Ingovernabilità attuale o malgovernabilità futura? Scelgo il ritorno alle urne

2 03 2013

Ovviamente le elezioni del 24 e 25 febbraio sono state, anche per me, una sorpresa inaudita: il Pd dato già vincitore si è trovato per meno di 0,5% un numero di seggi pari al 55% dei voti alla Camera mentre al Senato hanno perso. Si aprono ora mille prospettive sul futuro dell’Italia che però continua a rimanere profondamente incerto. Sappiamo bene tutti che al momento attuale manca la governabilità, ma mi preoccupa molto di più se il Pd chiedesse una sorta di alleanza col M5S. Innanzitutto perché il programma del M5S è distruttivo e recessivo per l’Italia e sfido chi ha votato questo movimento a spiegarmi come il no alla TAV, l’uscita dall’Europa, il ripudio del debito pubblico, la nazionalizzazione delle banche e quanto altro siano attuabili e siano seri. Infatti un conto è la presa in giro, il comizio in piazza, ma Beppe Grillo si è alimentato di speranze di persone che hanno poco e vedono, ahimè, nel M5S l’ultima possibilità. Promettere un reddito minimo quando soldi non ce ne sono neanche per la CIG è forse una sciocchezza. Significa essere un comico e non avere idea di cosa sia la politica. Per questo mi perplimo quando sento che il 25% del 75% degli elettori ha votato il movimento di Grillo, perché questo significa aver dato importanza solo alla riduzione dei parlamentari e non a tutte le altre proposte idiote e fuori dalla realtà. Ieri a Servizio Pubblico un operaio sardo, un minatore, spiegava perché aveva votato per Grillo e mi ha fatto capire come costui non credo abbia analizzato la fattibilità del programma di Grillo perché o non ne è capace, oppure ha guardato solo a un proprio eventuale tornaconto. Sul fatto che gli italiani votassero un po’ così come capita non avevo dubbi, ma ben presto l’onda di Grillo secondo me si esaurirà se non riuscirà a tirare fuori idee convincenti più interessanti di quelle che potrebbe tirare fuori un bambino di seconda elementare! Inoltre sia da una parte che dall’altra mi domando come sia possibile che si alleino Bersani e Grillo che si sono reciprocamente offesi durante tutta questa campagna elettorale? Voglio far notare ai fantastici elettori del M5S che l’instabilità politica determinata anche dalla volontà del loro capo di non allearsi con nessuno costerà all’Italia la bellezza di 3 miliardi di Euro l’anno per maggiori interessi sul debito pubblico. Hai voglia a parlare di riduzione di parlamentari e di stipendio degli stessi, ma per raggiungere quella cifra dovresti chiudere il Parlamento! Inoltre….Grillo vuole andare alle consultazioni da Napolitano. Ma il Capo dello Stato per il comico genovese non era quanto di peggio esistesse in Italia? Non lo aveva sbeffeggiato ed offeso nel proprio blog? E poi lui che c’entra con la politica? Sbaglio o ha sempre detto che lui non sarebbe mai entrato in politica? Quindi perché alle consultazioni al Quirinale non manda un elettore grillino? Non è che forse gli elettori grillini non abbiano la propria testa per ragionare ma siano (passatemi il termine) una sorta di scimmie addomesticate che fanno ciò che dice il padrone? Perché seguendo una serie di interviste ai nuovi parlamentari grillini, nessuno ha voluto esporsi sulla questione delle interviste non rilasciate da Grillo. Erano come paralizzati, come se avessero una idea che non potevano affermare perché altrimenti il rischio è un’uscita dal movimento. Visto che ciò è già accaduto, quanto ci metteranno i candidati a ribellarsi in un movimento dove la democrazia non si sa nemmeno che cosa sia?

Visto quindi che Bersani è riuscito nell’intento di perdere una vittoria già acquisita (e solo per questo motivo dovrebbe dimettersi se avesse un briciolo di umiltà) e che il M5S non è in grado di governare, la mia idea è quella di una grande coalizione che faccia per un anno le riforme necessarie: legge elettorale, riduzione dei parlamentari, riduzione dei compensi, eliminazione dei contributi elettorali ai partiti. Visto che il Pdl ha ottenuto, come coalizione, un risultato che non si può tralasciare considerato che hanno il Senato e alla Camera hanno perso solo di 0,5% ovviamente in questa coalizione dovrebbe far parte il Pdl ma non Monti relegato ad un ruolo secondario. Invece l’indicazione sembra essere quella di escludere il Pdl in quanto si vede che nessuno ha interesse a fare alleanze col Caimano, ma il problema qui è che ne va del futuro dell’Italia e gli unici ad aver perso siamo stati noi cittadini. Ora allora l’unica cosa intelligente che il Pd possa fare è smettere con la boria che caratterizza gli uomini di sinistra e, siccome erano “programmati” per governare e sono riusciti a perdere, proclami come quelli della Moretti o di Letta non si devono più risentire. Perché il bene dell’Italia non si fa soltanto con un partito mezzo morto ed un movimento disorganizzato composto da persone che non sarebbero in grado di governare!

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Il nuovo che avanza

21 02 2013

Dopo la polemica relativa al master inventato di Oscar Giannino non posso esimermi dall’esprimermi considerato che in questo blog mi sono sempr dimostrato a favore del movimento Fare per fermare il declino. Devo dire che una simile notizia non me l’aspettavo e non nego che mi abbia fatto pensare a cosa votare tra pochi giorni. Infatti una notizia simile a meno di una settimana dalle elezioni potrebbe essere fortemente destabilizzante. Vedevo in Fare per fermare il declino un partito finalmente di destra, un partito finalmente liberista e non personale come è stato Forza Italia prima e il Pdl dopo. Dalla Seconda Repubblica ad oggi è sempre mancato nel centro destra un partito che fosse liberale in quanto sappiamo bene come il centro destra sia stato monopolizzata da Berlusconi con la creazione di partiti ad hoc su sua immagine e somiglianza. Il fatto che anche Giannino sia caduta in una trappola mi ha sinceramente fatto arrabbiare. Poi però ho pensato che nelle votazioni ci sono due filoni di pensiero: c’è chi vota il movimento e chi la persona. C’è chi vota Grillo e chi il M5S, chi il Pd e chi Bersani, chi il Pdl e chi Berlusconi. Non necessariamente le due cose devono essere uguali ed io ho sempre dato importanza più alle idee che alle persone perché le prime rimangono mentre le seconde passano. Ragion per cui i prossimi giorni da qui alle elezioni saranno importanti per capire se dare fiducia ad un movimento che secondo me dovrebbe avere più consensi nel centro destra o andare alle urne annullando la scheda. Ma al di là di quest0 la vicenda mi ha fatto pensare ad un’altra cosa: in queste elezioni si sente voglia di cambiamento e di rinnovo. La possiamo percepire soprattutto dalle nuove liste e dalle nuove persone che si contrappongono ai dinosauri politici. Infatti da una parte ci sono Pd, Pdl, Udc, Fli e dall’altra Rivoluzione Civile, Monti, Fare per fermare il declino e M5S. Posto che i primi hanno rovinato il nostro Paese e si sono dimostrati totalmente incapaci di guidare uno Stato, i cittadini italiani hanno fiducia che i secondi portino una ventata di novità. In realtà, però, il nuovo che avanza sembra terribilmente uguale al vecchio che resta e la mia paura è che tutto cambi in Italia affinché nulla cambi. I nuovi movimenti propongono un magistrato-ex magistrato-politico-ancora magistrato che ha chiesto l’aspettativa andando ad inficiare il principio costituzionale di separazione fra politica e magistratura. Non si può certo chiedere ad Ingroia di cambiare l’Italia visto che porta in Parlamento certi vizi propri della vecchia classe dirigente (vecchia per modo di dire visto che è ancora in sella). In più se chiedi un’opinione ad Ingroia ti risponde deviando il discorso sulla mafia. Quello è il suo campo, la sua specializzazione, peccato però che combattendo la mafia non combatti tutti i nostri problemi a partire da quello economico, oltre al fatto che se vuoi davvero combattere la mafia ti conviene rimanere in magistratura piuttosto che scendere in politica visto che i risultati che puoi ottenere sono certamente minori. Poi dopo questo magistrato politicizzato privo di idee c’è Grillo, un comico che si è dato alla politica e che propone idee valide (in teoria) ma che metterebbe in pratica in maniera disastrosa. Penso all’uscita dall’Euro alla possibilità di stampare moneta, al fatto che secondo lui non è il cittadino a dover scrivere la propria dichiarazione dei redditi ma dev’essere l’Agenzia delle Entrate e via dicendo. Oltre a queste proposte inconsistenti che potrebbero andare bene in un altro mondo (ma non nel nostro) c’è il grosso dubbio dell’integrità morale dei candidati e delle loro effettive capacità. Nessuno può darci le garanzie che essi siano migliori, moralmente integri e più preparati di quelli che sono dentro, ragion per cui i candidati grillini sono secondo me poco adatti al Parlamento. Se poi ci mettiamo che Grillo proporrebbe una madre di famiglia come ministro dell’economia capiamo che per lui le istituzioni non vanno rafforzate ma distrutte. Poi c’è Monti al quale avrei dato il mio voto se non si fosse messo con due mummie politiche alle quali auguro con tutto il cuore di non entrare in Parlamento. Magari per Casini sarà difficile ma non vedere più Fini in Parlamento sarebbe, secondo me, fonte di enorme soddisfazione. Pensare che una persona moralmente integra sia riuscita a trasformarsi da tecnico a politico (ivi inclusi tutte le negatività e i vizi del ruolo) e a candidarsi con i due fenomeni per ottenere un pugno di voti in più non mi lascia ben sperare sul nuovo che avanza e sul fatto che possa fare meglio dell’anno passato da tecnico. Infine c’è Fare per fermare il declino, movimento con poche pretese, certo, ma che fino a ieri non era attaccabile. Oggi si, perché il suo leader è caduto nella stessa trappola dei politici, quella per la quale certe cose accadono senza che l’interessato sappia nulla. Giannino non sapeva che uno stagista gli aveva attribuito dei master a Chicago, Scajola non sapeva chi fosse lo stronzo ad avergli regalato una casa e così via. Un bel paradosso per un movimento che predica trasparenza e correttezza.

Sicché alla fine ho fatto una riflessione che estendo a chi legge questo post: posto che i partiti del passato non siano più credibili dati gli scandali in cui sono incorsi e dato il malgoverno che hanno attuato, c’è in Italia, politicamente, qualcuno (movimento, partito o persona) che possa attirare verso di sé la fiducia di quei milioni di cittadini sfiduciati dalla politica? C’è nel nuovo che avanza qualcuno che sia credibile, che faccia proposte credibili ed attuabili, che abbia nello stesso momento carattere di trasparenza, onestà e rispetto delle regole? Perché per ogni movimento nuovo che si presenta alle elezioni politiche sono riuscito a trovare problemi che guarda caso sono gli stessi problemi che possiamo trovare nella classe politica attuale e che invece dovrebbero sparire. Al che si rinnova la mia idea sul fatto che se ci sono molte persone che taroccano il cv o che si trovano (da altri) cose che non hanno mai avuto evidentemente tutti noi dobbiamo fare un esame di coscienza molto serio perché non è possibile che nuovi attori politici provenienti da altri mondi e all’apparenza incontaminati da scorie politiche si ritrovino ad essere falsi e disonesti! Poi volendo estendere il fenomeno consoliamoci pensando che anche in Germania ed Inghilterra ciò accade spesso, segno che forse è una tentazione dalla quale non si riesce a stare lontani neanche in Europa. La mia speranza, a questo punto, è che si ritrovi una sorta di equilibrio delle istituzioni e il popolo italiano inizi a cambiare, perché solo partendo dalla base a risanare la società potremo risanare la cima della società stessa, perché il pesce puzza dalla testa e in questo caso la testa del pesce siamo noi milioni di cittadini italiani che nelle piccole cose cerchiamo le scorciatoie, le cose illegali, le cose facili e che ci vogliamo dimostrare furbi a tutti i costi!





La raccomandazione

14 02 2013

Noi sappiamo che uno dei mali della nostra società sta nella raccomandazione. Quell’odioso meccanismo per cui solo certe persone possono ambire a determinati posti a prescindere dalle conoscenze e dalle capacità. La raccomandazione, in Italia, provoca due gravi conseguenze: da una parte dà il posto di lavoro a persone che non lo meritano e, di riflesso, impoverisce tutti noi in quanto se ad ogni posto di lavoro si abbinasse una persona in grado di svolgere quell’attività tutto sarebbe più efficiente e redditizio. Su questo sono discorsi ovvi, al limite del banale. Poiché tutti noi conosciamo il fenomeno e ne conosciamo altresì i rischi non mi dilungerò molto, soprattutto perché molti fra di noi, magari, si sono già imbattuti in casi concreti di raccomandazione e potrebbero essere loro a dover scrivere degli articoli nei propri blog. Quello su cui oggi mi voglio focalizzare è un altro discorso: la raccomandazione è talmente presente in Italia che ormai spesso viene usata da certe persone come scusa o giustificazione per non arrivare ai propri obiettivi. Parlando nella vita reale con gente diversa mi sono accorto come la raccomandazione sia presente a tutti i livelli e in tutti i settori. Almeno a parole! Difatti quando parlo con un interlocutore che mi avvisa dei propri obiettivi, dei propri studi e di ciò che vorrebbe diventare e sento la parola “raccomandato” mi metto subito all’erta. Non voglio dire di essere diffidente e di sottovalutare la raccomandazione, tuttavia credo che molto spesso quando certe persone non vengono ritenute valide per un posto la loro giustificazione classica è: “Si vede che è un raccomandato”. Questo generalizzare a mio avviso porta ulteriori gravi danni nella società perché spinge l’interlocutore a credere che davvero la raccomandazione sia ovunque e, come istinto naturale, anche il singolo soggetto sarà spinto a ricorrere alla raccomandazione. La realtà invece almeno a mio avviso è diversa: la raccomandazione c’è, esiste, e non si può negare, ma molto spesso più che la certezza che uno sia raccomandato si ha solo il vago sospetto o a volte nemmeno quello. Ma visto che coi sospetti non andiamo da nessuna parte e, anzi, incrementiamo l’insicurezza nella società io tendo a non credere a tutte quelle persone che ad esempio dicono: “Eh mi piacerebbe fare questa cosa qui, ma si sa che in quel settore entrano solo i raccomandati”. Da una parte, quindi, la raccomandazione viene esagerata ed esasperata e da un’altra non è a tutti i costi un fenomeno negativo e qui voglio spiegare il perché:

La raccomandazione, a mio avviso, provoca danni se mette nei post sbagliati persone altrettanto sbagliate, se per far piacere ad un amico o un familiare lo si assume anche se questa persona non sa fare quell’attività. Ma poniamo l’idea di un imprenditore qualunque in Italia, un piccolo medio imprenditore. Costui cerca un impiegato od un operaio e gli giunge la segnalazione di una persona, magari un figlio di un amico che potrebbe ricoprire quel ruolo. L’imprenditore lo convoca e lo sottopone a dei colloqui e vede che effettivamente quella persona potrebbe meritare, lo mette sotto stipendio e si accorge che effettivamente quel lavoratore merita. Si tratta anche in questo caso di raccomandazione. Ma è una raccomandazione sbagliata o dannosa? A mio avviso no. Nel settore privato, ad esempio, spazi per la raccomandazione ce ne sono pochi. O sei capace di svolgere un determinato lavoro oppure a meno che tu non sia un intoccabile nelle piccole medie realtà anche il raccomandato può aver vita dura se non è in grado di svolgere quel determinato lavoro. I settori nei quali la raccomandazione può fare maggiormente danni sono il settore pubblico e le grandi aziende. Nel settore pubblico sappiamo che assumere è difficile e licenziare quasi impossibile, sicché mettere nel posto sbagliato personale altrettanto sbagliato è facile (per via di collusioni tra politica e pubblica amministrazione e perché “intanto paga Pantalone”) e licenziarlo impossibile. Sicché in questo caso nel pubblico la raccomandazione provoca danni a prescindere che sia “buona” o “cattiva”. Se è “cattiva” gli effetti dannosi sono intuibili, se è “buona” in ogni caso lo Stato si è comportato in maniera amorale perché al posto di mettere tutti i candidati sulla stessa linea e testarli ne ha promosso direttamente uno togliendo lavoro ad altri. Nelle grandi imprese, invece, le collusioni coi poteri forti sono ovviamente maggiori che non nelle piccole-medie imprese e i margini sono tali che un lavoratore in più o in meno alla grande azienda non cambia nulla. Ma se a fronte di uno stipendio in più da pagare il management si assicura relazioni forti e duratore con politici influenti allora quello stipendio verrà visto come altamente produttivo per la direzione centrale. Tuttavia, come dicevo poco fa, in questo settore la raccomandazione fa sicuramente maggiori danni perché anche qui (proprio per via delle relazioni impresa-politica o impresa-impresa) il licenziamento potrebbe essere cosa difficile e in periodi economici negativi potrebbero pagare onesti lavoratori in luogo del disonesto lavoratore messo lì per compiacere l’amico influente di turno. Inoltre la raccomandazione difficilmente si osserva in lavori modesti dallo stpendio modesto e questo naturalmente crea danno patrimoniale alla società stessa e agli investitori di quella società. Nel settore privato nelle aziende medio-piccole, invece, se il raccomandato non è in grado di svolgere il lavoro per cui è stato assunto, i danni sono maggiori dei benefici e l’imprenditore non avrà remore a sbarazzarsene, anche perché in contesti medio-piccoli uno stipendio non ha la stessa incidenza che in settori grandi (ovviamente) con grandi margini. Di conseguenza il mio invito è quello di distinguere quando si parla di raccomandazione tra quella “buona” che non crea danno e quella “cattiva” che invece danni ne crea. Se da un lato la raccomandazione nel settore pubblico è inaccettabile e rappresenta per me una vergogna nazionale, è anche vero che nel settore privato non ci sono regole o comportamenti morali ben precisi e determinati. Un raccomandato può, di per sè. essere anche utile alla società presso la quale lavora e non è vero ch l’imprenditore privato debba proporre il posto di lavoro ad una platea di disoccupati: se gli giunge una segnalazione di una persona affidabile è normale ch si fidi di quella persona soprattutto se la conosce da anni. Quello che voglio dire, in definitiva, è che ciascuno di noi se deve affidare qualcosa a qualcuno preferisce affidarlo ad un amico, un conoscente o un parente. Si tratta unicamente di fiducia e nel settore privato a mio avviso, non è così pericolosa come nel settore pubblico. Inoltre, altra obiezione, non sempre si è in grado di dire se quella persona ha ottenuto il posto perché effettvamente raccomandato oppure no. Infine, terza obiezione, chi ci dice che il raccomandato non sia addirittura migliore di noi? Non tutti i raccomandati sono persone inutili e dannose!

E qui arrivo dove volevo arrivare: la raccomandazione viene usata da molti di noi come una scusa e talvolta si usa a mo’ di sospetto per scatenare una propria frustrazione. Ciò che è successo poco tempo fa in un comizio del Pd non mi è piaciuto granché: una certa Chiara Di Domenico ha accusato la figlia di Pietro Ichino di raccomandazione perché a 24 anni è entrata in Mondadori. Sicuramente la Di Domenico di strada ne ha da fare perchè ancora non sa che non basta fare nomi così ma servono le prove per sostenere una propria idea. Prove non mi pare ne siano state fornite sicché di quella becera denuncia è rimasto soltanto un nome che verrà preso di mira nei prossimi mesi. Inutile dire che nel Corriera della Sera uno scrittore (a me sconosciuto in realtà) ha affermato di aver lavorato con Giulia Ichino e di aver apprezzato la sua professionalità (lo trovate QUI il link alla notizia). Inutile dire che di Giulia Ichino noi non sappiamo nulla se non che è figlia di Pietro Ichino. Eppure il cognome ingombrante non è certo sinonimo di raccomandazione. Per quel che ne sappiamo noi la Ichino potrebbe essere un’ottima professionista dall’eccellente background accademico. Lei le spiegazioni (non doveva dare spiegazioni, in realtà) le ha fornite e a me ha lasciato l’idea che questa vicenda sia nata per un odio rancoroso della Di Domenico. Ovviamente in Italia poi ce la prendiamo col capro espiatorio di turno, non ci curiamo della sua preparazione ma ci basta che qualcuno faccia una denuncia che siamo pronti a scattare. Lo stesso pensavo e dicevo quando venne fuori il nome della figlia della Fornero ricercatrice in un ateneo italiano. Anche per la figlia della Fornero erano stati avanzati sospetti di una raccomandazione senza tener conto del periodo di studi passato all’estero e delle pubblicazioni che aveva fatto. Come spesso accade la nostra informazione si rivela lacunosa e la denuncia fatta dalla Di Domenico mette tristezza. Maggiore tristezza avanza quando Bersani al posto di prendere le distanze si avvicina commosso. Credo che in fatto di raccomandazioni prendersela con un bersaglio sia comodo, ma la prossima volta sarebbe il caso di portare le prove che si hanno o tacere. Perché il sospetto di raccomandazione fa più danni della raccomandazione pura e semplice per i motivi citati sopra. Come spesso dico, la politica ha un ruolo e compito molto importante: dare l’esempio. In questo son convinto che la Di Domenico abbia ancora tantissimo da imparare e, senza dubbio, per la prossima volta si conterrà. Bersani, dal canto suo, che dovrebbe dare maggiormente l’esempio, pensi a prendere le distanze da accuse senza prove, pena lo scendere in una campagna elettorale becera! Se la Di Domenico voleva avere i suoi 5 minuti di notorietà li ha avuti. Siccome stava parlando di temi molto importanti per la nostra società, la prossima volta al posto di agitare sospetti infondati pensi a proporre esempi concreti perché sicuramente l’uscita da un mondo precario si può ottenere anche grazie a chi, come Chiara Di Domenico, il mondo precario lo conosce bene. Ma ahimè, non è questo il modo di combattere una giusta battaglia!





Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!





Storia di un malgoverno

26 01 2013

Intervengo nell’attualità per parlare di una storia di malgoverno che ora è sulle prime pagine di tutti i giornali: la storia di Mps e della città di Siena. Non voglio parlare di colpe che ancora non sono state appurate e che sarà compito dei magistrati accertare, ma voglio unicamente porre i riflettori sul fatto che il modello della città di Siena è finalmente fallito. Finalmente perché sono almeno sei anni che sono a conoscenza della fragilità del sistema: ero ancora alle superiori quando una puntata di Report diceva che l’Università di Siena era l’università più indebitata d’Italia con una serie di operazioni di dubbia natura. La città di Siena, ahimè, si è basata totalmente sul contributo della terza banca italiana. Ma “non è sempre domenica” si dice dalle mie parti e quindi durante questa crisi economica che sta rivoluzionando molto nel mercato come nella testa delle persone anche Mps non poteva pensare di continuare la propria attività come se nulla fosse. Soprattutto se di nascosto ancora dal 2006 (un anno prima che la crisi scoppiasse) aveva contrattato prodotti derivati complessi (mi baso sulla testimonianza di un dirigente di Mps che ad una giornalista disse che nemmeno ci provava a spiegare la struttura del derivato data la sua complessità) sui quali ha perso qualcosa come 700 milioni. La città di Siena ha vissuto a lungo degli utili che la banca distribuiva alla Fondazione che è l’unica (e ripeto unica) che non ha mollato l’osso da quando la riforma Amato ha previsto che le Fondazioni dovevano scendere sotto il 50%+1 di partecipazione nel capitale delle banche. Tutte le banche italiane, per la loro storia, sono associate a delle fondazioni. Ma la Fondazione Mps è l’unica che ha fatto di tutto per avere percentuali alte di partecipazione nella banca nonostante l’intento della legge Amato fosse l’opposto! Forse conveniva a tutti, in città e non solo, avere persone da mettere qua dentro, poltrone da distribuire e soprattutto far crescere la città. Città che, purtroppo, ha fatto il passo più lungo della gamba sapendo di poter contare sugli utili di Mps e credendo forse molto ingenuamente che tali utili non sarebbero mai finiti. Così quando Mps acquistò Antonveneta in un’operazione che i vertici aziendali di allora devono ancora spiegarci, pagando quasi 10 miliardi di Euro qualcosa che poco prima era stata pagata poco più di 6 allora la Fondazione fece un aumento di capitale su un’operazione fallimentare per non diluire la propria partecipazione nel capitale sociale. Così via, Mps finanzia il calcio, il basket e un’università che è (voglio ricordarlo ulteriormente) la più indebitata di Italia. Passo troppo lungo? Qualcosa mi dice di si!

Poi, per carità, non voglio incolpare la Fondazione per colpe che non ha come aver scelto dei dirigenti che si sono dimostrati scorretti visto che si dice che qualcuno concludeva operazioni finanziarie col proprio cellulare e non col telefono aziendale (che secondo la normativa in vigore è vietato in quanto i telefoni aziendali consentono la registrazione delle conversazioni mentre i cellulari personali no). La colpa della Fondazione è stata essere poco cauta, aver pensato ingenuamente che l’epoca d’oro non sarebbe mai terminata e che si potevano fare cose che una città piccola come Siena forse non poteva permettersi. Ora sono davvero curioso di vedere con 4 miliardi di debiti come tirerà avanti sia la Fondazione che la città stessa! Voglio vedere la fine che farà l’università e tutti coloro che hanno mangiato con gli utili della banca! Ma, forse, l’errore più grande della fondazione è stato quello di non controllare abbastanza! Certo, se uno è disonesto il modo per truffarti lo trova sempre per quanto tu stia attento e controlli le operazioni ma possibile che nessuno fra Fondazione, Collegio sindacale e società di revisione si sia accorto di niente? Nel momento in cui queste cose succedono, ahimè, una parte di colpa è da attribuire ai controllori anche se quando si ha a che fare con persone disoneste uno può controllare all’infinito pur non cambiando l’epilogo della situazione. Poi sul fatto di portare questo scandalo in territorio politico io credo che non sia sbagliato. Bersani e i suoi ci dovrebbero spiegare come mai una città governata dal Pd, dal Pci e dal centrosinistra in generale (a prescindere dal partito specifico perché in 20 anni la sinistra è riuscita a cambiare il proprio nome un’infinità di volte) che nomina i membri della Fondazione sia riuscita a: non controllare, permettere questo scandalo e dar vita alla più indebitata università d’Italia. Qualcuno le spiegazioni ce le deve dare ora che siamo in aperta campagna politica! Bersani non può fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia e dire:”Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche”. Ma che cazzo di spiegazione è? Non è forse che il Comune di Siena ha messo dentro la fondazione persone che non avevano i giusti requisiti? Non è forse che anche il Pd ne ha approfittato per distribuire cariche, poltrone e compensi? Chi sono gli appartenenti alla Fondazione? Sono tutte persone del settore o sono anche persone politiche che magari di finanza non capiscono un accidente?

Quando nel titolo parlo di malgoverno mi riferisco appunto a questo! Una parte politica che in una città ha sempre trionfato e governato ora alla resa dei conti dimostra l’ottimo governo che ha messo in campo! Non ha controllato, ha permesso uno scandalo, e soprattutto non ha fatto nulla per evitare che i soldi dell’Imu che la gente si è dissanguata per pagare finiscono in forma di prestito ad una banca. Questi signori che nel loro piccolo si sono resi copevoli di questo malgoverno vorrebbero farci credere che a Roma sono in grado di fare meglio o meno peggio? Perché gli italiani dovrebbero affidare le sorti di questo Paese sfigato ad una congrega di persone che nella loro città simbolo ha fatto il peggio che si potesse fare? In un mondo in cui le banche sono al centro del sistema e delle banche non si può fare a meno (anche se necessitano di regole più severe) come possiamo affidare il Governo ad una persona che dice: “Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche?” A me, con tutto rispetto, sembra la risposta di un incompetente, di uno che se in futuro si proverà a che fare con problemi più grossi non saprà che pesci pigliare. Da oggi il Pd deve andare nelle piazze e spiegare perché è contro il pagamento dell’Imu quando poi non hanno fatto il possibile per impedire che i soldi dell’Imu andassero al Mps! C’era bisogno di nuovi vertici per sapere quello che era stato fatto? Nessuno tra Collegio sindacale, fondazione e società di revisione si è mai accorto di niente? Qualcosa sinceramente mi puzza! 3 soggetti non si sono accorti di nulla ma i nuovi vertici hanno scatenato il putiferio. Moooolto strano!

Quindi la situazione qual è? In Italia da una parte abbiamo una persona che ha rovinato l’Italia perché ha fatto poco pur avendo i numeri per fare molto che contende la vittoria (anche se non vincerà mai) ad una persona che guida un partito con facce nuove e magari incompetenti se sono della “scuola senese” che potrebbe benissimo essere la rovina del futuro. Tra i due contendenti in mezzo c’è un ex comico che crede di sapere tutto ed interviene a sproposito. Ha le sue idee che potevano andare bene 40 anni fa, non si è ancora accorto del mondo nel quale vive e in assemblea va a dire che il Sig. Profumo non è adatto a guidare una banca. Forse lo stesso comico condannato penalmente in Cassazione non sa che il Dott. Profumo è SOLO indagato e che non ha ricevuto nemmeno una condanna in primo grado. Forse nemmeno sa che il Testo Unico Bancario impone che chi dirige una banca abbia caratteri di onorabilità e professionabilità per cui ci sono una serie di reati per i quali se una persona viene condannata in terzo grado la rendono inabile a guidare una banca. Ergo avrà ragione se e solo se verrà condannato in terzo grado. Ma lui che il terzo grado lo conosce già bene si dovrebbe astenere dal fare campagna politica in un’assemblea dei soci. Mi dispiace solo che il 15% degli elettori rischia di votare un emerito pagliaccio un altro 20% uno che non sa guidare il Paese e un altro 30% una persona che il Paese può benissimo rovinarlo! Ma forse, se questa è la qualità del nostro elettorato, è anche ciò che ci meritiamo!





Santoro contro Berlusconi

11 01 2013

Ieri Servizio Pubblico ha generato la bellezza di 8,6 milioni di telespettatori grazie alla presenza in studio di Silvio Berlusconi. Devo dire che è solo per questo motivo se ho guardato la trasmissione di Santoro-Travaglio perché in realtà la trovo generalmente pesante e noiosa. Invece ieri alle 21.15 ero lì in pole position a guardarmi cosa avrebbero combinato due persone che come ideali sono esattamente agli antipodi. Risultato: ottimo share per la trasmissione, buon risultato di Silvio Berlusconi. Complessivamente, in realtà, la trasmissione è stata scialba e noiosa sia per colpa del leader del Pdl che ha detto le solite cose che ha detto in tutti gli altri show televisivi, sia perché Santoro, Travaglio e la Costamagna hanno incentrato le loro domande su aspetti futili e facilmente “smontabili” quando invece avrebbero potuto politicamente crocifiggere Berlusconi. Purtroppo per lui Santoro si è lasciato sfuggire l’occasione per vendicarsi di colui che promulgò l’editto bulgaro. Tutti coloro che sono intervenuti nella trasmissione non sono stati affatto brillanti e devo personalmente ammettere che a sentire certe castronerie mi veniva persino rabbia. Santoro partiva certamente da un consistente vantaggio per diversi motivi:

  • Innanzitutto giocava in “casa” nel senso che al suo fianco aveva i fedelissimi Vauro, Travaglio e la Costamagna;
  • Aveva di fronte a sé un uomo politicamente morto che deve recuperare 10 punti percentuali nei sondaggi, tanto che per la disperazione è andato pure alla trasmissione del suo più acerrimo nemico;
  • Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crude e possibilità di infierire ce n’erano se solo i giornalisti non si limitassero alle solite futili domande già fatte e rifatte dagli altri conduttori;

Tutto questo vantaggio è stato sprecato e, alla fine, a vincere sul piano personale a mio avviso è stato proprio Silvio Berlusconi. Perché? Innanzitutto perché ha avuto il fegato di andare in una trasmissione ostile dove l’hanno sempre attaccato ed odiato, poi perché è riuscito a parare i colpi dei vari giornalisti e infine cosa più importante perché è riuscito ad indirizzare la trasmissione dove voleva. Berlusconi è un eccellente venditore ed ha una capacità di abbindolare le persone che ha dell’incredibile (Bersani con la sua flemma avrebbe solo da imparare), inoltre sapendo di aver governato 10 anni inutilmente la cosa migliore nella quale poteva sperare era non rispondere direttamente alle domande o evitarle. Ci è riuscito alla perfezione, soprattutto alla fine quando Santoro si è arrabbiato perché è lì forse che si è accorto che Berlusconi l’aveva condotto dove voleva lui. Il leader del Pdl in tre ore di trasmissione non ha detto NULLA di nuovo ed è riuscito a concludere la trasmissione senza andarsene anticipatamente! Tra i due “nemici” è nato un vero e proprio show comico con Santoro che prendeva in giro Berlusconi e Berlusconi che pur dovendo incassare poi è riuscito a non parlare di niente e non fare così una pessima figura. Nonostante tutto questo devo però dire che la trasmissione in sé non mi è piaciuta affatto ed è il motivo per cui non la guardo e non la guarderò. In realtà Servizio Pubblico al pari delle trasmissioni di Santoro è sopravvalutata secondo la mia modesta opinione perché il conduttore campano è riuscito ad ottenerne un vantaggio dall’editto bulgaro in quanto si è proposto come anti-berlusconiano e tutti noi sappiamo che Berlusconi o lo si ama o lo si odia e che attira tanti amici quanti nemici. Quindi la sua fortuna è stata proprio quella di aver trovato un nemico forte come Berlusconi sul quale battere ed incentrare una trasmissione ed un folto pubblico. Tuttavia sia Santoro che Travaglio che la Costamagna così come gli altri che sono intervenuti hanno dimostrato di essere dei giornalisti scarsi e senza alcun mordente. Di seguito spiego il perché:

  • Partiamo dalla persona che più odio: la conduttrice e “giornalista” più sopravvalutata d’Italia: Luisella Costamagna. Mi è capitato di vedere alcune puntate della sua trasmissione su Raitre (nemmeno andata troppo bene se non erro) nella quale riesce a farsi mettere in difficoltà dalla Carfagna e nella quale riesce a far andare via due ospiti politici. Non paga ieri da Santoro ha parlato delle solite cose trite e ritrite che Berlusconi si era già preparato e che sapeva come ribattere. Non un guizzo, non una frase che potesse impensierire l’ospite della serata. Nulla di nulla. Sopravvalutata è forse dir poco perché è semplicemente una giornalista arrogante e questo l’ha dimostrato oltre che nella sua trasmissione, anche in “Otto e mezzo” e pure ieri sera;
  • Il clou della serata è stato l’ “intelligentissimo” commento della signora dagli spalti: forse se l’Italia va male oltre che colpa dei politici è anche colpa di quel tessuto di imprenditori che, non me ne vogliano, sono un po’ ignorantoni su certi aspetti economici e finanziari. Dal mio punto di vista avere un’industria in maggioranza di piccole-medie dimensioni porta ad avere un management inadeguato, completamente inadeguato ed infatti anche la signora di ieri lo ha dimostrato: quando ha parlato di uscita dall’Euro, di politiche monetarie e quanto altro mi sono letteralmente sbellicato. C’è ancora a questo mondo chi pensa che col debito che abbiamo uscire dall’Euro sia una cosa positiva! A parte che gli esiti sono del tutto in dubbio nel senso che nessuno studio serio e concreto è stato fatto sulle conseguenze dell’uscita dell’Italia dall’Euro, ma oltre a ciò nonostante nemmeno gli analisti plurilaureati e con master o i dirigenti di primarie banche d’investimento riescano a fare pronostici su cosa succederebbe, arriva un’imprenditrice bella come il sole che dice :”la soluzione la conosco io (tripudio, abbiamo trovato il salvatore della patria!) e non capisco perché non sia stata attuata (chissà perchè, non possiamo uscire dall’Euro domani, sai com’è ci sono dei tempi da rispettare): è riprendersi la sovranità che abbiamo perduto (eh adesso con la crisi tutti lo dicono e sono pure nostalgici delle svalutazioni competitive!)”. Finito il commento potete immaginare come fossero sbarrati i miei occhi: non capivo se era vero oppure no che un’imprenditrice (non un ragazzino) dicesse una cosa simile in assenza di dati, di simulazioni o quant’altro senza tener conto che i nostri 2000 miliardi di debito pubblico col ritorno alla Lira sarebbero stati aumentati x 2000! Non c’era nessuno tra il pubblico di maggiormente serio e con qualche nozione economica in più?;
  • Il giornalista che è intervenuto alla fine dicendo che Mediaset quando Berlusconi torna in campo guadagna in Borsa ha anche lui dell’incredibile in quanto è meno giustificato dell’imprenditrice proprio in qualità di giornalista! So che esistono approssimativi studi in materia, ma prima di legare l’andamento di un titolo ad un evento così banale ci rifletterei a lungo. So che la tentazione di dire che dietro c’è sempre un complotto ordito da Berlusconi è forte, ma Mediaset va male di suo per la negatività di un periodo congiunturale. Spese pazze in tempi di vacche grasse e ben il 30% di pubblicità in meno hanno provocato perdite di bilancio non indifferenti che hanno fatto crollare il titolo. Che Mediaset riprenda non è poi cosa tanto lontana dalla realtà in quanto la Borsa di Milano nel 2012 è stata tra le migliori. Meglio hanno fatto Francorte e, udite udite, Atene oltre a Madrid. Perché Atene, Madrid e Milano se sono tre paesi in crisi? Semplice: se in un anno ad esempio perdi il 70% è facile l’anno dopo fare il 20% in più perché ormai il tuo titolo vale poco e peggio è difficile fare! Oltre a ciò son convinto (proprio per niente) che il giornalista avrà fatto una seria analisi del fenomeno per poter concludere che Mediaset cresce quando Berlusconi scende in campo! Mediaset ha problemi ben più strutturali come le altre imprese del settore, nessuno va ad investire se a fronte di un fosco futuro Berlusconi scende in campo, anche perché non è candidato alla vittoria e perchè non può influire sulla sua impresa;
  • Travaglio ha perso forse la sua verve? Ha parlato solo dei processi di Berlusconi e altre cose trite e ritrite già dette esponendosi proprio perché lui ha una sentenza passata in giudicata a differenza di Silvio. Ragioni per fare il mazzo al leader del Pdl ce n’erano un casino e ha scelto quella nella quale era più esposto;
  • Santoro si è suicidato con quel video sulla Merkel (sentendo la versione di Berlusconi chi se ne frega del saluto alla Merkel se è vero che al cellulare sbrigava cose più importanti) e poi la frase verso la fine è secondo me stata molto squallida: ha detto che tutti i giornalisti hanno una condanna per diffamazione perché fa parte del loro lavoro. In realtà chi compra i libri o i giornali si aspetta cose vere non inventate o sbagliate. Chi diffama vuol dire che non è un giornalista serio perché sta dicendo una falsità e per quanto anche se io venissi condannato per diffamazione a nessuno gliene frega nulla il giornalista invece delle opinioni fa il suo lavoro. E’ innammissibile pensare che tutti i giornalisti possano avere una condanna per diffamazione tanto fa parte del gioco perchè solo in Italia può succedere dove la categoria dei giornalisti è una cosa indecente! Per lo stesso motivo allora uno che lavora in finanza anche se ha una condanna per insider trading va comunque bene o se è bancarotta fraudolenta ancora meglio perchè “chi vuoi che non ci passi? Fa parte del gioco”. Io mi ribello a questa idea distorta e malata perché ognuno deve avere la responsabilità delle proprie azioni e di ciò che scrive, ergo se diffama una persona perché sbaglia soggetto o si confonde per omonimia (come successo con Travaglio) vuol dire che non sa esercitare il proprio lavoro professionalmente, proprio come un imprenditore che fa bancarotta fraudolenta o un’analista condannato per insider trading!

Questo è tutto. Concludo solo dicendo una cosa: Berlusconi non vincerà le elezioni meno male, non so quanto prenderà e non so se Servizio Pubblico gli sarà servito per rosicchiare qualche punto. Credo che la sua sorte politica sia già segnata però se la sinistra e soprattutto Bersani prendesse un millessimo del coraggio di Berlusconi e la sua tenacia lasciando al legittimo proprietario tutto il resto il Pd sarebbe oltre il 40% invece arranca al 30% e gli ultimi sondaggi Ipsos parlano di difficoltà al Senato come potete vedere in questo link QUI e pure QUA!





Perché la vittoria di Bersani può rappresentare una sconfitta (forse) per l’Italia

5 12 2012

Sebbene non sia politicamente schierato a sinistra, ma dopo lo scandalo che ha coinvolto la Lega stia cercando nuovi stimoli per votare alle elezioni del 2013, ho seguito con moderato interesse le primarie del Pd che secondo me hanno dato un risultato interessante anche se non combacia con quello che avrei desiderato. Mi sono già precedentemente espresso a favore di Renzi perché (almeno a parole) potrebbe aiutare la transizione italiana da una generazione all’altra. Tutti i “mali” che affliggono il nostro Stato derivano secondo me principalmente dall’aver avuto una classe politica e dirigenziale che è stata al di sotto delle aspettative. In particolare questa classe politica e dirigenziale a mio avviso ha creato un bel numero dei problemi contro i quali attualmente noi dovremo combattere. Peggio ancora credo che si genererà in futuro una sorta di “guerra” generazionale perché è indubbio che la mia generazione (quella nata a cavallo fra gli Ottanta e i Novanta) dovrà in futuro lottare con una qualità di vita inferiore, precarietà, salari bassi, deficit da ripianare, pensione da sognare e via discorrendo. Il paradiso creato dalla generazione uscita dalla guerra e sostanzialmente goduto e distrutto dalla generazione precedente la mia non ci sarà più. I ragazzi che avranno la possibilità di avere come paracadute l’azienda di famiglia come è successo ad alcuni dei nostri genitori non esisteranno quasi più. O si reinventeranno qualcosa oppure meglio che emigrino perché in Italia occasioni di questo tipo sono in via d’estinzione. La nostra generazione non potrà nemmeno fruire di baby pensioni, quelle date in maniera totalmente criminale a chi aveva lavorato (magari pure nel settore pubblico) una decina o più di anni. Noi della nostra generazione la pensione ce la sogniamo, dovremo lavorare ben oltre i limiti fisici e natuali dell’uomo per poter portare a casa una miseria. Al fine di integrare la futura miseria che porteremo a casa nonostante decadi di lavoro dovremo pure rinunciare ad una parte di consumi attuali per poter investire una parte del nostro stipendio in fondi previdenziali che integrino la misera elemosina che ci farà l’Insp nel duemilaechissàcosa. Non avremo nemmeno la consolazione di poter dire:<<Bè almeno siamo persone con voglia di fare>> perché la voglia di fare oggi come oggi non serve quasi a nulla. Se una volta era possibile entrare in banca con una terza media e starci tutta la vita, oggi in banca entri forse se hai un master (che però ti costa in termini di soldi e di reddito perché se aggiungi un master all’università cominci a guadagnare e farti una vita poco prima dei 30 anni). Quindi il futuro è tutto meno che roseo come potete ben vedere! Per questa ragione sono convinto che l’attuale classe dirigente e politica (al cui interno ci sono diversi soggetti della generazione precedente la mia) abbiano combinato abbastanza danni che possono anche ritirarsi con le loro pensioni d’oro. Non si tratta di demagogia grillina, ma semplicemente della constatazione che per 20 anni chi è stato al potere non ha fatto nulla. La crisi attuale, fortunatamente, ha messo in luce questo aspetto che forse prima non tutti consideravano, sicché mi aspettavo maggior coraggio da parte della sinistra italiana e maggior voglia di cambiare.

Votare Bersani per me non costituisce stimolo alcuno al cambiamento. Alle prossime elezioni posso immaginare che ci saranno i soliti noti come Rosy Bindi o chi per lei. Non ho ben capito se ci sarà o meno “baffino” D’Alema ma si tratta di persone che, a mio avviso, possono lasciare spazio a nuovi soggetti ed individui. Bersani è stato forse un po’ equivoco sulle provocazioni di Renzi a D’Alema e Veltroni e le risposte fornite da D’Alema al sindaco di Firenze non mi sonom piaciute affatto. Tutti i partiti, a mio avviso, devono intraprendere una politica di rinnovamento e ringiovanimento senza lasciare poltrone dorate a persone che finora poco hanno fatto per il nostro Paese. Bersani sposa all’indomani della vittoria alcune battaglie renziane ma facendo così risulta poco credibile. Infatti la prima persona che speravo non si candidasse era proprio Pier Luigi Bersani. Premetto che non mi infastidisce e non mi sta per nulla antipatico ma è dagli anni Novanta che lo vedo intervistato e destinatario di una poltrona certa in Parlamento. Lui fa parte di quella vecchia guardia e non è pensabile che rinneghi le amicizie per avvicinarsi a posizioni renziane, soprattutto dopo aver duramente attaccato Renzi stesso sulla rottamazione. Premetto anche che Renzi non mi convince totalmente per una serie diversa di motivi (primo fra tutti non mi piacciono quei soggetti che, avendo già un incarico politico, partecipino alle primarie tenendo il piede in due scarpe: se va bene lascio il Comune, se va male continuo) ma apprezzo le sue battaglie e, soprattutto, i suoi punti. I partiti si trovano attualmente costretti ad esprimere esigenze di rinnovamento semplicemente perché hanno alle calcagna quel M5S che del cambiamento ha fatto la propria bandiera. Per quanto non condivida le idee grilline, son sicuro che alle elezioni del 2013 potrebbero fare un bell’exploit e potrebbero, chissà, superare pure quella sottospecie di partito che è il Pdl che sembra un partito morente piuttosto che un partito dinamico ed attivo. Insomma, il 2013 è vicino, le esigenze sentite dalla popolazione sono chiare e ciascun movimento fa quel che può per cambiare leader e diminuire l’età media col solo fine di limitare l’emoraggia di voti perché arrestarla non è nelle possibilità dei partiti politici italiani.

Per questo, da parte mia, l’occasione ghiotta di votare il cambiamento, e dare (almeno teoricamente) una svolta all’Italia non c’è stata e l’elettorato di sinistra si è mostrato molto più rigido di quello che mi sarei aspettato. Uno dei motivi per cui non c’è mai stata convergenza da parte mia ai programmi del centro sinistra è anche per questo motivo: il centro-sinistra aldilà di ciò che si dice e pensa non è una coalizione dinamica ma piuttosto risulta essere bloccata, ingessata e, come detto prima, rigida. Le primarie 2012 forse lo dimostrano! Tra continuazione e cambiamento l’elettorato di sinistra non ha avuto il coraggio di cambiare e mettere come priorità delle idee che in tutto lo Stato si stanno formando e che stanno contribuendo al successo del M5S. Poiché risulto essere più avvero al M5S che al Pd speravo vivissimamente che l’elezione di una persona come Renzi potesse arrestare il passaggio di voti dal Pd al M5S rallentando la crescita di un partito-non-partito che non mi ispira nessunissima fiducia. Aver invece eletto Bersani, secondo me, spingerà alcuni sostenitori di Renzi a rivolgersi al partito “sbagliato”.

Insomma, in conclusione secondo me Renzi rappresenta l’ennesimo treno perduto. Mi vengono allora dei seri dubbi su quanti in Italia vogliano il cambiamento e soprattutto quanti desiderino cambiare classe politica e dirigente che, secondo me, è attualmente la cosa essenziale. Ha fatto di più (nel bene e nel male) un anno di governo tecnico piuttosto che decenni di mala politica di destra e sinistra. A questo punto visto che se non avessi speranze ed illusioni non andrei nemmeno a votare non mi resta che aspettare la formazione centrista perchè forse il cambiamento può passare dalle nuove formazioni che potrebbero presentarsi alle elezioni politiche. Sono solo convinto di una cosa: per cambiare l’Italia dovremmo cambiare chi ha ridotto l’Italia a questo livello. L’insufficienza della classe politica non è in alcun modo giustificata e giustificabile sicché presto o tardi un ricambio generazionale sarà per forza di cose necessario. Se dovremo aspettare altri 5 anni o la caduta prematura del governo Pd questo non lo so. Di certo c’è che il centro sinistra non può porsi come soggetto riformatore nonostante sia questa la sua vocazione e spetterà ad altri soggetti politici rappresentare l’innovazione e il concreto cambiamento. L’esigenza, il bisogno si è manifestato, ora sta a noi decidere se lasciare questo argomento in mano a Grillo o farlo nostro e andare a votare partiti che possano realmente (e non solo per finta) segnare una discontinuità col nostro pessimo passato!