Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!

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