Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!





Comicità patetica

29 01 2013

Ho appena letto un articolo di Repubblica nel quale Monti risponde piccato a Crozza per le cose dette sui candidati della sua lista in particolare sul fatto che siano rappresentanti dell’alta società. Devo dire che vedere sia nel Corriere che su Repubblica i video sulle battute di Crozza un po’ mi perplime nel senso che mi domando come mai io non riesca a ridere alle battute del comico genovese. Eppure non disdegno i comici quando fanno ridere. Tuttavia non riesco a sopportare (mio limite, lo so) la comicità politica e i comici che puntano il proprio repertorio principalmente sulla politica. Ogni tanto mi trovo a conversare con delle persone che elogiano Crozza e dicono di “morire dal ridere”. Ahimè io non riesco a “morire dal ridere” né per Crozza né per la Littizzetto né per Albanese. Mi piace la comicità di Benigni ad esempio o se no preferisco tutto un altro tipo di comicità di natura apolitica come può essere quella di Brignano. Eppure in questi anni in cui il palinsesto è infestato da Crozza tra suoi programmi e Ballarò avrei dovuto ridere almeno per qualcosa. E, non nego, a volte l’ho pure fatto. Ma purtroppo se è vero che non mi stancherei mai di ascoltare certi comici come Benigni in primis, alla seconda/terza volta che ascolto Crozza già non rido più. A mio sindacabilissimo giudizio il limite e difetto del comico genovese è proprio questo: da una parte è un fantastico “innovatore” riesce a proporre imitazioni sempre diverse aumentando di volta in volta il proprio repertorio ma poi tende ad essere ripetitivo. Il venerdì in tv non c’è niente (come il resto della settimana per quello) e facendo zapping la scorsa settimana sono passato più volte su La7 dove conduce il suo programma “Crozza nel paese delle meraviglie”. Ebbene: ho visto l’ennesima imitazione di Formigono che ormai secondo me ha stancato perchè dice sempre le solite cose, ha fatto una nuova imitazione (nuova nel senso che non l’avevo vista prima, magari l’aveva già fatta) di Maroni anche se non assomigliava molto al leader leghista e il patetico siparietto con Bossi (con evidente presa in giro della malattia) mi ha convinto a cambiare canale. Sono ripassato un’ora più tardi e ho finalmente visto l’imitazione dello chef Joe Bastianich in “Bastardchef”. Inizialmente ho riso, perché effettivamente Bastianich a volte si comporta come l’imitazione di Crozza ma se supponiamo che quello sketch sia durato 5 minuti, io al secondo minuto già non ridevo più. Eppure non era satira politica. Eppure inizialmente mi piaceva. Ciò che voglio dire è che nonostante sia poliedrico è come se non riuscisse ad arrivare sino in fondo e l’innovazione si ferma alle persone ma non continua negli sketch. Quindi a me fa ridere la prima volta perché è nuovo, perché non me l’aspetto ma mediamente dalla terza volta inizia ad annoiarmi. Un altro esempio? L’imitazione di Briatore in “The ficientis” (sempre che si scriva così) è stata bellissima la prima volta ma poi già dalla terza non sono più riuscito a ridere perché ormai era tutto programmato, sapevi già cosa avrebbe detto e fatto. Quando dice a certi personaggi famosi “Tu sei out” non fa più ridere perché manca la spontaneità che c’era la prima volta, manca la novità, non prosegue con l’innovazione! Lo stesso dicasi dell’imitazione di Voyager che ormai la vedo da oltre un anno. Quando imita quel conduttore ormai non riesco più a ridere perchè so cosa aspettarmi e perché alla lunga è difficile mantenere il sorriso sulla bocca delle persone. Per questo motivo la maturità e serietà di un professionista della risata si dimostra nella sua capacità di innovare (certo) ma anche di accorgersi quando non ci sono più spazi per proseguire e per proporre qualcosa di nuovo. In quel momento, magari a malincuore, il comico deve rendersi conto che quel personaggio lo deve relegare in soffitta. Per un po’ di tempo o, se necessario, per sempre. L’imitazione di Bersani quanto bella è? Una volta forse! A Ballarò parecchi mesi fa ridevo per ciò che diceva ma poi piano piano non sono più riuscito a ridere anche perchè come comico, sempre a mio avviso, non ha un elevato tasso di battute azzeccate. Quando (scusatemi se ci ritorno) ad esempio fa Voyager ne spara quante di battute? 20? Bene su quelle 20 se è in giornata di divertenti davvero ne farà 5 forse. A malapena. Quando su 20 battute solo 5 ti fanno veramente ridere significa che come comico sei mediocre. Sei straordinario nell’innovare, nel fare cose nuove e nel proporre ai tuoi telespettatori delle novità ma sei limitato dal fatto di proseguire sempre su quella strada dicendo le solite cose e facendo le solite battute. Ciò che fa ridere è l’innaspettato, quello che il telespettatore non si aspetta. Se io so come il comico si comporta, la spontaneità viene a mancare e con essa la risata. Ragion per cui nei minuti che Floris gli concede ogni martedì io non riesco a ridere ma vedo che attorno a me la situazione non è molto diversa. Se guardo la tv con altre persone non è che costoro ridano per tutto il tempo. Ridiamo per quelle poche battute che azzecca e che non ti aspetti ma poi se giriamo facciamo anche meglio! Eppure da parte mia non c’è alcun pregiudizio nei suoi confronti se no non riderei proprio e non lo guarderei nemmeno. Tuttavia a volte mi sforzo a guardarlo proprio per capire cosa abbia di “fenomenale” questo comico ed ogni volta pentendomi della scelta fatta mi dico: “Di fenomenale non ha nulla”. Lo stesso dicasi per la Littizzetto anche lei che usa sempre gli stessi argomenti triti e ritriti sulla politica e sulle donne con quella voce che è fastidiosa solo a sentirsi. Nelle scenette (mal riuscite tra l’altro) con Fazio (che come spalla “comica” è un’emerita ciofecca) il mio dito non riesce a star fermo e clicca un altro canale semplicemente perchè passare 15 minuti a vedere una persona che dovrebbe far ridere e invece fa leva sulle parolacce per strappare un sorriso alle persone è patetico. Invece con Benigni non riesco a non ridere. Se anche ci provassi non ci riuscirei e sarebbe un peccato se ci riuscissi perchè Benigni è il vero comico italiano, quello che ti può garantire un audience strepitoso. Diversamente da Crozza e Littizzetto, per quanto comunque sia politicamente “schierato”, la sua è una comicità intelligente. Non è eccessivamente ripetitivo (tranne nel bersaglio che usa) e non fa leva sulle parolacce per far ridere. Far ridere genuinamente. Non ha bisogno di imitazioni sempre nuove e diverse ma riesce a stenderti con la prima battuta. Ti fa monologhi di due ore senza pubblicità finché smetti di ridere perchè inizia a farti male la mascella.

C’è una notevole differenza! Vedere Crozza e vedere Benigni per me è come andare a teatro e vedere una compagnia teatrale dilettante e una compagnia teatrale professionista. Gran bella differenza! Non capisco dunque se le persone che adorano Crozza se lo fanno piacere per ciò che dice (come la Littizzetto) nel senso che in Italia molte persone con i paraocchi hanno un evidente gusto in fatto di comicità che rispecchia le loro idee politiche. Potremmo dire senza dubbio che c’è una correlazione diretta fra idea politica e comico di riferimento. Molti, ahimè, non sono in grado di ridere in maniera “indipendente” così se quel comico prende in giro un partito od una persona che odiano profondamente allora lo incensano. Fa parte dell’attuale Medioevo che stiamo vivendo in Italia. Un periodo di sterilità culturale e mentale anche a livello di singoli italiani sempre più dipendenti dalle mode che si manifestano e dai trend che giornali e televisioni lanciano. Io da parte mia continuerò a guardare Crozza sperando che prima o poi riesca a farmi maggiormente ridere ma, lo prometto, la prossima volta che sento una persona dire: “Crozza mi fa morire dalle risate” mi farò dire per filo e per segno cosa gli piace. Voglio finalmente capire se sono io indifferente alla comicità, se nutro pregiudizi nei suoi confronti (tesi già precedentemente smentita), oppure se sono troppo delicato nel senso che quando voglio vedere una cosa voglio vedere il meglio, non esponenti mediocri! Ultima cosa in conclusione sulla diatriba con Monti: la scenetta faceva ridere? No perchè io l’ho vista e ha detto delle cazzate che non si scusano nemmeno ad un comico mediocre! Ha presentato i candidati di Monti cercandone meno di 10 dei quali si potesse parlare. E’ riuscito a dar vita ad un imbarazzante momento di televisione populista con battutacce da scuola elementare sui singoli cognomi dei candidati di persone che probabilmente nemmeno conosce. Non pago è riuscito ad includere anche persone che nelle liste ufficiali nemmeno ci sono, come Marcegaglia, Cordero di Montezemolo e Fornero. Non sono riuscito a trovare nessuno di loro nelle liste, su 8 persone 3 sono state prese a sproposito solo per fare della becera comicità su cognomi come la facevo io da bambino. Se questo non è un mediocre comico che cosa sarà mai? Ma soprattutto durante quello sketch qualcuno riesce a spiegarmi di che c**** stesse parlando Crozza? Perchè sarò anche delicato ma sentire una persona che tenta di far ridere su cose patetiche ed inventate che non esistono nemmeno secondo me è profondamente triste. Ma soprattutto è triste quando una persona decide di voler fare il comico e non riesce a far ridere. In quei casi quando la battuta non riesce l’atmosfera attorno diventa….patetica! E a me la Lista Monti non mi interessa quindi posso anche ridere se ci fosse lo spunto ma quando ho sentito il Professore dire che Crozza è stato patetico ho pensato: “Ehi io non voterò certo questo tizio, ma mi ha tolto le parole di bocca!”





Storia di un malgoverno

26 01 2013

Intervengo nell’attualità per parlare di una storia di malgoverno che ora è sulle prime pagine di tutti i giornali: la storia di Mps e della città di Siena. Non voglio parlare di colpe che ancora non sono state appurate e che sarà compito dei magistrati accertare, ma voglio unicamente porre i riflettori sul fatto che il modello della città di Siena è finalmente fallito. Finalmente perché sono almeno sei anni che sono a conoscenza della fragilità del sistema: ero ancora alle superiori quando una puntata di Report diceva che l’Università di Siena era l’università più indebitata d’Italia con una serie di operazioni di dubbia natura. La città di Siena, ahimè, si è basata totalmente sul contributo della terza banca italiana. Ma “non è sempre domenica” si dice dalle mie parti e quindi durante questa crisi economica che sta rivoluzionando molto nel mercato come nella testa delle persone anche Mps non poteva pensare di continuare la propria attività come se nulla fosse. Soprattutto se di nascosto ancora dal 2006 (un anno prima che la crisi scoppiasse) aveva contrattato prodotti derivati complessi (mi baso sulla testimonianza di un dirigente di Mps che ad una giornalista disse che nemmeno ci provava a spiegare la struttura del derivato data la sua complessità) sui quali ha perso qualcosa come 700 milioni. La città di Siena ha vissuto a lungo degli utili che la banca distribuiva alla Fondazione che è l’unica (e ripeto unica) che non ha mollato l’osso da quando la riforma Amato ha previsto che le Fondazioni dovevano scendere sotto il 50%+1 di partecipazione nel capitale delle banche. Tutte le banche italiane, per la loro storia, sono associate a delle fondazioni. Ma la Fondazione Mps è l’unica che ha fatto di tutto per avere percentuali alte di partecipazione nella banca nonostante l’intento della legge Amato fosse l’opposto! Forse conveniva a tutti, in città e non solo, avere persone da mettere qua dentro, poltrone da distribuire e soprattutto far crescere la città. Città che, purtroppo, ha fatto il passo più lungo della gamba sapendo di poter contare sugli utili di Mps e credendo forse molto ingenuamente che tali utili non sarebbero mai finiti. Così quando Mps acquistò Antonveneta in un’operazione che i vertici aziendali di allora devono ancora spiegarci, pagando quasi 10 miliardi di Euro qualcosa che poco prima era stata pagata poco più di 6 allora la Fondazione fece un aumento di capitale su un’operazione fallimentare per non diluire la propria partecipazione nel capitale sociale. Così via, Mps finanzia il calcio, il basket e un’università che è (voglio ricordarlo ulteriormente) la più indebitata di Italia. Passo troppo lungo? Qualcosa mi dice di si!

Poi, per carità, non voglio incolpare la Fondazione per colpe che non ha come aver scelto dei dirigenti che si sono dimostrati scorretti visto che si dice che qualcuno concludeva operazioni finanziarie col proprio cellulare e non col telefono aziendale (che secondo la normativa in vigore è vietato in quanto i telefoni aziendali consentono la registrazione delle conversazioni mentre i cellulari personali no). La colpa della Fondazione è stata essere poco cauta, aver pensato ingenuamente che l’epoca d’oro non sarebbe mai terminata e che si potevano fare cose che una città piccola come Siena forse non poteva permettersi. Ora sono davvero curioso di vedere con 4 miliardi di debiti come tirerà avanti sia la Fondazione che la città stessa! Voglio vedere la fine che farà l’università e tutti coloro che hanno mangiato con gli utili della banca! Ma, forse, l’errore più grande della fondazione è stato quello di non controllare abbastanza! Certo, se uno è disonesto il modo per truffarti lo trova sempre per quanto tu stia attento e controlli le operazioni ma possibile che nessuno fra Fondazione, Collegio sindacale e società di revisione si sia accorto di niente? Nel momento in cui queste cose succedono, ahimè, una parte di colpa è da attribuire ai controllori anche se quando si ha a che fare con persone disoneste uno può controllare all’infinito pur non cambiando l’epilogo della situazione. Poi sul fatto di portare questo scandalo in territorio politico io credo che non sia sbagliato. Bersani e i suoi ci dovrebbero spiegare come mai una città governata dal Pd, dal Pci e dal centrosinistra in generale (a prescindere dal partito specifico perché in 20 anni la sinistra è riuscita a cambiare il proprio nome un’infinità di volte) che nomina i membri della Fondazione sia riuscita a: non controllare, permettere questo scandalo e dar vita alla più indebitata università d’Italia. Qualcuno le spiegazioni ce le deve dare ora che siamo in aperta campagna politica! Bersani non può fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia e dire:”Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche”. Ma che cazzo di spiegazione è? Non è forse che il Comune di Siena ha messo dentro la fondazione persone che non avevano i giusti requisiti? Non è forse che anche il Pd ne ha approfittato per distribuire cariche, poltrone e compensi? Chi sono gli appartenenti alla Fondazione? Sono tutte persone del settore o sono anche persone politiche che magari di finanza non capiscono un accidente?

Quando nel titolo parlo di malgoverno mi riferisco appunto a questo! Una parte politica che in una città ha sempre trionfato e governato ora alla resa dei conti dimostra l’ottimo governo che ha messo in campo! Non ha controllato, ha permesso uno scandalo, e soprattutto non ha fatto nulla per evitare che i soldi dell’Imu che la gente si è dissanguata per pagare finiscono in forma di prestito ad una banca. Questi signori che nel loro piccolo si sono resi copevoli di questo malgoverno vorrebbero farci credere che a Roma sono in grado di fare meglio o meno peggio? Perché gli italiani dovrebbero affidare le sorti di questo Paese sfigato ad una congrega di persone che nella loro città simbolo ha fatto il peggio che si potesse fare? In un mondo in cui le banche sono al centro del sistema e delle banche non si può fare a meno (anche se necessitano di regole più severe) come possiamo affidare il Governo ad una persona che dice: “Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche?” A me, con tutto rispetto, sembra la risposta di un incompetente, di uno che se in futuro si proverà a che fare con problemi più grossi non saprà che pesci pigliare. Da oggi il Pd deve andare nelle piazze e spiegare perché è contro il pagamento dell’Imu quando poi non hanno fatto il possibile per impedire che i soldi dell’Imu andassero al Mps! C’era bisogno di nuovi vertici per sapere quello che era stato fatto? Nessuno tra Collegio sindacale, fondazione e società di revisione si è mai accorto di niente? Qualcosa sinceramente mi puzza! 3 soggetti non si sono accorti di nulla ma i nuovi vertici hanno scatenato il putiferio. Moooolto strano!

Quindi la situazione qual è? In Italia da una parte abbiamo una persona che ha rovinato l’Italia perché ha fatto poco pur avendo i numeri per fare molto che contende la vittoria (anche se non vincerà mai) ad una persona che guida un partito con facce nuove e magari incompetenti se sono della “scuola senese” che potrebbe benissimo essere la rovina del futuro. Tra i due contendenti in mezzo c’è un ex comico che crede di sapere tutto ed interviene a sproposito. Ha le sue idee che potevano andare bene 40 anni fa, non si è ancora accorto del mondo nel quale vive e in assemblea va a dire che il Sig. Profumo non è adatto a guidare una banca. Forse lo stesso comico condannato penalmente in Cassazione non sa che il Dott. Profumo è SOLO indagato e che non ha ricevuto nemmeno una condanna in primo grado. Forse nemmeno sa che il Testo Unico Bancario impone che chi dirige una banca abbia caratteri di onorabilità e professionabilità per cui ci sono una serie di reati per i quali se una persona viene condannata in terzo grado la rendono inabile a guidare una banca. Ergo avrà ragione se e solo se verrà condannato in terzo grado. Ma lui che il terzo grado lo conosce già bene si dovrebbe astenere dal fare campagna politica in un’assemblea dei soci. Mi dispiace solo che il 15% degli elettori rischia di votare un emerito pagliaccio un altro 20% uno che non sa guidare il Paese e un altro 30% una persona che il Paese può benissimo rovinarlo! Ma forse, se questa è la qualità del nostro elettorato, è anche ciò che ci meritiamo!





Santoro contro Berlusconi

11 01 2013

Ieri Servizio Pubblico ha generato la bellezza di 8,6 milioni di telespettatori grazie alla presenza in studio di Silvio Berlusconi. Devo dire che è solo per questo motivo se ho guardato la trasmissione di Santoro-Travaglio perché in realtà la trovo generalmente pesante e noiosa. Invece ieri alle 21.15 ero lì in pole position a guardarmi cosa avrebbero combinato due persone che come ideali sono esattamente agli antipodi. Risultato: ottimo share per la trasmissione, buon risultato di Silvio Berlusconi. Complessivamente, in realtà, la trasmissione è stata scialba e noiosa sia per colpa del leader del Pdl che ha detto le solite cose che ha detto in tutti gli altri show televisivi, sia perché Santoro, Travaglio e la Costamagna hanno incentrato le loro domande su aspetti futili e facilmente “smontabili” quando invece avrebbero potuto politicamente crocifiggere Berlusconi. Purtroppo per lui Santoro si è lasciato sfuggire l’occasione per vendicarsi di colui che promulgò l’editto bulgaro. Tutti coloro che sono intervenuti nella trasmissione non sono stati affatto brillanti e devo personalmente ammettere che a sentire certe castronerie mi veniva persino rabbia. Santoro partiva certamente da un consistente vantaggio per diversi motivi:

  • Innanzitutto giocava in “casa” nel senso che al suo fianco aveva i fedelissimi Vauro, Travaglio e la Costamagna;
  • Aveva di fronte a sé un uomo politicamente morto che deve recuperare 10 punti percentuali nei sondaggi, tanto che per la disperazione è andato pure alla trasmissione del suo più acerrimo nemico;
  • Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crude e possibilità di infierire ce n’erano se solo i giornalisti non si limitassero alle solite futili domande già fatte e rifatte dagli altri conduttori;

Tutto questo vantaggio è stato sprecato e, alla fine, a vincere sul piano personale a mio avviso è stato proprio Silvio Berlusconi. Perché? Innanzitutto perché ha avuto il fegato di andare in una trasmissione ostile dove l’hanno sempre attaccato ed odiato, poi perché è riuscito a parare i colpi dei vari giornalisti e infine cosa più importante perché è riuscito ad indirizzare la trasmissione dove voleva. Berlusconi è un eccellente venditore ed ha una capacità di abbindolare le persone che ha dell’incredibile (Bersani con la sua flemma avrebbe solo da imparare), inoltre sapendo di aver governato 10 anni inutilmente la cosa migliore nella quale poteva sperare era non rispondere direttamente alle domande o evitarle. Ci è riuscito alla perfezione, soprattutto alla fine quando Santoro si è arrabbiato perché è lì forse che si è accorto che Berlusconi l’aveva condotto dove voleva lui. Il leader del Pdl in tre ore di trasmissione non ha detto NULLA di nuovo ed è riuscito a concludere la trasmissione senza andarsene anticipatamente! Tra i due “nemici” è nato un vero e proprio show comico con Santoro che prendeva in giro Berlusconi e Berlusconi che pur dovendo incassare poi è riuscito a non parlare di niente e non fare così una pessima figura. Nonostante tutto questo devo però dire che la trasmissione in sé non mi è piaciuta affatto ed è il motivo per cui non la guardo e non la guarderò. In realtà Servizio Pubblico al pari delle trasmissioni di Santoro è sopravvalutata secondo la mia modesta opinione perché il conduttore campano è riuscito ad ottenerne un vantaggio dall’editto bulgaro in quanto si è proposto come anti-berlusconiano e tutti noi sappiamo che Berlusconi o lo si ama o lo si odia e che attira tanti amici quanti nemici. Quindi la sua fortuna è stata proprio quella di aver trovato un nemico forte come Berlusconi sul quale battere ed incentrare una trasmissione ed un folto pubblico. Tuttavia sia Santoro che Travaglio che la Costamagna così come gli altri che sono intervenuti hanno dimostrato di essere dei giornalisti scarsi e senza alcun mordente. Di seguito spiego il perché:

  • Partiamo dalla persona che più odio: la conduttrice e “giornalista” più sopravvalutata d’Italia: Luisella Costamagna. Mi è capitato di vedere alcune puntate della sua trasmissione su Raitre (nemmeno andata troppo bene se non erro) nella quale riesce a farsi mettere in difficoltà dalla Carfagna e nella quale riesce a far andare via due ospiti politici. Non paga ieri da Santoro ha parlato delle solite cose trite e ritrite che Berlusconi si era già preparato e che sapeva come ribattere. Non un guizzo, non una frase che potesse impensierire l’ospite della serata. Nulla di nulla. Sopravvalutata è forse dir poco perché è semplicemente una giornalista arrogante e questo l’ha dimostrato oltre che nella sua trasmissione, anche in “Otto e mezzo” e pure ieri sera;
  • Il clou della serata è stato l’ “intelligentissimo” commento della signora dagli spalti: forse se l’Italia va male oltre che colpa dei politici è anche colpa di quel tessuto di imprenditori che, non me ne vogliano, sono un po’ ignorantoni su certi aspetti economici e finanziari. Dal mio punto di vista avere un’industria in maggioranza di piccole-medie dimensioni porta ad avere un management inadeguato, completamente inadeguato ed infatti anche la signora di ieri lo ha dimostrato: quando ha parlato di uscita dall’Euro, di politiche monetarie e quanto altro mi sono letteralmente sbellicato. C’è ancora a questo mondo chi pensa che col debito che abbiamo uscire dall’Euro sia una cosa positiva! A parte che gli esiti sono del tutto in dubbio nel senso che nessuno studio serio e concreto è stato fatto sulle conseguenze dell’uscita dell’Italia dall’Euro, ma oltre a ciò nonostante nemmeno gli analisti plurilaureati e con master o i dirigenti di primarie banche d’investimento riescano a fare pronostici su cosa succederebbe, arriva un’imprenditrice bella come il sole che dice :”la soluzione la conosco io (tripudio, abbiamo trovato il salvatore della patria!) e non capisco perché non sia stata attuata (chissà perchè, non possiamo uscire dall’Euro domani, sai com’è ci sono dei tempi da rispettare): è riprendersi la sovranità che abbiamo perduto (eh adesso con la crisi tutti lo dicono e sono pure nostalgici delle svalutazioni competitive!)”. Finito il commento potete immaginare come fossero sbarrati i miei occhi: non capivo se era vero oppure no che un’imprenditrice (non un ragazzino) dicesse una cosa simile in assenza di dati, di simulazioni o quant’altro senza tener conto che i nostri 2000 miliardi di debito pubblico col ritorno alla Lira sarebbero stati aumentati x 2000! Non c’era nessuno tra il pubblico di maggiormente serio e con qualche nozione economica in più?;
  • Il giornalista che è intervenuto alla fine dicendo che Mediaset quando Berlusconi torna in campo guadagna in Borsa ha anche lui dell’incredibile in quanto è meno giustificato dell’imprenditrice proprio in qualità di giornalista! So che esistono approssimativi studi in materia, ma prima di legare l’andamento di un titolo ad un evento così banale ci rifletterei a lungo. So che la tentazione di dire che dietro c’è sempre un complotto ordito da Berlusconi è forte, ma Mediaset va male di suo per la negatività di un periodo congiunturale. Spese pazze in tempi di vacche grasse e ben il 30% di pubblicità in meno hanno provocato perdite di bilancio non indifferenti che hanno fatto crollare il titolo. Che Mediaset riprenda non è poi cosa tanto lontana dalla realtà in quanto la Borsa di Milano nel 2012 è stata tra le migliori. Meglio hanno fatto Francorte e, udite udite, Atene oltre a Madrid. Perché Atene, Madrid e Milano se sono tre paesi in crisi? Semplice: se in un anno ad esempio perdi il 70% è facile l’anno dopo fare il 20% in più perché ormai il tuo titolo vale poco e peggio è difficile fare! Oltre a ciò son convinto (proprio per niente) che il giornalista avrà fatto una seria analisi del fenomeno per poter concludere che Mediaset cresce quando Berlusconi scende in campo! Mediaset ha problemi ben più strutturali come le altre imprese del settore, nessuno va ad investire se a fronte di un fosco futuro Berlusconi scende in campo, anche perché non è candidato alla vittoria e perchè non può influire sulla sua impresa;
  • Travaglio ha perso forse la sua verve? Ha parlato solo dei processi di Berlusconi e altre cose trite e ritrite già dette esponendosi proprio perché lui ha una sentenza passata in giudicata a differenza di Silvio. Ragioni per fare il mazzo al leader del Pdl ce n’erano un casino e ha scelto quella nella quale era più esposto;
  • Santoro si è suicidato con quel video sulla Merkel (sentendo la versione di Berlusconi chi se ne frega del saluto alla Merkel se è vero che al cellulare sbrigava cose più importanti) e poi la frase verso la fine è secondo me stata molto squallida: ha detto che tutti i giornalisti hanno una condanna per diffamazione perché fa parte del loro lavoro. In realtà chi compra i libri o i giornali si aspetta cose vere non inventate o sbagliate. Chi diffama vuol dire che non è un giornalista serio perché sta dicendo una falsità e per quanto anche se io venissi condannato per diffamazione a nessuno gliene frega nulla il giornalista invece delle opinioni fa il suo lavoro. E’ innammissibile pensare che tutti i giornalisti possano avere una condanna per diffamazione tanto fa parte del gioco perchè solo in Italia può succedere dove la categoria dei giornalisti è una cosa indecente! Per lo stesso motivo allora uno che lavora in finanza anche se ha una condanna per insider trading va comunque bene o se è bancarotta fraudolenta ancora meglio perchè “chi vuoi che non ci passi? Fa parte del gioco”. Io mi ribello a questa idea distorta e malata perché ognuno deve avere la responsabilità delle proprie azioni e di ciò che scrive, ergo se diffama una persona perché sbaglia soggetto o si confonde per omonimia (come successo con Travaglio) vuol dire che non sa esercitare il proprio lavoro professionalmente, proprio come un imprenditore che fa bancarotta fraudolenta o un’analista condannato per insider trading!

Questo è tutto. Concludo solo dicendo una cosa: Berlusconi non vincerà le elezioni meno male, non so quanto prenderà e non so se Servizio Pubblico gli sarà servito per rosicchiare qualche punto. Credo che la sua sorte politica sia già segnata però se la sinistra e soprattutto Bersani prendesse un millessimo del coraggio di Berlusconi e la sua tenacia lasciando al legittimo proprietario tutto il resto il Pd sarebbe oltre il 40% invece arranca al 30% e gli ultimi sondaggi Ipsos parlano di difficoltà al Senato come potete vedere in questo link QUI e pure QUA!





Lo scandalo del Libor

9 01 2013

Un po’ di tempo fa due scandali hanno agitato il panorama finanziario mondiale: il primo è lo scandalo relativo al Libor, il secondo è la recente condanna di alcune banche d’investimento per aver piazzato derivati truffaldini. Sulla seconda mi soffermerò più avanti, mentre oggi sono interessato ad approfondire la questione relativa al Libor.

Il Libor è il tasso d’interesse medio che viene applicato da un ristretto numero di banche inglesi (mi pare attorno a 15 banche inglesi) per le operazioni che hanno come controparti altre banche inglesi. Viene determinato dalla British Bankers’ Association e i meccanismi per la sua determinazione sono piuttosto scadenti come ha dimostrato appunto il recente scandalo. In sostanza l’importanza di tassi come il Libor o l’Euribor (che è il cugino del Libor su scala europea ed indica il tasso d’interesse applicato da banche europee nelle operazioni che come controparte hanno altre banche europee) serve come benchmark, ossia come riferimento. Libor ed Euribor vengono (a torto o a ragione) considerati alla stregua di tassi risk free che nella teoria finanziaria vengono pesantemene utilizzati e nei confronti dei quali io nutro più di qualche dubbio. Poiché le banche dovrebbero essere solide in virtù dei pesanti vincoli che hanno nella loro operatività, prestare denaro ad una banca dovrebbe essere relativamente poco rischioso. Questa, almeno, era la mentalità pre-crisi: il Libor e l’Euribor servivano per la determinazione dei tassi di interesse di mutui a tasso variabile e, soprattutto, derivati. Dopo la crisi del 2008, nei primi mesi quando si è dimostrata la vera rischiosità degli istituti bancari europei nonostante i rigidi vincoli ai quali erano sottoposti, Libor ed Euribor non potevano svolgere più la funzione di tasso risk free in quanto nessuna banca si fidava di prestare denaro ad altre banche, facendo sì che gli istituti di credito preferissero rifinanziarsi presso la BCE a tassi più sfavorevoli piuttosto che presso altre banche, proprio per la maggiore rischiosità che nel frattempo era venuta a galla. Di qui poi comincia la storia che tutti noi già conosciamo, ossia crisi di liquidità, aiuti dell’Europa, fusioni fra banche eccetera eccetera. Questa crisi però ben ha mostrato come in realtà anche prestare denaro all’interno del circuito bancario possa essere rischioso. Ragion per cui concordo col fondo di gestione Blackrock quando dice che il “freerisk non esiste più”, ma questo sarà spunto per un’altra riflessione.

Tornando al Libor come alcune banche inglesi sono riusciti a defraudare i clienti? Come detto prima il metodo di determinazione del Libor non è poi così complicato! Ad una certa ora del mattino, ogni giorno, un impiegato della BBA (British Bankers’ Association) alza la cornetta e chiama le 15 banche coinvolte chiedendo a quale tasso medio esse nella giornata precedente (considerando anche i finanziamenti overnight) hanno prestato denaro ad altre banche. Una volta fatto il giro delle 15 banche coinvolte, la BBA (penso) faccia la media dei vari tassi e determina il Libor di giornata che servirà per la determinazione degli interessi da pagare/ricevere nei derivati e nei mutui. Mentre però l’Euribor considera quasi 40 banche, il Libor con le sole 15 banche coinvolte si presta maggiormente a frodi in quanto ogni singola banca pesa di più che non nl caso dell’Euribor. Quindi se alcune banche si mettono d’accordo (in questo caso i ladri sono stati: Barclays, Ubs, Rbs, Hsbc) possono manipolare più facilmente questo tasso. Se poi consideriamo che il Libor non è la media di 15 tassi ma solo dei “tassi centrali” con esclusione delle code allora i 4 nomi citati possono già di per sé bastare per una truffa in grande stile. L’interesse nel commettere un reato da parte delle banche inglesi c’era in quanto essendo, come già detto, il Libor utilizzato per la determinazione di interessi di mutui variabili e derivati (in particolare gli swap o le opzioni sui tassi) se un istituto di credito sa che ad una determinata scadenza ha delle passività a cui deve adempiere SE e SOLO SE il tasso di interesse di riferimento (il Libor appunto) è supperiore od inferiore ad una certa soglia, si capisce bene come il singolo istituto abbia tutt l’interesse a dire alla BBA un livello di tasso inferiore a quello effettivo, in maniera da abbassare la media dei tassi ed avere maggiore probabilità di incassare interessi piuttosto che di pagarli.

Poiché mi accorgo che una simile definizione possa sembrare contorta cerco di spiegarla con un esempio numerico:

Un istituto di credito sa che il 01/06 ha 1.000.000 di Euro investiti in opzioni su tassi di interesse. Praticamente la sua controparte per proteggersi da un rialzo dei tassi di interesse avendo stipulato precedentemente un mutuo variabile, decide di acquistare un’opzione cap su tassi di interesse. Tale opzione prevede che la controparte paghi al momento del contratto un premio (supponiamo) di 10.000 Euro per avere la possibilità ogni mese di fissare un livello di tasso di interesse (supponiamo il 5%), oltre il quale riceverà interessi dalla banca. Praticamente la controparte se il Libor (interesse del mutuo variabile) va sopra il 5% dovrà versare interessi maggiori alla banca, ma per proteggersi da questa eventualità, compra questa opzione cosicché: se il Libor>5% la controparte pagherà il Libor del mutuo ma riceverà interessi per la differenza fra il Libor e il tasso del 5%. Se il Libor ad una scadenza è pari al 7% su un mutuo di 1milione la controparte dovrà pagare ben 70.000 Euro, ma nello stesso momento riceverà la differenza tra il 7% e il 5% applicato al derivato (1 milione). A fronte del pagamento di 70.000 Euro per interessi sul muto la controparte riceverà 20.000 Euro grazie all’opzione. Se il Libor< 5% la controparte non riceverà niente e dovrà solo pagare gli interessi sul mutuo. In questa maniera si copre dal rischio di rialzo dei tassi di interesse.

Questo esempio mostra che se una banca ha dei derivati così strutturat, avrà tutta la convenienza a far sì che il Libor sia inferiore al 5% in quanto non dovrà pagare gli interessi sull’opzione alla controparte. Come fare? Poiché il Libor viene determinato tramite una telefonata, basta dichiarare che nel giorno precedente la banca ha prestato denaro non al 5,20% ma al 4,80%. Se questo sistema viene usato da 4 banche (e forse anche più) e solo 6 banche poi concorrono alla determinzione del tasso effettivo, ci accorgiamo di come sia facilmene monopolabile. Guardo le scadenze, guardo le passività che potrei avere e decido il tasso per me più vantaggioso. Poi parlo con gli altri “scagnozzi” e vediamo di manipolare il tasso con delle false dichiarazioni e il gioco è fatto. Niente di più semplice e niente di più banale.

Ciò che mi stupisce della finanza è che accanto a meccanismi matematico e statistici complicatissimi con i quali si determina il funzionamento di alcuni strumenti finanziari ci sono meccanismi così semplici che anche un bambino potrebbe manomettere. Non serviva uno scandalo per capire la profonda stupidità della determinazione dei tassi che non si ancora a dichiarazioni cartacee o contratti delle singole banche ma a mere telefonate. Adesso dopo che alcune banche hanno truffato imprese e privati per ammontari che probabilmente non saranno mai quantificati e dopo che Ubs ha transato un risarcimento di 1,5 miliardi di sterline tutto il mondo si accorge che è il momento di cambiare. Così cambierà il Libor, cambierà l’Euribor e i vari tassi asiatici della stessa famiglia di quelli europei e britannici. Sinceramente questo scandalo mi ha lasciato l’amaro in bocca più delle truffe con derivati perché qui c’è il coinvolgimento delle strutture centrali e delle direzioni, mentre nel caso di vendita di prodotti la responsabilità è parzialmente anche di chi propone il prodotto e lo firma. Qui si è mostrato, più che negli altri casi, che le banche hanno da tempo perso la propria funzione sociale per acquisire un ruolo più truffaldino e disonesto. Pur studiando in questo ambito e ben conscio che non sarò io a cambiare il mondo, sono ancora convinto della necessità da parte delle banche di un bel “lifting facciale” nel senso che quando questa crisi sarà terminata avranno bisogno di riacquistare la fiducia dei clienti che potrebbe anche essere persa irrimediabilmente. Da una parte, però, sono avvantaggiate in quanto la finanza al giorno d’oggi è al centro del nostro sistema e senza un conto corrente non si può ricevere lo stipendio o avere altre determinate relazioni. Il rapport con la banca è diventato imprescindibile perchè il vecchio trucco di lasciare i soldi sotto il materasso oltre ad essere demenziale è conosciuto pure dai ladri. Le banche devono tornare a svolgere la propria attività con meno ingordigia e con metodi maggiormente onesti. Non devono, a mio avviso, approfittare di questa loro posizione di forza perchè nel lungo termine secondo me l’insoddisfazione generale porterà a nuove forme di custodia del denaro. Auspico sia da parte dei Governi Nazionali che da parte dei dirigenti bancari una maggiore umanizzazione del settore ed un maggior interesse alla fidelizzazione del cliente!





E questo sarebbe un magistrato non politicizzato?

18 12 2012

Il giorno 17 dicembre il sito del Corriere della Sera riporta QUI la notizia della discesa in campo degli “arancioni” in politica. Tra queste persone c’è anche il magistrato Ingroia famoso suo malgrado per le polemiche politiche recentemente scatenate. Questo ha colto il mio interesse perché sentendo parlare questo ex magistrato la cosa mi puzzava parecchio. Mi puzzava che questa persona avesse maggior interesse a scendere in politica piuttosto che fare il proprio lavoro. Voglio ricordare che già alle superiori si insegna ai ragazzi che i tre poteri esecutivo legislativo e giudiziario appartengono a tre organi diversi. Inoltre sappiamo tutti quanti che il potere politico e quello giudiziario sono completamente separati (o dovrebbero esserlo). Ora, siamo tutti bravi a colpevolizzare Berlusconi quando dice peste e corna dei magistrati che sono “politicizzati” e quant’altro ma le persone intelligenti ed oneste ammetteranno che, dopo questa notizia, almeno un briciolo di ragione il Berlusca la abbia. Voglio altresì far notare come da parecchio tempo mi sia allontanato da posizioni berlusconiane, sempre che queste mi siano mai appartenute (ma lo nego) ma su questo discorso di magistratura non indipendente ci tengo parecchio. Infatti se vado a vedere i diversi blog molte persone saranno pronte a parlar male di Berlusconi tanto che per molti è diventato uno sport o addirittura una fonte di reddito. Ma la decisione di scendere in campo da parte di Ingroia secondo me è grave e meriterebbe una netta presa di posizione da parte di tutte le persone. Difatti una persona come lui “chiacchierata” che ha ricevuto il richiamo dell’Anm ma è sempre stato preso erroneamente come esempio di imparzialità ed indipendenza, che è stata sulle pagine dei giornali e quant’altro non può annunciare la sua discesa in campo. Ne faccio una questione di moralità che, evidentemente, la persona in questione non ha. Non solo ha parlato di politica, non solo si è intromesso (mettendo seriamente a repentaglio la sua indipendenza), non solo ha ricevuto rimproveri da parte delle istituzioni, ma ha anche il coraggio di scendere in politica. E cosa potrebbe mai fare una persona come questa qui che evidentemente ha dato dimostrazione di scendere in politica per interessi meramente personali piuttosto che per una seria convinzione? La lista degli arancioni non poggia su solide basi per fortuna e il fatto che per ora ci siano Ingroia e De Magistris (altro magistrato fallito che si è dato alla politica per ingannare il tempo) mi fa capire che avranno vita breve, e moriranno come il “famoso” movimento dei girotondini di Nanni Moretti al cui solo pensiero ancora mi metto a ridere. Nella storia della Repubblica ci sono state molte imprese politiche fallimentari. Ma poche sono state così fallimentari da essere ridicolizzate. Una di queste erano appunto i girotondini anche se erano più un movimento che altro. Un’altra potrebbe essere la “lista degli ex magistrati”. Il problema qual è? Il punto è che se io avessi fiducia negli italiani problemi non ce ne sarebbero; ma siccome gli italiani mediamente sono facili all’illusione, non è scontato che questa lista non ottenga niente! Ahimè se faccio un giro per i blog, gli stessi che criticano veementemente Berlusconi non hanno il coraggio ma, soprattutto, l’onestà di criticare Ingroia. Si ragiona ahimè in maniera infantile del tipo: “Non mi piace Tizio, sicché chiunque dica una cosa contro Tizio è mio amico” anche se poi chi critica Tizio sta dicendo/facendo una stronzata gli italiani sono inclini al menefreghismo. Sostituite a Tizio Berlusconi e capirete cosa intendo! Attorno all’ex premier si è formata una massa indistinta di persone (professionisti e non) che lucrano nel parlare di Berlusconi. Pensate ai vari Santoro, Travaglio, ai magistrati che criticano Berlusconi e chi più ne ha più ne metta! Pensate a certi “giornalisti” Rai, pensate a tutta questa gente e vi accorgerete come al giorno d’oggi l’essere contro Berlusconi costituisca una sorta di idea.

Non servono più programmi, non serve coerenza, onestà od intelligenza! Al momento attuale si può essere contro Berlusconi e ciò basta: è nata una nuova idea! Ma ahimè non si può definire “idea” l’esser contrari ad una posizione. Quella non è un’idea! Quindi questa massa indistinta di gente verso la quale non provo stima alcuna (non perchè siano contro Berlusconi-sia chiaro- ma perché non sanno discernere con onestà le diverse cose) potrebbe dare il voto a soggetti politici piuttosto evanescenti. L’altro problema di Ingroia qual è?  Il magistrato ha chiesto l’aspettativa! Pare che nemmeno abbia le palle per dimettersi e prendere una posizione netta. Lui resta magistrato, va in aspettativa, fa la sua campagna politica, andrà alle elezioni (spero non le politiche a questo punto) e poi se andrà male (come andrà) tornerà a fare il magistrato. Bene, e l’indipendenza dove finisce? Quando questa persona farà una dichiarazione politica come si farà a sostenere la sua non politicizzazione? E scommetto che ci sarà pure qualche cretino che lo vota!  Io mi sono allontanato da mo’ da Berlusconi e dalle sue politiche, mi sono disilluso molto presto, ma se le persone in Italia continuano in questo modo, auspico all’intero Paese che il prossimo premier sia proprio noisappiamochi! La decisione dello pseudo-magistrato sembra fatta ad arte per aiutare Berlusconi nella sua ricandidatura, infatti questo alle persone intelligenti farà certamente capire che su certe cose Silvio aveva ragione perché non me la sento proprio di dire che la magistratura in Italia non sia politicizzata! Ragion per cui se le persone come Ingroia desiderano tenere il culo su due poltrone noi di questa gentaglia non sappiamo cosa farcene per il semplice motivo che la Seconda repubblica è stata composta da questa gente che teneva il culo su due o più sedie. Vogliamo continuare così? Votiamo Ingroia! Ma non permettiamoci poi di lamentarci dei doppi incarichi, degli stipendi da nababbi e dei poteri dello Stato politicizzati, perché è esattamente ciò che ci meritiamo, perchè alla fine noi italiani siamo solo un popolo di pecoroni!





Perché la vittoria di Bersani può rappresentare una sconfitta (forse) per l’Italia

5 12 2012

Sebbene non sia politicamente schierato a sinistra, ma dopo lo scandalo che ha coinvolto la Lega stia cercando nuovi stimoli per votare alle elezioni del 2013, ho seguito con moderato interesse le primarie del Pd che secondo me hanno dato un risultato interessante anche se non combacia con quello che avrei desiderato. Mi sono già precedentemente espresso a favore di Renzi perché (almeno a parole) potrebbe aiutare la transizione italiana da una generazione all’altra. Tutti i “mali” che affliggono il nostro Stato derivano secondo me principalmente dall’aver avuto una classe politica e dirigenziale che è stata al di sotto delle aspettative. In particolare questa classe politica e dirigenziale a mio avviso ha creato un bel numero dei problemi contro i quali attualmente noi dovremo combattere. Peggio ancora credo che si genererà in futuro una sorta di “guerra” generazionale perché è indubbio che la mia generazione (quella nata a cavallo fra gli Ottanta e i Novanta) dovrà in futuro lottare con una qualità di vita inferiore, precarietà, salari bassi, deficit da ripianare, pensione da sognare e via discorrendo. Il paradiso creato dalla generazione uscita dalla guerra e sostanzialmente goduto e distrutto dalla generazione precedente la mia non ci sarà più. I ragazzi che avranno la possibilità di avere come paracadute l’azienda di famiglia come è successo ad alcuni dei nostri genitori non esisteranno quasi più. O si reinventeranno qualcosa oppure meglio che emigrino perché in Italia occasioni di questo tipo sono in via d’estinzione. La nostra generazione non potrà nemmeno fruire di baby pensioni, quelle date in maniera totalmente criminale a chi aveva lavorato (magari pure nel settore pubblico) una decina o più di anni. Noi della nostra generazione la pensione ce la sogniamo, dovremo lavorare ben oltre i limiti fisici e natuali dell’uomo per poter portare a casa una miseria. Al fine di integrare la futura miseria che porteremo a casa nonostante decadi di lavoro dovremo pure rinunciare ad una parte di consumi attuali per poter investire una parte del nostro stipendio in fondi previdenziali che integrino la misera elemosina che ci farà l’Insp nel duemilaechissàcosa. Non avremo nemmeno la consolazione di poter dire:<<Bè almeno siamo persone con voglia di fare>> perché la voglia di fare oggi come oggi non serve quasi a nulla. Se una volta era possibile entrare in banca con una terza media e starci tutta la vita, oggi in banca entri forse se hai un master (che però ti costa in termini di soldi e di reddito perché se aggiungi un master all’università cominci a guadagnare e farti una vita poco prima dei 30 anni). Quindi il futuro è tutto meno che roseo come potete ben vedere! Per questa ragione sono convinto che l’attuale classe dirigente e politica (al cui interno ci sono diversi soggetti della generazione precedente la mia) abbiano combinato abbastanza danni che possono anche ritirarsi con le loro pensioni d’oro. Non si tratta di demagogia grillina, ma semplicemente della constatazione che per 20 anni chi è stato al potere non ha fatto nulla. La crisi attuale, fortunatamente, ha messo in luce questo aspetto che forse prima non tutti consideravano, sicché mi aspettavo maggior coraggio da parte della sinistra italiana e maggior voglia di cambiare.

Votare Bersani per me non costituisce stimolo alcuno al cambiamento. Alle prossime elezioni posso immaginare che ci saranno i soliti noti come Rosy Bindi o chi per lei. Non ho ben capito se ci sarà o meno “baffino” D’Alema ma si tratta di persone che, a mio avviso, possono lasciare spazio a nuovi soggetti ed individui. Bersani è stato forse un po’ equivoco sulle provocazioni di Renzi a D’Alema e Veltroni e le risposte fornite da D’Alema al sindaco di Firenze non mi sonom piaciute affatto. Tutti i partiti, a mio avviso, devono intraprendere una politica di rinnovamento e ringiovanimento senza lasciare poltrone dorate a persone che finora poco hanno fatto per il nostro Paese. Bersani sposa all’indomani della vittoria alcune battaglie renziane ma facendo così risulta poco credibile. Infatti la prima persona che speravo non si candidasse era proprio Pier Luigi Bersani. Premetto che non mi infastidisce e non mi sta per nulla antipatico ma è dagli anni Novanta che lo vedo intervistato e destinatario di una poltrona certa in Parlamento. Lui fa parte di quella vecchia guardia e non è pensabile che rinneghi le amicizie per avvicinarsi a posizioni renziane, soprattutto dopo aver duramente attaccato Renzi stesso sulla rottamazione. Premetto anche che Renzi non mi convince totalmente per una serie diversa di motivi (primo fra tutti non mi piacciono quei soggetti che, avendo già un incarico politico, partecipino alle primarie tenendo il piede in due scarpe: se va bene lascio il Comune, se va male continuo) ma apprezzo le sue battaglie e, soprattutto, i suoi punti. I partiti si trovano attualmente costretti ad esprimere esigenze di rinnovamento semplicemente perché hanno alle calcagna quel M5S che del cambiamento ha fatto la propria bandiera. Per quanto non condivida le idee grilline, son sicuro che alle elezioni del 2013 potrebbero fare un bell’exploit e potrebbero, chissà, superare pure quella sottospecie di partito che è il Pdl che sembra un partito morente piuttosto che un partito dinamico ed attivo. Insomma, il 2013 è vicino, le esigenze sentite dalla popolazione sono chiare e ciascun movimento fa quel che può per cambiare leader e diminuire l’età media col solo fine di limitare l’emoraggia di voti perché arrestarla non è nelle possibilità dei partiti politici italiani.

Per questo, da parte mia, l’occasione ghiotta di votare il cambiamento, e dare (almeno teoricamente) una svolta all’Italia non c’è stata e l’elettorato di sinistra si è mostrato molto più rigido di quello che mi sarei aspettato. Uno dei motivi per cui non c’è mai stata convergenza da parte mia ai programmi del centro sinistra è anche per questo motivo: il centro-sinistra aldilà di ciò che si dice e pensa non è una coalizione dinamica ma piuttosto risulta essere bloccata, ingessata e, come detto prima, rigida. Le primarie 2012 forse lo dimostrano! Tra continuazione e cambiamento l’elettorato di sinistra non ha avuto il coraggio di cambiare e mettere come priorità delle idee che in tutto lo Stato si stanno formando e che stanno contribuendo al successo del M5S. Poiché risulto essere più avvero al M5S che al Pd speravo vivissimamente che l’elezione di una persona come Renzi potesse arrestare il passaggio di voti dal Pd al M5S rallentando la crescita di un partito-non-partito che non mi ispira nessunissima fiducia. Aver invece eletto Bersani, secondo me, spingerà alcuni sostenitori di Renzi a rivolgersi al partito “sbagliato”.

Insomma, in conclusione secondo me Renzi rappresenta l’ennesimo treno perduto. Mi vengono allora dei seri dubbi su quanti in Italia vogliano il cambiamento e soprattutto quanti desiderino cambiare classe politica e dirigente che, secondo me, è attualmente la cosa essenziale. Ha fatto di più (nel bene e nel male) un anno di governo tecnico piuttosto che decenni di mala politica di destra e sinistra. A questo punto visto che se non avessi speranze ed illusioni non andrei nemmeno a votare non mi resta che aspettare la formazione centrista perchè forse il cambiamento può passare dalle nuove formazioni che potrebbero presentarsi alle elezioni politiche. Sono solo convinto di una cosa: per cambiare l’Italia dovremmo cambiare chi ha ridotto l’Italia a questo livello. L’insufficienza della classe politica non è in alcun modo giustificata e giustificabile sicché presto o tardi un ricambio generazionale sarà per forza di cose necessario. Se dovremo aspettare altri 5 anni o la caduta prematura del governo Pd questo non lo so. Di certo c’è che il centro sinistra non può porsi come soggetto riformatore nonostante sia questa la sua vocazione e spetterà ad altri soggetti politici rappresentare l’innovazione e il concreto cambiamento. L’esigenza, il bisogno si è manifestato, ora sta a noi decidere se lasciare questo argomento in mano a Grillo o farlo nostro e andare a votare partiti che possano realmente (e non solo per finta) segnare una discontinuità col nostro pessimo passato!