima volta, manca la novità, non prosegue con l’innovazione! Lo stesso dicasi dell’imitazione di Voyager che ormai la vedo da oltre un anno. Quando imita quel conduttore ormai non riesco più a ridere perchè so cosa aspettarmi e perché alla lunga è difficile mantenere il sorriso sulla bocca delle persone. Per questo motivo la maturità e serietà di un professionista della risata si dimostra nella sua capacità di innovare (certo) ma anche di accorgersi quando non ci sono più spazi per proseguire e per proporre qualcosa di nuovo. In quel momento, magari a malincuore, il comico deve rendersi conto che quel personaggio lo deve relegare in soffitta. Per un po’ di tempo o, se necessario, per sempre. L’imitazione di Bersani quanto bella è? Una volta forse! A Ballarò parecchi mesi fa ridevo per ciò che diceva ma poi piano piano non sono più riuscito a ridere anche perchè come comico, sempre a mio avviso, non ha un elevato tasso di battute azzeccate. Quando (scusatemi se ci ritorno) ad esempio fa Voyager ne spara quante di battute? 20? Bene su quelle 20 se è in giornata di divertenti davvero ne farà 5 forse. A malapena. Quando su 20 battute solo 5 ti fanno veramente ridere significa che come comico sei mediocre. Sei straordinario nell’innovare, nel fare cose nuove e nel proporre ai tuoi telespettatori delle novità ma sei limitato dal fatto di proseguire sempre su quella strada dicendo le solite cose e facendo le solite battute. Ciò che fa ridere è l’innaspettato, quello che il telespettatore non si aspetta. Se io so come il comico si comporta, la spontaneità viene a mancare e con essa la risata. Ragion per cui nei minuti che Floris gli concede ogni martedì io non riesco a ridere ma vedo che attorno a me la situazione non è molto diversa. Se guardo la tv con altre persone non è che costoro ridano per tutto il tempo. Ridiamo per quelle poche battute che azzecca e che non ti aspetti ma poi se giriamo facciamo anche meglio! Eppure da parte mia non c’è alcun pregiudizio nei suoi confronti se no non riderei proprio e non lo guarderei nemmeno. Tuttavia a volte mi sforzo a guardarlo proprio per capire cosa abbia di “fenomenale” questo comico ed ogni volta pentendomi della scelta fatta mi dico: “Di fenomenale non ha nulla”. Lo stesso dicasi per la Littizzetto anche lei che usa sempre gli stessi argomenti triti e ritriti sulla politica e sulle donne con quella voce che è fastidiosa solo a sentirsi. Nelle scenette (mal riuscite tra l’altro) con Fazio (che come spalla “comica” è un’emerita ciofecca) il mio dito non riesce a star fermo e clicca un altro canale semplicemente perchè passare 15 minuti a vedere una persona che dovrebbe far ridere e invece fa leva sulle parolacce per strappare un sorriso alle persone è patetico. Invece con Benigni non riesco a non ridere. Se anche ci provassi non ci riuscirei e sarebbe un peccato se ci riuscissi perchè Benigni è il vero comico italiano, quello che ti può garantire un audience strepitoso. Diversamente da Crozza e Littizzetto, per quanto comunque sia politicamente “schierato”, la sua è una comicità intelligente. Non è eccessivamente ripetitivo (tranne nel bersaglio che usa) e non fa leva sulle parolacce per far ridere. Far ridere genuinamente. Non ha bisogno di imitazioni sempre nuove e diverse ma riesce a stenderti con la prima battuta. Ti fa monologhi di due ore senza pubblicità finché smetti di ridere perchè inizia a farti male la mascella.

C’è una notevole differenza! Vedere Crozza e vedere Benigni per me è come andare a teatro e vedere una compagnia teatrale dilettante e una compagnia teatrale professionista. Gran bella differenza! Non capisco dunque se le persone che adorano Crozza se lo fanno piacere per ciò che dice (come la Littizzetto) nel senso che in Italia molte persone con i paraocchi hanno un evidente gusto in fatto di comicità che rispecchia le loro idee politiche. Potremmo dire senza dubbio che c’è una correlazione diretta fra idea politica e comico di riferimento. Molti, ahimè, non sono in grado di ridere in maniera “indipendente” così se quel comico prende in giro un partito od una persona che odiano profondamente allora lo incensano. Fa parte dell’attuale Medioevo che stiamo vivendo in Italia. Un periodo di sterilità culturale e mentale anche a livello di singoli italiani sempre più dipendenti dalle mode che si manifestano e dai trend che giornali e televisioni lanciano. Io da parte mia continuerò a guardare Crozza sperando che prima o poi riesca a farmi maggiormente ridere ma, lo prometto, la prossima volta che sento una persona dire: “Crozza mi fa morire dalle risate” mi farò dire per filo e per segno cosa gli piace. Voglio finalmente capire se sono io indifferente alla comicità, se nutro pregiudizi nei suoi confronti (tesi già precedentemente smentita), oppure se sono troppo delicato nel senso che quando voglio vedere una cosa voglio vedere il meglio, non esponenti mediocri! Ultima cosa in conclusione sulla diatriba con Monti: la scenetta faceva ridere? No perchè io l’ho vista e ha detto delle cazzate che non si scusano nemmeno ad un comico mediocre! Ha presentato i candidati di Monti cercandone meno di 10 dei quali si potesse parlare. E’ riuscito a dar vita ad un imbarazzante momento di televisione populista con battutacce da scuola elementare sui singoli cognomi dei candidati di persone che probabilmente nemmeno conosce. Non pago è riuscito ad includere anche persone che nelle liste ufficiali nemmeno ci sono, come Marcegaglia, Cordero di Montezemolo e Fornero. Non sono riuscito a trovare nessuno di loro nelle liste, su 8 persone 3 sono state prese a sproposito solo per fare della becera comicità su cognomi come la facevo io da bambino. Se questo non è un mediocre comico che cosa sarà mai? Ma soprattutto durante quello sketch qualcuno riesce a spiegarmi di che c**** stesse parlando Crozza? Perchè sarò anche delicato ma sentire una persona che tenta di far ridere su cose patetiche ed inventate che non esistono nemmeno secondo me è profondamente triste. Ma soprattutto è triste quando una persona decide di voler fare il comico e non riesce a far ridere. In quei casi quando la battuta non riesce l’atmosfera attorno diventa….patetica! E a me la Lista Monti non mi interessa quindi posso anche ridere se ci fosse lo spunto ma quando ho sentito il Professore dire che Crozza è stato patetico ho pensato: “Ehi io non voterò certo questo tizio, ma mi ha tolto le parole di bocca!”

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