Il nuovo che avanza

21 02 2013

Dopo la polemica relativa al master inventato di Oscar Giannino non posso esimermi dall’esprimermi considerato che in questo blog mi sono sempr dimostrato a favore del movimento Fare per fermare il declino. Devo dire che una simile notizia non me l’aspettavo e non nego che mi abbia fatto pensare a cosa votare tra pochi giorni. Infatti una notizia simile a meno di una settimana dalle elezioni potrebbe essere fortemente destabilizzante. Vedevo in Fare per fermare il declino un partito finalmente di destra, un partito finalmente liberista e non personale come è stato Forza Italia prima e il Pdl dopo. Dalla Seconda Repubblica ad oggi è sempre mancato nel centro destra un partito che fosse liberale in quanto sappiamo bene come il centro destra sia stato monopolizzata da Berlusconi con la creazione di partiti ad hoc su sua immagine e somiglianza. Il fatto che anche Giannino sia caduta in una trappola mi ha sinceramente fatto arrabbiare. Poi però ho pensato che nelle votazioni ci sono due filoni di pensiero: c’è chi vota il movimento e chi la persona. C’è chi vota Grillo e chi il M5S, chi il Pd e chi Bersani, chi il Pdl e chi Berlusconi. Non necessariamente le due cose devono essere uguali ed io ho sempre dato importanza più alle idee che alle persone perché le prime rimangono mentre le seconde passano. Ragion per cui i prossimi giorni da qui alle elezioni saranno importanti per capire se dare fiducia ad un movimento che secondo me dovrebbe avere più consensi nel centro destra o andare alle urne annullando la scheda. Ma al di là di quest0 la vicenda mi ha fatto pensare ad un’altra cosa: in queste elezioni si sente voglia di cambiamento e di rinnovo. La possiamo percepire soprattutto dalle nuove liste e dalle nuove persone che si contrappongono ai dinosauri politici. Infatti da una parte ci sono Pd, Pdl, Udc, Fli e dall’altra Rivoluzione Civile, Monti, Fare per fermare il declino e M5S. Posto che i primi hanno rovinato il nostro Paese e si sono dimostrati totalmente incapaci di guidare uno Stato, i cittadini italiani hanno fiducia che i secondi portino una ventata di novità. In realtà, però, il nuovo che avanza sembra terribilmente uguale al vecchio che resta e la mia paura è che tutto cambi in Italia affinché nulla cambi. I nuovi movimenti propongono un magistrato-ex magistrato-politico-ancora magistrato che ha chiesto l’aspettativa andando ad inficiare il principio costituzionale di separazione fra politica e magistratura. Non si può certo chiedere ad Ingroia di cambiare l’Italia visto che porta in Parlamento certi vizi propri della vecchia classe dirigente (vecchia per modo di dire visto che è ancora in sella). In più se chiedi un’opinione ad Ingroia ti risponde deviando il discorso sulla mafia. Quello è il suo campo, la sua specializzazione, peccato però che combattendo la mafia non combatti tutti i nostri problemi a partire da quello economico, oltre al fatto che se vuoi davvero combattere la mafia ti conviene rimanere in magistratura piuttosto che scendere in politica visto che i risultati che puoi ottenere sono certamente minori. Poi dopo questo magistrato politicizzato privo di idee c’è Grillo, un comico che si è dato alla politica e che propone idee valide (in teoria) ma che metterebbe in pratica in maniera disastrosa. Penso all’uscita dall’Euro alla possibilità di stampare moneta, al fatto che secondo lui non è il cittadino a dover scrivere la propria dichiarazione dei redditi ma dev’essere l’Agenzia delle Entrate e via dicendo. Oltre a queste proposte inconsistenti che potrebbero andare bene in un altro mondo (ma non nel nostro) c’è il grosso dubbio dell’integrità morale dei candidati e delle loro effettive capacità. Nessuno può darci le garanzie che essi siano migliori, moralmente integri e più preparati di quelli che sono dentro, ragion per cui i candidati grillini sono secondo me poco adatti al Parlamento. Se poi ci mettiamo che Grillo proporrebbe una madre di famiglia come ministro dell’economia capiamo che per lui le istituzioni non vanno rafforzate ma distrutte. Poi c’è Monti al quale avrei dato il mio voto se non si fosse messo con due mummie politiche alle quali auguro con tutto il cuore di non entrare in Parlamento. Magari per Casini sarà difficile ma non vedere più Fini in Parlamento sarebbe, secondo me, fonte di enorme soddisfazione. Pensare che una persona moralmente integra sia riuscita a trasformarsi da tecnico a politico (ivi inclusi tutte le negatività e i vizi del ruolo) e a candidarsi con i due fenomeni per ottenere un pugno di voti in più non mi lascia ben sperare sul nuovo che avanza e sul fatto che possa fare meglio dell’anno passato da tecnico. Infine c’è Fare per fermare il declino, movimento con poche pretese, certo, ma che fino a ieri non era attaccabile. Oggi si, perché il suo leader è caduto nella stessa trappola dei politici, quella per la quale certe cose accadono senza che l’interessato sappia nulla. Giannino non sapeva che uno stagista gli aveva attribuito dei master a Chicago, Scajola non sapeva chi fosse lo stronzo ad avergli regalato una casa e così via. Un bel paradosso per un movimento che predica trasparenza e correttezza.

Sicché alla fine ho fatto una riflessione che estendo a chi legge questo post: posto che i partiti del passato non siano più credibili dati gli scandali in cui sono incorsi e dato il malgoverno che hanno attuato, c’è in Italia, politicamente, qualcuno (movimento, partito o persona) che possa attirare verso di sé la fiducia di quei milioni di cittadini sfiduciati dalla politica? C’è nel nuovo che avanza qualcuno che sia credibile, che faccia proposte credibili ed attuabili, che abbia nello stesso momento carattere di trasparenza, onestà e rispetto delle regole? Perché per ogni movimento nuovo che si presenta alle elezioni politiche sono riuscito a trovare problemi che guarda caso sono gli stessi problemi che possiamo trovare nella classe politica attuale e che invece dovrebbero sparire. Al che si rinnova la mia idea sul fatto che se ci sono molte persone che taroccano il cv o che si trovano (da altri) cose che non hanno mai avuto evidentemente tutti noi dobbiamo fare un esame di coscienza molto serio perché non è possibile che nuovi attori politici provenienti da altri mondi e all’apparenza incontaminati da scorie politiche si ritrovino ad essere falsi e disonesti! Poi volendo estendere il fenomeno consoliamoci pensando che anche in Germania ed Inghilterra ciò accade spesso, segno che forse è una tentazione dalla quale non si riesce a stare lontani neanche in Europa. La mia speranza, a questo punto, è che si ritrovi una sorta di equilibrio delle istituzioni e il popolo italiano inizi a cambiare, perché solo partendo dalla base a risanare la società potremo risanare la cima della società stessa, perché il pesce puzza dalla testa e in questo caso la testa del pesce siamo noi milioni di cittadini italiani che nelle piccole cose cerchiamo le scorciatoie, le cose illegali, le cose facili e che ci vogliamo dimostrare furbi a tutti i costi!





Sterilità culturale

4 02 2013

Facendo seguito al post precedente, vorrei fare alcune precisazioni: se dal punto di vista politico in queste elezioni ho ravvisato della sterilità nel proporre idee nuove e coraggiose, dall’altro è anche vero che, coerentemente con le mie idee, la sterilità politica non può che essere sterilità culturale. Infatti la politica per me non è altro che un sottoinsieme della società e i pregi/difetti dei nostri politici si possono riscontrare agevolmente anche nella vita di tutti i giorni. La disonestà, l’illegalità ma soprattutto il <<credere di essere più furbi dell’altro>> succede dappertutto ogni giorno in Italia. Se al posto di prendersela soltanto coi politici disonesti buona parte del popolo italiano si guardasse dentro, si facesse un esame di coscienza e si domandasse se per caso ha fatto tutto il possibile per non fregare gli altri al fine di ottenere un indebito vantaggio forse la società italiana potrebbe davvero cambiare. Difatti si da il caso che io creda che a cambiare dovrebbe essere la società italiana e che, di riflesso, cambierebbe pure la politica. Tuttavia non vuole essere questo il motivo del post e quindi verrò al sodo. Girando per blog, leggendo i quotidiani online e i successivi commenti mi rendo conto che anche a livello di popolo abbiamo alcune cose da cambiare e vorrei farle notare in quanto si tratta di atteggiamenti che cozzano contro l’intelligenza (secondo me) e che ci impediscono di essere cittadini obiettivi e soprattutto liberi:

  • La prima categoria di persone che si trova nel Web sono i cosiddetti “servi di partito”, coloro che farebbero di tutto per il proprio partito e che sono pronti a giustificare ogni malefatta dei propri esponenti. Niente da dire contro chi fa politica attivamente e si impegna gratis sul territorio per cambiare (nel proprio piccolo) le cose, ma si da il caso che molto spesso queste persone si fossilizzino su posizioni che devono accettare e successivamente professare come se il partito fosse una sorta di religione. Sono, a mio avviso, le persone meno libere e, forse, le più pericolose per la democrazia in quanto una sana democrazia è fatta di idee mutevoli. Pensare che una persona nasca e muoia con un’idea secondo me è illusorio ma non voglio dire che non sia possibile. Semplicemente è più probabile che se una persona nasce e muore con un’idea nella sua vita costui ha fatto ben poco per cercare di capire, scoprire ed informarsi. Inoltre questa modalità di pensiero si autoalimenta attraverso la lettura di siti, blog e giornali compiacenti che dicano ciò che si vuol sentire. E’ un po’ come diventare degli “yes man”: si ripetono le solite cose, si professano le solite idee e magari si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro piuttosto che la trave nel proprio;
  • La seconda categoria di persone che si trova nel Web sono gli “antiberlusconiani” che negli anni si sono autoalimentati per colpa (pare un paradosso) di Berlusconi appunto. Ho avuto la malaugurata sfortuna di parlare tempo fa con un antiberlusconiano e mi sono venuti i brividi per il semplice motivo che da come parlava, dal fervore che ci metteva eccetera sembrava che non avesse idee se non quelle di essere contro Berlusconi. Voglio spiegarmi: negli anni giornalisti e registi oltre che attori si sono arricchiti parlando di Berlusconi e voglio citare i vari Santoro, Travaglio, Guzzanti e via discorrendo perché hanno visto nei punti oscuri della carriera berlusconiana un’opportunità di fare business. Nel momento in cui Silvio non ci sarà più credo che costoro dovranno inventarsi qualcosa da fare perché la fortuna di molti di loro è data appunto dall’opposizione che hanno fatto in una maniera o nell’altra a Silvio Berlusconi. In generale gli antiberlusconiani credono di avere la verità nel taschino, parlano usando parole che non sanno neanche spiegare cosa significhino tipo “pedofilo” (parola che mi mette i brividi solo a pensare e che non userei con nessuno, ma loro evidentemente ignorano il significato), corruttore, condannato e via discorrendo. Dimostrano di avere un’intelligenza sotto la media, una preparazione di diritto pubblico piuttosto sommaria se non nulla in quanto non sanno che la Costituzione ci dice che una persona non è considerata colpevole fino al terzo grado di giudizio. Ignorano i più elementari articoli costituzionali però nel frattempo si guardano lo show di Benigni sulla Costituzione. La loro casa abbonda di libri politici che vanno però in una sola direzione: la casta e Berlusconi. Sono così terrorizzati dall’idea che Silvio possa prendere il potere che l’unico modo che hanno per evitarlo è fissarsi 24 ore al giorno su certe idee e certi personaggi. Quando tu fai notare loro che ciò che succede in politica succede anche nella società loro si accaniscono contro di te perché sembri berlusconiano. Non importa che tu non abbia mai votato Berlusconi, non importa che tu cerchi quotidianamente di leggere siti di informazione diversi fra di loro per poterti fare un’idea precisa perché secondo la loro ristretta mentalità chi non è con loro è contro di loro. Chi non è antiberlusconiano è per forza berlusconiano. Non esistono vie di mezzo, per loro non esistono persone intelligenti che cercano di informarsi. Loro vedono il mondo o bianco o nero senza tonalità intermedie. Li puoi riconoscere perché in una maniera o nell’altra anche loro traggono vantaggi dal parlare di Silvio: blog anonimi che magari vengono letti da più persone perché all’interno del circolo degli antiberlusconiani l’intelligenza è qualcosa che non si conosce: chi parla male di lui ha il mio appoggio a prescindere da ciò che dice, chi non lo fa ha solo il mio disprezzo in quanto sarà certamente berlusconiano. Quando tu, disgustato dalla politica e da Berlusconi, fai notare che Berlusconi non è pedofilo in quanto non è stato appurato che andasse a letto con minorenni loro non ci stanno, quando fai loro presente che non gradirebbero se tu li chiamassi pedofili non ci stanno. La lettura di siti e blog compiacenti ha ridotto il loro cervello ad una poltiglia che ormai non riescono più a discernere la realtà dalla diffamazione. Quando fai loro presente che una persona è colpevole solo dopo che la Cassazione interviene loro non ci stanno perché nel loro piccolo pensano di essere più intelligenti, saggi e furbi di te tanto da aver già condannato interiormente Berlusconi. Per loro non esiste la giustizia ordinaria ma quella che loro decidono!;
  • Infine ci sono gli antipolitici, alimentati da Beppe Grillo che anche qualche giorno fa ha detto cose allucinanti del tipo: “Speriamo che Al Qaeda bombardi il Parlamento”. Non capisco come un cialtrone di questo tipo riesca ad attirare il 18% degli elettori italiani altrettanto cialtroni. Io ho smesso di votare Lega Nord anche per alcune affermazioni fatte da certi esponenti e non mi capacito di come certi italiani riescano a votare un movimento senza capo né coda, privo di democrazia alcuna e guidato da un pagliaccio! Costoro sono interessati solo a mandare via tutti dal Parlamento come se svuotare il Parlamento e riempirlo possa essere di grande sollievo: se il cancro sta nella società non lo estirpi cambiando persone! Queste persone sono i sovrani del qualunquismo e della generalizzazione: spesso nei commenti ai siti di informazione si leggono frasi del tipo: “Tutti rubano”, “tutti sono disonesti”, “tutti se ne approfittano”, “tutti sono inutili” eccetere. La parola che digitano più spesso è: “tutti”, ignari forse che generalizzando non si va al cuore del problema. Il vizio di dire “tutti sono così” è un modo col quale implicitamente li assolviamo perché nella società facciamo passare l’idea che sia normale comportarsi così. Contesto il loro atteggiamento perché gravemente dannoso per la società e la democrazia italiana: le generalizzazioni sono sbagliate a prescindere perché non sono mai vere, ma al di là di questo il problema più grave e che sono proprio gli esponenti dell’antipolitica a giustificare gli atteggiamenti dei politici! Un atteggiamento intelligente e costruttivo potrebbe essere quello di creare una gogna mediatica per i disonesti sottolineando chi disonesto non è. Nella società non può passare l’idea che tutti siano disonesti perché allora sembrerebbe tutto normale e tra una decina di anni neanche avremo voglia di combattere perché “intanto è sempre stato così e nulla cambierà”.

So che sembra paradossale ma se ci ritroviamo questa classe politica è anche grazie alla sterilità mentale nella società composta da persone che non sono disposte a mettere in discussione ogni giorno le proprie idee ma si creano delle piccole verità o, peggio, generalizzano mettendo in un calderone tutte le persone che non sopportano ma che sono necessarie per lo Stato!





Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!





Santoro contro Berlusconi

11 01 2013

Ieri Servizio Pubblico ha generato la bellezza di 8,6 milioni di telespettatori grazie alla presenza in studio di Silvio Berlusconi. Devo dire che è solo per questo motivo se ho guardato la trasmissione di Santoro-Travaglio perché in realtà la trovo generalmente pesante e noiosa. Invece ieri alle 21.15 ero lì in pole position a guardarmi cosa avrebbero combinato due persone che come ideali sono esattamente agli antipodi. Risultato: ottimo share per la trasmissione, buon risultato di Silvio Berlusconi. Complessivamente, in realtà, la trasmissione è stata scialba e noiosa sia per colpa del leader del Pdl che ha detto le solite cose che ha detto in tutti gli altri show televisivi, sia perché Santoro, Travaglio e la Costamagna hanno incentrato le loro domande su aspetti futili e facilmente “smontabili” quando invece avrebbero potuto politicamente crocifiggere Berlusconi. Purtroppo per lui Santoro si è lasciato sfuggire l’occasione per vendicarsi di colui che promulgò l’editto bulgaro. Tutti coloro che sono intervenuti nella trasmissione non sono stati affatto brillanti e devo personalmente ammettere che a sentire certe castronerie mi veniva persino rabbia. Santoro partiva certamente da un consistente vantaggio per diversi motivi:

  • Innanzitutto giocava in “casa” nel senso che al suo fianco aveva i fedelissimi Vauro, Travaglio e la Costamagna;
  • Aveva di fronte a sé un uomo politicamente morto che deve recuperare 10 punti percentuali nei sondaggi, tanto che per la disperazione è andato pure alla trasmissione del suo più acerrimo nemico;
  • Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crude e possibilità di infierire ce n’erano se solo i giornalisti non si limitassero alle solite futili domande già fatte e rifatte dagli altri conduttori;

Tutto questo vantaggio è stato sprecato e, alla fine, a vincere sul piano personale a mio avviso è stato proprio Silvio Berlusconi. Perché? Innanzitutto perché ha avuto il fegato di andare in una trasmissione ostile dove l’hanno sempre attaccato ed odiato, poi perché è riuscito a parare i colpi dei vari giornalisti e infine cosa più importante perché è riuscito ad indirizzare la trasmissione dove voleva. Berlusconi è un eccellente venditore ed ha una capacità di abbindolare le persone che ha dell’incredibile (Bersani con la sua flemma avrebbe solo da imparare), inoltre sapendo di aver governato 10 anni inutilmente la cosa migliore nella quale poteva sperare era non rispondere direttamente alle domande o evitarle. Ci è riuscito alla perfezione, soprattutto alla fine quando Santoro si è arrabbiato perché è lì forse che si è accorto che Berlusconi l’aveva condotto dove voleva lui. Il leader del Pdl in tre ore di trasmissione non ha detto NULLA di nuovo ed è riuscito a concludere la trasmissione senza andarsene anticipatamente! Tra i due “nemici” è nato un vero e proprio show comico con Santoro che prendeva in giro Berlusconi e Berlusconi che pur dovendo incassare poi è riuscito a non parlare di niente e non fare così una pessima figura. Nonostante tutto questo devo però dire che la trasmissione in sé non mi è piaciuta affatto ed è il motivo per cui non la guardo e non la guarderò. In realtà Servizio Pubblico al pari delle trasmissioni di Santoro è sopravvalutata secondo la mia modesta opinione perché il conduttore campano è riuscito ad ottenerne un vantaggio dall’editto bulgaro in quanto si è proposto come anti-berlusconiano e tutti noi sappiamo che Berlusconi o lo si ama o lo si odia e che attira tanti amici quanti nemici. Quindi la sua fortuna è stata proprio quella di aver trovato un nemico forte come Berlusconi sul quale battere ed incentrare una trasmissione ed un folto pubblico. Tuttavia sia Santoro che Travaglio che la Costamagna così come gli altri che sono intervenuti hanno dimostrato di essere dei giornalisti scarsi e senza alcun mordente. Di seguito spiego il perché:

  • Partiamo dalla persona che più odio: la conduttrice e “giornalista” più sopravvalutata d’Italia: Luisella Costamagna. Mi è capitato di vedere alcune puntate della sua trasmissione su Raitre (nemmeno andata troppo bene se non erro) nella quale riesce a farsi mettere in difficoltà dalla Carfagna e nella quale riesce a far andare via due ospiti politici. Non paga ieri da Santoro ha parlato delle solite cose trite e ritrite che Berlusconi si era già preparato e che sapeva come ribattere. Non un guizzo, non una frase che potesse impensierire l’ospite della serata. Nulla di nulla. Sopravvalutata è forse dir poco perché è semplicemente una giornalista arrogante e questo l’ha dimostrato oltre che nella sua trasmissione, anche in “Otto e mezzo” e pure ieri sera;
  • Il clou della serata è stato l’ “intelligentissimo” commento della signora dagli spalti: forse se l’Italia va male oltre che colpa dei politici è anche colpa di quel tessuto di imprenditori che, non me ne vogliano, sono un po’ ignorantoni su certi aspetti economici e finanziari. Dal mio punto di vista avere un’industria in maggioranza di piccole-medie dimensioni porta ad avere un management inadeguato, completamente inadeguato ed infatti anche la signora di ieri lo ha dimostrato: quando ha parlato di uscita dall’Euro, di politiche monetarie e quanto altro mi sono letteralmente sbellicato. C’è ancora a questo mondo chi pensa che col debito che abbiamo uscire dall’Euro sia una cosa positiva! A parte che gli esiti sono del tutto in dubbio nel senso che nessuno studio serio e concreto è stato fatto sulle conseguenze dell’uscita dell’Italia dall’Euro, ma oltre a ciò nonostante nemmeno gli analisti plurilaureati e con master o i dirigenti di primarie banche d’investimento riescano a fare pronostici su cosa succederebbe, arriva un’imprenditrice bella come il sole che dice :”la soluzione la conosco io (tripudio, abbiamo trovato il salvatore della patria!) e non capisco perché non sia stata attuata (chissà perchè, non possiamo uscire dall’Euro domani, sai com’è ci sono dei tempi da rispettare): è riprendersi la sovranità che abbiamo perduto (eh adesso con la crisi tutti lo dicono e sono pure nostalgici delle svalutazioni competitive!)”. Finito il commento potete immaginare come fossero sbarrati i miei occhi: non capivo se era vero oppure no che un’imprenditrice (non un ragazzino) dicesse una cosa simile in assenza di dati, di simulazioni o quant’altro senza tener conto che i nostri 2000 miliardi di debito pubblico col ritorno alla Lira sarebbero stati aumentati x 2000! Non c’era nessuno tra il pubblico di maggiormente serio e con qualche nozione economica in più?;
  • Il giornalista che è intervenuto alla fine dicendo che Mediaset quando Berlusconi torna in campo guadagna in Borsa ha anche lui dell’incredibile in quanto è meno giustificato dell’imprenditrice proprio in qualità di giornalista! So che esistono approssimativi studi in materia, ma prima di legare l’andamento di un titolo ad un evento così banale ci rifletterei a lungo. So che la tentazione di dire che dietro c’è sempre un complotto ordito da Berlusconi è forte, ma Mediaset va male di suo per la negatività di un periodo congiunturale. Spese pazze in tempi di vacche grasse e ben il 30% di pubblicità in meno hanno provocato perdite di bilancio non indifferenti che hanno fatto crollare il titolo. Che Mediaset riprenda non è poi cosa tanto lontana dalla realtà in quanto la Borsa di Milano nel 2012 è stata tra le migliori. Meglio hanno fatto Francorte e, udite udite, Atene oltre a Madrid. Perché Atene, Madrid e Milano se sono tre paesi in crisi? Semplice: se in un anno ad esempio perdi il 70% è facile l’anno dopo fare il 20% in più perché ormai il tuo titolo vale poco e peggio è difficile fare! Oltre a ciò son convinto (proprio per niente) che il giornalista avrà fatto una seria analisi del fenomeno per poter concludere che Mediaset cresce quando Berlusconi scende in campo! Mediaset ha problemi ben più strutturali come le altre imprese del settore, nessuno va ad investire se a fronte di un fosco futuro Berlusconi scende in campo, anche perché non è candidato alla vittoria e perchè non può influire sulla sua impresa;
  • Travaglio ha perso forse la sua verve? Ha parlato solo dei processi di Berlusconi e altre cose trite e ritrite già dette esponendosi proprio perché lui ha una sentenza passata in giudicata a differenza di Silvio. Ragioni per fare il mazzo al leader del Pdl ce n’erano un casino e ha scelto quella nella quale era più esposto;
  • Santoro si è suicidato con quel video sulla Merkel (sentendo la versione di Berlusconi chi se ne frega del saluto alla Merkel se è vero che al cellulare sbrigava cose più importanti) e poi la frase verso la fine è secondo me stata molto squallida: ha detto che tutti i giornalisti hanno una condanna per diffamazione perché fa parte del loro lavoro. In realtà chi compra i libri o i giornali si aspetta cose vere non inventate o sbagliate. Chi diffama vuol dire che non è un giornalista serio perché sta dicendo una falsità e per quanto anche se io venissi condannato per diffamazione a nessuno gliene frega nulla il giornalista invece delle opinioni fa il suo lavoro. E’ innammissibile pensare che tutti i giornalisti possano avere una condanna per diffamazione tanto fa parte del gioco perchè solo in Italia può succedere dove la categoria dei giornalisti è una cosa indecente! Per lo stesso motivo allora uno che lavora in finanza anche se ha una condanna per insider trading va comunque bene o se è bancarotta fraudolenta ancora meglio perchè “chi vuoi che non ci passi? Fa parte del gioco”. Io mi ribello a questa idea distorta e malata perché ognuno deve avere la responsabilità delle proprie azioni e di ciò che scrive, ergo se diffama una persona perché sbaglia soggetto o si confonde per omonimia (come successo con Travaglio) vuol dire che non sa esercitare il proprio lavoro professionalmente, proprio come un imprenditore che fa bancarotta fraudolenta o un’analista condannato per insider trading!

Questo è tutto. Concludo solo dicendo una cosa: Berlusconi non vincerà le elezioni meno male, non so quanto prenderà e non so se Servizio Pubblico gli sarà servito per rosicchiare qualche punto. Credo che la sua sorte politica sia già segnata però se la sinistra e soprattutto Bersani prendesse un millessimo del coraggio di Berlusconi e la sua tenacia lasciando al legittimo proprietario tutto il resto il Pd sarebbe oltre il 40% invece arranca al 30% e gli ultimi sondaggi Ipsos parlano di difficoltà al Senato come potete vedere in questo link QUI e pure QUA!





E questo sarebbe un magistrato non politicizzato?

18 12 2012

Il giorno 17 dicembre il sito del Corriere della Sera riporta QUI la notizia della discesa in campo degli “arancioni” in politica. Tra queste persone c’è anche il magistrato Ingroia famoso suo malgrado per le polemiche politiche recentemente scatenate. Questo ha colto il mio interesse perché sentendo parlare questo ex magistrato la cosa mi puzzava parecchio. Mi puzzava che questa persona avesse maggior interesse a scendere in politica piuttosto che fare il proprio lavoro. Voglio ricordare che già alle superiori si insegna ai ragazzi che i tre poteri esecutivo legislativo e giudiziario appartengono a tre organi diversi. Inoltre sappiamo tutti quanti che il potere politico e quello giudiziario sono completamente separati (o dovrebbero esserlo). Ora, siamo tutti bravi a colpevolizzare Berlusconi quando dice peste e corna dei magistrati che sono “politicizzati” e quant’altro ma le persone intelligenti ed oneste ammetteranno che, dopo questa notizia, almeno un briciolo di ragione il Berlusca la abbia. Voglio altresì far notare come da parecchio tempo mi sia allontanato da posizioni berlusconiane, sempre che queste mi siano mai appartenute (ma lo nego) ma su questo discorso di magistratura non indipendente ci tengo parecchio. Infatti se vado a vedere i diversi blog molte persone saranno pronte a parlar male di Berlusconi tanto che per molti è diventato uno sport o addirittura una fonte di reddito. Ma la decisione di scendere in campo da parte di Ingroia secondo me è grave e meriterebbe una netta presa di posizione da parte di tutte le persone. Difatti una persona come lui “chiacchierata” che ha ricevuto il richiamo dell’Anm ma è sempre stato preso erroneamente come esempio di imparzialità ed indipendenza, che è stata sulle pagine dei giornali e quant’altro non può annunciare la sua discesa in campo. Ne faccio una questione di moralità che, evidentemente, la persona in questione non ha. Non solo ha parlato di politica, non solo si è intromesso (mettendo seriamente a repentaglio la sua indipendenza), non solo ha ricevuto rimproveri da parte delle istituzioni, ma ha anche il coraggio di scendere in politica. E cosa potrebbe mai fare una persona come questa qui che evidentemente ha dato dimostrazione di scendere in politica per interessi meramente personali piuttosto che per una seria convinzione? La lista degli arancioni non poggia su solide basi per fortuna e il fatto che per ora ci siano Ingroia e De Magistris (altro magistrato fallito che si è dato alla politica per ingannare il tempo) mi fa capire che avranno vita breve, e moriranno come il “famoso” movimento dei girotondini di Nanni Moretti al cui solo pensiero ancora mi metto a ridere. Nella storia della Repubblica ci sono state molte imprese politiche fallimentari. Ma poche sono state così fallimentari da essere ridicolizzate. Una di queste erano appunto i girotondini anche se erano più un movimento che altro. Un’altra potrebbe essere la “lista degli ex magistrati”. Il problema qual è? Il punto è che se io avessi fiducia negli italiani problemi non ce ne sarebbero; ma siccome gli italiani mediamente sono facili all’illusione, non è scontato che questa lista non ottenga niente! Ahimè se faccio un giro per i blog, gli stessi che criticano veementemente Berlusconi non hanno il coraggio ma, soprattutto, l’onestà di criticare Ingroia. Si ragiona ahimè in maniera infantile del tipo: “Non mi piace Tizio, sicché chiunque dica una cosa contro Tizio è mio amico” anche se poi chi critica Tizio sta dicendo/facendo una stronzata gli italiani sono inclini al menefreghismo. Sostituite a Tizio Berlusconi e capirete cosa intendo! Attorno all’ex premier si è formata una massa indistinta di persone (professionisti e non) che lucrano nel parlare di Berlusconi. Pensate ai vari Santoro, Travaglio, ai magistrati che criticano Berlusconi e chi più ne ha più ne metta! Pensate a certi “giornalisti” Rai, pensate a tutta questa gente e vi accorgerete come al giorno d’oggi l’essere contro Berlusconi costituisca una sorta di idea.

Non servono più programmi, non serve coerenza, onestà od intelligenza! Al momento attuale si può essere contro Berlusconi e ciò basta: è nata una nuova idea! Ma ahimè non si può definire “idea” l’esser contrari ad una posizione. Quella non è un’idea! Quindi questa massa indistinta di gente verso la quale non provo stima alcuna (non perchè siano contro Berlusconi-sia chiaro- ma perché non sanno discernere con onestà le diverse cose) potrebbe dare il voto a soggetti politici piuttosto evanescenti. L’altro problema di Ingroia qual è?  Il magistrato ha chiesto l’aspettativa! Pare che nemmeno abbia le palle per dimettersi e prendere una posizione netta. Lui resta magistrato, va in aspettativa, fa la sua campagna politica, andrà alle elezioni (spero non le politiche a questo punto) e poi se andrà male (come andrà) tornerà a fare il magistrato. Bene, e l’indipendenza dove finisce? Quando questa persona farà una dichiarazione politica come si farà a sostenere la sua non politicizzazione? E scommetto che ci sarà pure qualche cretino che lo vota!  Io mi sono allontanato da mo’ da Berlusconi e dalle sue politiche, mi sono disilluso molto presto, ma se le persone in Italia continuano in questo modo, auspico all’intero Paese che il prossimo premier sia proprio noisappiamochi! La decisione dello pseudo-magistrato sembra fatta ad arte per aiutare Berlusconi nella sua ricandidatura, infatti questo alle persone intelligenti farà certamente capire che su certe cose Silvio aveva ragione perché non me la sento proprio di dire che la magistratura in Italia non sia politicizzata! Ragion per cui se le persone come Ingroia desiderano tenere il culo su due poltrone noi di questa gentaglia non sappiamo cosa farcene per il semplice motivo che la Seconda repubblica è stata composta da questa gente che teneva il culo su due o più sedie. Vogliamo continuare così? Votiamo Ingroia! Ma non permettiamoci poi di lamentarci dei doppi incarichi, degli stipendi da nababbi e dei poteri dello Stato politicizzati, perché è esattamente ciò che ci meritiamo, perchè alla fine noi italiani siamo solo un popolo di pecoroni!





I padani non esistono? Perché gli italiani si?

6 10 2011

Il Capo dello Stato che di solito è sempre misurato ed equilibrato è intervenuto in questi giorni per affermare l’inesistenza del popolo padano per come viene invocato dalla Lega Nord. Questo ha suscitato un turbinio di risposte da parte delle diverse fazioni politiche perché generalmente i discorsi del Capo dello Stato trovano sempre tutti d’accordo e sono più che condivisibili. Con questo intervento invece, a mio avviso, ha esagerato e ha mal interpretato i propri poteri. Per quanto ammetto sia una sua prerogativa contestare questo o quel partito politico, questo o quell’altro leader politico, in realtà il ruolo del Capo dello Stato dev’essere, come già detto, di equilibrio tra i poteri. Con questo intervento, invece, è andato aldilà del proprio ruolo. Non tanto perché abbia dato l’idea di essere di sinistra o contro la Lega Nord ma perché non è certo un problema che affligge l’Italia quello della secessione! Di fronte alla disoccupazione galoppante, la speculazione che imperversa nei mercati e all’instabilità politica forse Napolitano poteva dire altre cose ben più interessanti! Ma oltre a questo discorso, ce n’è un altro che mi preme fare maggiormente: se è vero come ritengo sia vero che un popolo padano non esista, è altrettanto vero che un popolo può anche essere creato! E che ci possono essere stati senza un popolo e popoli senza uno Stato. Durante il risorgimento anche il concetto di “italiano” era piuttosto sfumato e poco concreto! E il concetto attuale di “italiano” è ancora sfumato ed incerto, basti pensare a chi vive attorno al confine italiano (come i trentini) che parlano un loro idioma solo accompagnato con l’italiano e hanno tradizioni e culture molto diverse. Anche le differenze regionali la dicono lunga sull’unità del nostro popolo, quindi se è vero che il popolo padano non esiste è altrettanto vero che il popolo italiano può essere definito come un insieme di persone che vive all’interno di confini prestabiliti e che non sempre condivide usi e costumi uguali. Ma se secondo il nostro Capo dello Stato è inutile parlare di ciò che non esiste, allora come mai esiste il concetto di “popolo italiano” se solo 150 anni fa non c’era? Quello che voglio dire in sostanza è che non è importante l’esistenza di un popolo per procedere alla formazione di uno Stato! La storia italiano lo insegna e lo dimostra: i veneti erano sotto gli austriaci e i meridionali sotto gli spagnoli. Non avevano nulla da spartire eppure adesso vivono nel medesimo Stato. Lo stesso in Belgio tra valloni e fiamminghi e un po’ in tutto il globo. Quindi secondo me non è tanto importante che esista o non esista il popolo padano, quanto che tale popolo presunto esista maggiormente dell’italiano che è un concetto più astratto che reale. Tutti noi ci identifichiamo con la propria regione di provenienza o col proprio paese, e non ci son dubbi sul fatto che dopo 150 anni non abbiamo ancora raggiunta la vera Unità! Di certo a questo Capo dello Stato spetta il difficile compito di mettere gli uni assieme agli altri e cercare di costrure un’unità che non esiste. Va però apprezzato lo sforzo e il coraggio che ci mette nell’esprimere le proprie idee anche se, come questa volta, sono idee che si reggono fragilmente in piedi!





L’Italia? Un paese di merda!

26 09 2011

Sembrerebbe questa la risposta che il nostro Presidente del Consiglio darebbe in piena onestà se qualcuno gli chiedesse di dare un giudizio sul Paese che sta guidando da parecchi anni. Fantasia? Non proprio. Dalle intercettazioni si evince che Berlusconi abbia detto proprio questa cosa dell’Italia, e da qui ne è nato un polverone. Polverone dovuto al ruolo istituzionale di primaria importanza ricoperto dal Presidente del Consiglio e da una sorta di incoerenza, perché se l’Italia è a suo dire un paese di merda, qualcuno potrebbe rimproverargli che la colpa è parzialmente sua. Non nego che mi pare assurdo che un Premier apostrofi il proprio paese in questa maniera, ma non voglio nemmeno fare il finto offeso. Leggendo le intercettazioni non mi sono minimamente offeso per la semplice ragione che l’Italia è effettivamente un paese di merda e non è stato certo Silvio Berlusconi a renderlo tale. Forse avrà contribuito, certo, ma ad aver reso l’Italia un escremento siamo stati noi, i suoi abitanti, ciascuno coi propri vizi e le proprie negatività. Quindi anche se non dovrebbe accadere, ci sta che Berlusconi pensi questo del nostro Stato. Tuttavia un conto è pensarlo e tenerselo, un conto è esternarlo. Ma anche qui bsogna fare dei distinguo: Berlusconi non l’ha detto pubblicamente, non l’ha detto ad una riunione o ad una conferenza, semplicemente se l’è lasciato sfuggire al telefono durante una conversazione privata. Chissà quanti prima di lui, ma non intercettati, l’avranno detto! Eppure se questo sistema delle intercettazioni non fosse esistito di certo noi italiani non ci saremmo preoccupati né avremmo fatto nascere un polverone. Anche in questo caso, purtroppo, Berlusconi può essere difeso sostenendo di essere stato spiato al telefono. Esatto, spiato non intercettato direi io, perché tutto questo polverone non ha senso di esistere visto che non è né reato dire che l’Italia è un paese di merda, né è penalmente rilevante ai fini delle indagini!

Se prima credevo che i magistrati comunisti e manovrati fossero solo una messinscena di Berlusconi per giustificare l’accanimento giudiziario nei suoi confronti adesso comincio a crederci e, credetemi, è molto strano perché sono in un periodo di disaffezionamento del Premier. Però quando sui giornali leggo intercettazioni del premier utili soltanto per il gossip, come le foto in Sardegna di Zappaddu, allora mi convinco che ci sia dietro tutto ciò una sorta di trama politica per cercare di sconfiggere il Cavaliere non sul terreno politico ma su quello degli scandali. Una qualsiasi persona intelligente sa che non dovrebbero essere riportate le frasi che Berlusconi dice al telefono se non sono rilevanti per l’inchiesta, e mi domando allora come possa essere considerato importante per l’inchiesta la frase espressa da Berlusconi! C’è un desiderio di sputtanarlo che mostra come la Magistratura col cavolo che è indipendente dalla politica! Sembra quasi un prolungamento della stessa! Laddove non si arriva politicamente ad ottenere un determinato risultato, ci si arriva attraverso le inchieste pilotate, le inchieste fasulle e gli scandali che durano al massimo una settimana. Anche per questo motivo l’Italia è un paese di merda! E i magistrati che si comportano in tale maniera contribuiscono attivamente a renderlo ancora più di merda! Come se non bastasse non si può nemmeno pensare che Berlusconi sia stupido e che ogni volta si faccia fregare da chi lo intercetta. Sa di essere nell’occhio del ciclone, sa di essere intercettato, sa che ogni cosa che dice verrà usata sulla stampa contro di lui. Quindi se lui continua, imperterrito, a telefonare come se nulla fosse vuol dire che vuol dimostrare che effettivamente dietro ad alcuni suoi processi c’è una trama politica! Secondo me non è esercizio di stupidità il suo, ma dimostrazione di furbizia: scandalo in più o in meno non gliene frega, processo in più o in meno non gli cambia la vita, quindi tanto vale dimostrare che ci sono persone che usano le intercettazioni non a fini processuali ma per lo sputtanamento politico! E in questa maniera una legge contro le intercettazioni così concepite non dico sia necessaria, ma auspicabile. Auspico che venga promosso un disegno di legge di regolamentazione delle intercettazioni, legiferando che non tutto ciò che si intercetta possa essere dato in pasto ai giornali, ma solo ciò che è penalmente rilevante. Dire che l’italia è un paese di merda non è penalmente rilevante, non ha niente a che vedere col processo e avrebbe potuto benissimo essere coperto da omissis. Se ciò non è accaduto vuol dire che c’è una trama politica evidente volta a fregare il Premier e costringerlo alle dimissioni. Si cerca, tramite la Magistratura, di falsare il voto popolare, e dunque la Magistratura dovrebbe accorgersi di non essere più indipendente dalla politica e di non assolvere più ai suoi compiti.

Ma se da una parte c’è il Presidente del Consiglio che va a donne e parla male del proprio paese, dall’altra parte c’è un’opposizione che non può nemmeno criticare perché un suo alto dirigente nazionale è coinvolto in un processo di tangenti. Non spiccioli, tangenti! Altro che dire che l’italia è un paese di merda! Qui il Pd fa più schifo di Berlusconi stesso e nella situazione nella quale l’Italia versa attualmente tutti perdonano le cazzate e i reati degli altri perché ciascun partito, se guardasse in casa propria, noterebbe di avere scheletri nell’armadio che è meglio non tirare fuori! Quindi forse l’Italia non è un paese di merda perché Berlusconi lo rende tale, ma forse siamo proprio noi, i suoi cittadini a renderlo tale! Se ciascun partito ha le proprie rogne, e molti individui in Italia considerano la legge un qualcosa di superfluo evidentemente siamo noi a rendere il nostro Paese un letamaio, non Berlusconi! La figura schifosa che facciamo all’estero non è responsabilità del Governo o di Berlusconi ma degli italiani che sono lo zimbello d’Europa. Quando vai all’estero non si mettono a ridere per Berlusconi, ma perché sei italiano! Questa è la grossa differenza! Poi, certo, ci sono delle altre persone che pensano bene di sputtanare il proprio paese dando ai giornali intercettazioni idiote che a nulla servono nel processo che danno un’immagine ancora peggiore di noi italiani e dell’Italia. In conclusione, quindi, a seguito di questo spiacevole episodio sono stato costretto, mio malgrado, a rivedere l’opinione che mi ero fatto su Berlusconi come pazzo visionario che ce l’ha con la Magistratura. Fosse un esame di coscienza da parte di ciascuno di noi, o da parte di certi magistrati ci farebbe capire come l’italia sia un paese di merda perché noi, dalla base, non siamo affatto un granché!