Confondere imposte con tasse

8 04 2013

Sebbene nel gergo comune imposte e tasse sono sinonimi, in gergo economico non è affatto così. Le imposte, assieme alle tasse ed ai contributi, appartengono ad una macro-categoria che prende il nome di “tributi”. I tributi, quindi, sono l’insieme più grande al cui interno troviamo, come detto, contributi, imposte e tasse. Ma allora quando usare questi tre termini in maniera corretta? Presto detto: una tassa altro non è che il pagamento di un importo monetario a fronte di uno specifico servizio. Ciò implica che io pago una società pubblica che però mi fornisce un servizio specifico. Così, lo smaltimento dei rifiuti che abbiamo pagato sinora era una tassa perché veniva pagata affinché ogni mattina un camion e due persone passassero a smaltire i nostri rifiuti. Ma anche, più semplicemente, il biglietto dell’autobus può essere visto come tassa (purché il servizio sia fornito da un ente pubblico) perché si paga un importo monetario a fronte di uno specifico servizio (la corsa in bus). Le imposte, invece, sono completamente diverse e prevedono il pagamento di un importo monetario non a fronte di uno specifico servizio ma per ragioni “generali”. Così, l’IRES, l’IRPEF e l’IVA sono delle imposte in quanto non le paghiamo a fronte di uno specifico servizio. La dichiarazione dei redditi annuale serve allo Stato per finanziare i servizi che offre alla popolazione: dalla salute, all’istruzione, ai trasporti, le infrastrutture eccetera. I privati e le imprese pagano annualmente un importo che serve per pagare una serie di servizi utili non solo a noi ma a tutta la popolazione. Sicché la differenza fra tasse ed imposte è appunto questa e la separazione è netta. Spesso, poi, è facile ed immediato riconoscere quando dobbiamo pagare un’imposta o una tassa. I contributi, invece, sono dei trasferimenti di ricchezza da popolazioni più abbienti a popolazioni meno abbienti ma sono meno interessanti ai nostri fini.

Tutto questo per dire cosa? Nel Corriere della Sera del 5 aprile 2013 c’era un interessantissimo editoriale nel quale si affermava che con l’esperimento della TARES l’Italia come primo Stato in Europa (ma forse anche nel mondo, chissà) che confonde il concetto di imposta con quello di tassa come detto poco fa. Ufficialmente è un’imposta, quindi non è pagata a fronte di uno specifico servizio anche se si chiama “Tariffa Rifiuti e servizi” e va a rimpiazzare la “Tariffa di igiene ambientale” che è una tariffa che a sua volta è stata introdotta per sostituire la TARSU che era una tassa. Insomma, in un paio di anni sono stati cambiati tre tributi provocando un aggravio di costi per gli utenti. Anche se crediamo che la TARES sia stata introdotta per lo smaltimento dei rifiuti, in realtà così non è perché si tratta di una patrimoniale mascherata. La TARES si pagherà non in base a quanto si consuma e quanta sporcizia si produce, ma in base a parametri come la superficie dell’abitazione. Come per dire: tanta superficie tanta sporcizia. Ma così in realtà non è affatto così perché non è in alcun modo vero che i rifiuti dipendano dalla superficie. E’ più probabile, invece, che la TARES sia una patrimoniale mascherata come tributo per lo smaltimento dei rifiuti. Sembra simile all’IMU che ha rappresentato, anche quella, un aggravio rispetto all’ICI. Con la TARES non pagheremo solo lo specifico servizio di smaltimento dei rifiuti (per il quale è prevista generalmente una tassa) ma anche i servizi cosiddetti indivisibili come illuminazione o acqua pubblica (per i quali invece ci sarebbe bisogno di un’imposta). Sicché riepilogando allo stato attuale delle cose la situazione è questa: c’è una mezza imposta-mezza tassa che serve per pagare un po’ di tutto ma che, alla fine, non è altro che una patrimoniale schifosa. Questo esperimento che secondo me sarà una schifezza inaudita è il primo in Europa e magari al mondo e non c’è motivo di vantarsene perché d’ora in poi grazie ai nostri tecnici la delimitazione fra tassa ed imposta non sarà più così netta.

Mi pare semplicemente assurdo, in tempi di crisi, perseguire una politica di austerità tassando famiglie ed imprese portando gli imprenditori al suicidio e le famiglie al collasso. Se penso che un giorno vorrò andarmene di casa, coi magrissimi stipendi che ci sono come posso pensare di pagare tutti quei tributi che gravano sulla mia testa in maniera autonoma? In tempi di crisi, ci hanno insegnato, la priorità è spendere e non tirare i cordoni della borsa. Ora questo non è più possibile grazie alle cicale degli anni 80 che hanno speso e spanto portandoci in questa situazione. I sacrifici che abbiamo fatto in questo anno a cosa serviranno? A cosa serve pagare 3,5 miliardi di Imu quando poi degli incompetenti grillini che entrano in Parlamento col loro voler distruggere l’italia ci stanno costringendo a pagare ben 3 miliardi di Euro in più di interessi sul debito pubblico per via dell’innalzamento dello spread? A cosa servono dunque i sacrifici degli italiani e i suicidi di orgogliosi imprenditori se poi tutto è vanificato da persone che non hanno alcuna competenza in nulla e che sono soltanto dei demagoghi? A cosa serve una nuova tassa-imposta quando già c’era una tariffa che copriva il servizio e soprattutto perché non si ha la franchezza di andare di fronte agli italiani a dire: “Vi stiamo tassando con una nuova patrimoniale (dopo l’IMU)”? Perché il governo dei tecnici si permette di prendere per il culo milioni di italiani con un tributo che è una schifezza assurda e che va contro le norme della finanza pubblica? Mi piacerebbe che a queste domande ci fosse anche solo una risposta, ma temo che in questo caso non esista. Cosa potranno mai fare i grillini per il nostro Paese se non sanno nemmeno organizzarsi tra di loro e pensarla in maniera autonoma rispetto al padre-padrone Grillo? Perché al posto di aumentare le entrate il governo Monti non ha provato a ridurre drasticamente la spesa pubblica attraverso tagli non lineari? E’ da quando è salito al Governo Prodi nei primi anni Novanta che l’Italia sta aspettando un drastico taglio alla spesa pubblica sugli sprechi dello Stato, e invece anche il caro Prodi all’epoca preferì abbassare il rapporto debito pubblico/PIL attraverso nuova tassazione piuttosto che attraverso il taglio della spesa. Con una differenza: allora si poteva fare, adesso siamo al collasso, senza Governo, senza un Presidente della Repubblica (quasi) e con dei grossissimi incompetenti in Parlamento. Peggio di così non può andare e credo che se non falliamo in questi anni potremo guardare con maggiore serenità al futuro. Nel frattempo al futuro con serenità di certo non guardano quelle famiglie che non sanno come pagare TARES e IMU, gli imprenditori che chiudono, le famiglie degli imprenditori che si sono tolti la vita, gli anziani che vanno nei mercati generali a prendere frutta e verdura difettata o caduta a terra, anziani che rovistano nella spazzatura e via dicendo. Lo Stato è troppo lontano da queste persone e non riesce a capirne le esigenze. Stiamo deprimendo i consumi, gli investimenti e la produzione; come pensiamo di poter andare avanti se, nonostante gli sforzi che ogni famiglia è costretta a fare il rapporto debito pubblico/PIL non scenderà?

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Ingovernabilità attuale o malgovernabilità futura? Scelgo il ritorno alle urne

2 03 2013

Ovviamente le elezioni del 24 e 25 febbraio sono state, anche per me, una sorpresa inaudita: il Pd dato già vincitore si è trovato per meno di 0,5% un numero di seggi pari al 55% dei voti alla Camera mentre al Senato hanno perso. Si aprono ora mille prospettive sul futuro dell’Italia che però continua a rimanere profondamente incerto. Sappiamo bene tutti che al momento attuale manca la governabilità, ma mi preoccupa molto di più se il Pd chiedesse una sorta di alleanza col M5S. Innanzitutto perché il programma del M5S è distruttivo e recessivo per l’Italia e sfido chi ha votato questo movimento a spiegarmi come il no alla TAV, l’uscita dall’Europa, il ripudio del debito pubblico, la nazionalizzazione delle banche e quanto altro siano attuabili e siano seri. Infatti un conto è la presa in giro, il comizio in piazza, ma Beppe Grillo si è alimentato di speranze di persone che hanno poco e vedono, ahimè, nel M5S l’ultima possibilità. Promettere un reddito minimo quando soldi non ce ne sono neanche per la CIG è forse una sciocchezza. Significa essere un comico e non avere idea di cosa sia la politica. Per questo mi perplimo quando sento che il 25% del 75% degli elettori ha votato il movimento di Grillo, perché questo significa aver dato importanza solo alla riduzione dei parlamentari e non a tutte le altre proposte idiote e fuori dalla realtà. Ieri a Servizio Pubblico un operaio sardo, un minatore, spiegava perché aveva votato per Grillo e mi ha fatto capire come costui non credo abbia analizzato la fattibilità del programma di Grillo perché o non ne è capace, oppure ha guardato solo a un proprio eventuale tornaconto. Sul fatto che gli italiani votassero un po’ così come capita non avevo dubbi, ma ben presto l’onda di Grillo secondo me si esaurirà se non riuscirà a tirare fuori idee convincenti più interessanti di quelle che potrebbe tirare fuori un bambino di seconda elementare! Inoltre sia da una parte che dall’altra mi domando come sia possibile che si alleino Bersani e Grillo che si sono reciprocamente offesi durante tutta questa campagna elettorale? Voglio far notare ai fantastici elettori del M5S che l’instabilità politica determinata anche dalla volontà del loro capo di non allearsi con nessuno costerà all’Italia la bellezza di 3 miliardi di Euro l’anno per maggiori interessi sul debito pubblico. Hai voglia a parlare di riduzione di parlamentari e di stipendio degli stessi, ma per raggiungere quella cifra dovresti chiudere il Parlamento! Inoltre….Grillo vuole andare alle consultazioni da Napolitano. Ma il Capo dello Stato per il comico genovese non era quanto di peggio esistesse in Italia? Non lo aveva sbeffeggiato ed offeso nel proprio blog? E poi lui che c’entra con la politica? Sbaglio o ha sempre detto che lui non sarebbe mai entrato in politica? Quindi perché alle consultazioni al Quirinale non manda un elettore grillino? Non è che forse gli elettori grillini non abbiano la propria testa per ragionare ma siano (passatemi il termine) una sorta di scimmie addomesticate che fanno ciò che dice il padrone? Perché seguendo una serie di interviste ai nuovi parlamentari grillini, nessuno ha voluto esporsi sulla questione delle interviste non rilasciate da Grillo. Erano come paralizzati, come se avessero una idea che non potevano affermare perché altrimenti il rischio è un’uscita dal movimento. Visto che ciò è già accaduto, quanto ci metteranno i candidati a ribellarsi in un movimento dove la democrazia non si sa nemmeno che cosa sia?

Visto quindi che Bersani è riuscito nell’intento di perdere una vittoria già acquisita (e solo per questo motivo dovrebbe dimettersi se avesse un briciolo di umiltà) e che il M5S non è in grado di governare, la mia idea è quella di una grande coalizione che faccia per un anno le riforme necessarie: legge elettorale, riduzione dei parlamentari, riduzione dei compensi, eliminazione dei contributi elettorali ai partiti. Visto che il Pdl ha ottenuto, come coalizione, un risultato che non si può tralasciare considerato che hanno il Senato e alla Camera hanno perso solo di 0,5% ovviamente in questa coalizione dovrebbe far parte il Pdl ma non Monti relegato ad un ruolo secondario. Invece l’indicazione sembra essere quella di escludere il Pdl in quanto si vede che nessuno ha interesse a fare alleanze col Caimano, ma il problema qui è che ne va del futuro dell’Italia e gli unici ad aver perso siamo stati noi cittadini. Ora allora l’unica cosa intelligente che il Pd possa fare è smettere con la boria che caratterizza gli uomini di sinistra e, siccome erano “programmati” per governare e sono riusciti a perdere, proclami come quelli della Moretti o di Letta non si devono più risentire. Perché il bene dell’Italia non si fa soltanto con un partito mezzo morto ed un movimento disorganizzato composto da persone che non sarebbero in grado di governare!





Sterilità culturale

4 02 2013

Facendo seguito al post precedente, vorrei fare alcune precisazioni: se dal punto di vista politico in queste elezioni ho ravvisato della sterilità nel proporre idee nuove e coraggiose, dall’altro è anche vero che, coerentemente con le mie idee, la sterilità politica non può che essere sterilità culturale. Infatti la politica per me non è altro che un sottoinsieme della società e i pregi/difetti dei nostri politici si possono riscontrare agevolmente anche nella vita di tutti i giorni. La disonestà, l’illegalità ma soprattutto il <<credere di essere più furbi dell’altro>> succede dappertutto ogni giorno in Italia. Se al posto di prendersela soltanto coi politici disonesti buona parte del popolo italiano si guardasse dentro, si facesse un esame di coscienza e si domandasse se per caso ha fatto tutto il possibile per non fregare gli altri al fine di ottenere un indebito vantaggio forse la società italiana potrebbe davvero cambiare. Difatti si da il caso che io creda che a cambiare dovrebbe essere la società italiana e che, di riflesso, cambierebbe pure la politica. Tuttavia non vuole essere questo il motivo del post e quindi verrò al sodo. Girando per blog, leggendo i quotidiani online e i successivi commenti mi rendo conto che anche a livello di popolo abbiamo alcune cose da cambiare e vorrei farle notare in quanto si tratta di atteggiamenti che cozzano contro l’intelligenza (secondo me) e che ci impediscono di essere cittadini obiettivi e soprattutto liberi:

  • La prima categoria di persone che si trova nel Web sono i cosiddetti “servi di partito”, coloro che farebbero di tutto per il proprio partito e che sono pronti a giustificare ogni malefatta dei propri esponenti. Niente da dire contro chi fa politica attivamente e si impegna gratis sul territorio per cambiare (nel proprio piccolo) le cose, ma si da il caso che molto spesso queste persone si fossilizzino su posizioni che devono accettare e successivamente professare come se il partito fosse una sorta di religione. Sono, a mio avviso, le persone meno libere e, forse, le più pericolose per la democrazia in quanto una sana democrazia è fatta di idee mutevoli. Pensare che una persona nasca e muoia con un’idea secondo me è illusorio ma non voglio dire che non sia possibile. Semplicemente è più probabile che se una persona nasce e muore con un’idea nella sua vita costui ha fatto ben poco per cercare di capire, scoprire ed informarsi. Inoltre questa modalità di pensiero si autoalimenta attraverso la lettura di siti, blog e giornali compiacenti che dicano ciò che si vuol sentire. E’ un po’ come diventare degli “yes man”: si ripetono le solite cose, si professano le solite idee e magari si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro piuttosto che la trave nel proprio;
  • La seconda categoria di persone che si trova nel Web sono gli “antiberlusconiani” che negli anni si sono autoalimentati per colpa (pare un paradosso) di Berlusconi appunto. Ho avuto la malaugurata sfortuna di parlare tempo fa con un antiberlusconiano e mi sono venuti i brividi per il semplice motivo che da come parlava, dal fervore che ci metteva eccetera sembrava che non avesse idee se non quelle di essere contro Berlusconi. Voglio spiegarmi: negli anni giornalisti e registi oltre che attori si sono arricchiti parlando di Berlusconi e voglio citare i vari Santoro, Travaglio, Guzzanti e via discorrendo perché hanno visto nei punti oscuri della carriera berlusconiana un’opportunità di fare business. Nel momento in cui Silvio non ci sarà più credo che costoro dovranno inventarsi qualcosa da fare perché la fortuna di molti di loro è data appunto dall’opposizione che hanno fatto in una maniera o nell’altra a Silvio Berlusconi. In generale gli antiberlusconiani credono di avere la verità nel taschino, parlano usando parole che non sanno neanche spiegare cosa significhino tipo “pedofilo” (parola che mi mette i brividi solo a pensare e che non userei con nessuno, ma loro evidentemente ignorano il significato), corruttore, condannato e via discorrendo. Dimostrano di avere un’intelligenza sotto la media, una preparazione di diritto pubblico piuttosto sommaria se non nulla in quanto non sanno che la Costituzione ci dice che una persona non è considerata colpevole fino al terzo grado di giudizio. Ignorano i più elementari articoli costituzionali però nel frattempo si guardano lo show di Benigni sulla Costituzione. La loro casa abbonda di libri politici che vanno però in una sola direzione: la casta e Berlusconi. Sono così terrorizzati dall’idea che Silvio possa prendere il potere che l’unico modo che hanno per evitarlo è fissarsi 24 ore al giorno su certe idee e certi personaggi. Quando tu fai notare loro che ciò che succede in politica succede anche nella società loro si accaniscono contro di te perché sembri berlusconiano. Non importa che tu non abbia mai votato Berlusconi, non importa che tu cerchi quotidianamente di leggere siti di informazione diversi fra di loro per poterti fare un’idea precisa perché secondo la loro ristretta mentalità chi non è con loro è contro di loro. Chi non è antiberlusconiano è per forza berlusconiano. Non esistono vie di mezzo, per loro non esistono persone intelligenti che cercano di informarsi. Loro vedono il mondo o bianco o nero senza tonalità intermedie. Li puoi riconoscere perché in una maniera o nell’altra anche loro traggono vantaggi dal parlare di Silvio: blog anonimi che magari vengono letti da più persone perché all’interno del circolo degli antiberlusconiani l’intelligenza è qualcosa che non si conosce: chi parla male di lui ha il mio appoggio a prescindere da ciò che dice, chi non lo fa ha solo il mio disprezzo in quanto sarà certamente berlusconiano. Quando tu, disgustato dalla politica e da Berlusconi, fai notare che Berlusconi non è pedofilo in quanto non è stato appurato che andasse a letto con minorenni loro non ci stanno, quando fai loro presente che non gradirebbero se tu li chiamassi pedofili non ci stanno. La lettura di siti e blog compiacenti ha ridotto il loro cervello ad una poltiglia che ormai non riescono più a discernere la realtà dalla diffamazione. Quando fai loro presente che una persona è colpevole solo dopo che la Cassazione interviene loro non ci stanno perché nel loro piccolo pensano di essere più intelligenti, saggi e furbi di te tanto da aver già condannato interiormente Berlusconi. Per loro non esiste la giustizia ordinaria ma quella che loro decidono!;
  • Infine ci sono gli antipolitici, alimentati da Beppe Grillo che anche qualche giorno fa ha detto cose allucinanti del tipo: “Speriamo che Al Qaeda bombardi il Parlamento”. Non capisco come un cialtrone di questo tipo riesca ad attirare il 18% degli elettori italiani altrettanto cialtroni. Io ho smesso di votare Lega Nord anche per alcune affermazioni fatte da certi esponenti e non mi capacito di come certi italiani riescano a votare un movimento senza capo né coda, privo di democrazia alcuna e guidato da un pagliaccio! Costoro sono interessati solo a mandare via tutti dal Parlamento come se svuotare il Parlamento e riempirlo possa essere di grande sollievo: se il cancro sta nella società non lo estirpi cambiando persone! Queste persone sono i sovrani del qualunquismo e della generalizzazione: spesso nei commenti ai siti di informazione si leggono frasi del tipo: “Tutti rubano”, “tutti sono disonesti”, “tutti se ne approfittano”, “tutti sono inutili” eccetere. La parola che digitano più spesso è: “tutti”, ignari forse che generalizzando non si va al cuore del problema. Il vizio di dire “tutti sono così” è un modo col quale implicitamente li assolviamo perché nella società facciamo passare l’idea che sia normale comportarsi così. Contesto il loro atteggiamento perché gravemente dannoso per la società e la democrazia italiana: le generalizzazioni sono sbagliate a prescindere perché non sono mai vere, ma al di là di questo il problema più grave e che sono proprio gli esponenti dell’antipolitica a giustificare gli atteggiamenti dei politici! Un atteggiamento intelligente e costruttivo potrebbe essere quello di creare una gogna mediatica per i disonesti sottolineando chi disonesto non è. Nella società non può passare l’idea che tutti siano disonesti perché allora sembrerebbe tutto normale e tra una decina di anni neanche avremo voglia di combattere perché “intanto è sempre stato così e nulla cambierà”.

So che sembra paradossale ma se ci ritroviamo questa classe politica è anche grazie alla sterilità mentale nella società composta da persone che non sono disposte a mettere in discussione ogni giorno le proprie idee ma si creano delle piccole verità o, peggio, generalizzano mettendo in un calderone tutte le persone che non sopportano ma che sono necessarie per lo Stato!





Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!





Storia di un malgoverno

26 01 2013

Intervengo nell’attualità per parlare di una storia di malgoverno che ora è sulle prime pagine di tutti i giornali: la storia di Mps e della città di Siena. Non voglio parlare di colpe che ancora non sono state appurate e che sarà compito dei magistrati accertare, ma voglio unicamente porre i riflettori sul fatto che il modello della città di Siena è finalmente fallito. Finalmente perché sono almeno sei anni che sono a conoscenza della fragilità del sistema: ero ancora alle superiori quando una puntata di Report diceva che l’Università di Siena era l’università più indebitata d’Italia con una serie di operazioni di dubbia natura. La città di Siena, ahimè, si è basata totalmente sul contributo della terza banca italiana. Ma “non è sempre domenica” si dice dalle mie parti e quindi durante questa crisi economica che sta rivoluzionando molto nel mercato come nella testa delle persone anche Mps non poteva pensare di continuare la propria attività come se nulla fosse. Soprattutto se di nascosto ancora dal 2006 (un anno prima che la crisi scoppiasse) aveva contrattato prodotti derivati complessi (mi baso sulla testimonianza di un dirigente di Mps che ad una giornalista disse che nemmeno ci provava a spiegare la struttura del derivato data la sua complessità) sui quali ha perso qualcosa come 700 milioni. La città di Siena ha vissuto a lungo degli utili che la banca distribuiva alla Fondazione che è l’unica (e ripeto unica) che non ha mollato l’osso da quando la riforma Amato ha previsto che le Fondazioni dovevano scendere sotto il 50%+1 di partecipazione nel capitale delle banche. Tutte le banche italiane, per la loro storia, sono associate a delle fondazioni. Ma la Fondazione Mps è l’unica che ha fatto di tutto per avere percentuali alte di partecipazione nella banca nonostante l’intento della legge Amato fosse l’opposto! Forse conveniva a tutti, in città e non solo, avere persone da mettere qua dentro, poltrone da distribuire e soprattutto far crescere la città. Città che, purtroppo, ha fatto il passo più lungo della gamba sapendo di poter contare sugli utili di Mps e credendo forse molto ingenuamente che tali utili non sarebbero mai finiti. Così quando Mps acquistò Antonveneta in un’operazione che i vertici aziendali di allora devono ancora spiegarci, pagando quasi 10 miliardi di Euro qualcosa che poco prima era stata pagata poco più di 6 allora la Fondazione fece un aumento di capitale su un’operazione fallimentare per non diluire la propria partecipazione nel capitale sociale. Così via, Mps finanzia il calcio, il basket e un’università che è (voglio ricordarlo ulteriormente) la più indebitata di Italia. Passo troppo lungo? Qualcosa mi dice di si!

Poi, per carità, non voglio incolpare la Fondazione per colpe che non ha come aver scelto dei dirigenti che si sono dimostrati scorretti visto che si dice che qualcuno concludeva operazioni finanziarie col proprio cellulare e non col telefono aziendale (che secondo la normativa in vigore è vietato in quanto i telefoni aziendali consentono la registrazione delle conversazioni mentre i cellulari personali no). La colpa della Fondazione è stata essere poco cauta, aver pensato ingenuamente che l’epoca d’oro non sarebbe mai terminata e che si potevano fare cose che una città piccola come Siena forse non poteva permettersi. Ora sono davvero curioso di vedere con 4 miliardi di debiti come tirerà avanti sia la Fondazione che la città stessa! Voglio vedere la fine che farà l’università e tutti coloro che hanno mangiato con gli utili della banca! Ma, forse, l’errore più grande della fondazione è stato quello di non controllare abbastanza! Certo, se uno è disonesto il modo per truffarti lo trova sempre per quanto tu stia attento e controlli le operazioni ma possibile che nessuno fra Fondazione, Collegio sindacale e società di revisione si sia accorto di niente? Nel momento in cui queste cose succedono, ahimè, una parte di colpa è da attribuire ai controllori anche se quando si ha a che fare con persone disoneste uno può controllare all’infinito pur non cambiando l’epilogo della situazione. Poi sul fatto di portare questo scandalo in territorio politico io credo che non sia sbagliato. Bersani e i suoi ci dovrebbero spiegare come mai una città governata dal Pd, dal Pci e dal centrosinistra in generale (a prescindere dal partito specifico perché in 20 anni la sinistra è riuscita a cambiare il proprio nome un’infinità di volte) che nomina i membri della Fondazione sia riuscita a: non controllare, permettere questo scandalo e dar vita alla più indebitata università d’Italia. Qualcuno le spiegazioni ce le deve dare ora che siamo in aperta campagna politica! Bersani non può fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia e dire:”Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche”. Ma che cazzo di spiegazione è? Non è forse che il Comune di Siena ha messo dentro la fondazione persone che non avevano i giusti requisiti? Non è forse che anche il Pd ne ha approfittato per distribuire cariche, poltrone e compensi? Chi sono gli appartenenti alla Fondazione? Sono tutte persone del settore o sono anche persone politiche che magari di finanza non capiscono un accidente?

Quando nel titolo parlo di malgoverno mi riferisco appunto a questo! Una parte politica che in una città ha sempre trionfato e governato ora alla resa dei conti dimostra l’ottimo governo che ha messo in campo! Non ha controllato, ha permesso uno scandalo, e soprattutto non ha fatto nulla per evitare che i soldi dell’Imu che la gente si è dissanguata per pagare finiscono in forma di prestito ad una banca. Questi signori che nel loro piccolo si sono resi copevoli di questo malgoverno vorrebbero farci credere che a Roma sono in grado di fare meglio o meno peggio? Perché gli italiani dovrebbero affidare le sorti di questo Paese sfigato ad una congrega di persone che nella loro città simbolo ha fatto il peggio che si potesse fare? In un mondo in cui le banche sono al centro del sistema e delle banche non si può fare a meno (anche se necessitano di regole più severe) come possiamo affidare il Governo ad una persona che dice: “Il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche?” A me, con tutto rispetto, sembra la risposta di un incompetente, di uno che se in futuro si proverà a che fare con problemi più grossi non saprà che pesci pigliare. Da oggi il Pd deve andare nelle piazze e spiegare perché è contro il pagamento dell’Imu quando poi non hanno fatto il possibile per impedire che i soldi dell’Imu andassero al Mps! C’era bisogno di nuovi vertici per sapere quello che era stato fatto? Nessuno tra Collegio sindacale, fondazione e società di revisione si è mai accorto di niente? Qualcosa sinceramente mi puzza! 3 soggetti non si sono accorti di nulla ma i nuovi vertici hanno scatenato il putiferio. Moooolto strano!

Quindi la situazione qual è? In Italia da una parte abbiamo una persona che ha rovinato l’Italia perché ha fatto poco pur avendo i numeri per fare molto che contende la vittoria (anche se non vincerà mai) ad una persona che guida un partito con facce nuove e magari incompetenti se sono della “scuola senese” che potrebbe benissimo essere la rovina del futuro. Tra i due contendenti in mezzo c’è un ex comico che crede di sapere tutto ed interviene a sproposito. Ha le sue idee che potevano andare bene 40 anni fa, non si è ancora accorto del mondo nel quale vive e in assemblea va a dire che il Sig. Profumo non è adatto a guidare una banca. Forse lo stesso comico condannato penalmente in Cassazione non sa che il Dott. Profumo è SOLO indagato e che non ha ricevuto nemmeno una condanna in primo grado. Forse nemmeno sa che il Testo Unico Bancario impone che chi dirige una banca abbia caratteri di onorabilità e professionabilità per cui ci sono una serie di reati per i quali se una persona viene condannata in terzo grado la rendono inabile a guidare una banca. Ergo avrà ragione se e solo se verrà condannato in terzo grado. Ma lui che il terzo grado lo conosce già bene si dovrebbe astenere dal fare campagna politica in un’assemblea dei soci. Mi dispiace solo che il 15% degli elettori rischia di votare un emerito pagliaccio un altro 20% uno che non sa guidare il Paese e un altro 30% una persona che il Paese può benissimo rovinarlo! Ma forse, se questa è la qualità del nostro elettorato, è anche ciò che ci meritiamo!





Comici, politici e buffoni

28 05 2012

Quando i miei studi me lo consentono son ben lieto di aggiornare il blog con qualche commento od opinione. Oggi parlerò di Grillo, del suo “successo” andando a vedere i motivi del perché talune categorie di persone abbiano deciso a votarlo. Va inizialmente ridimensionato secondo me il “boom” giornalistico di Grillo e dei grillini: è vero che hanno conquistato due comuni, e un capoluogo ma è altrettanto vero che la conquista di Parma ha un valore diverso visto come è maturata. Infatti a Parma le malefatte della precedente giunta, i 600 milioni di debito accumulati, le richieste di dimissioni rivolte al sindaco, una parte della giunta inquisita, contrasti interni eccetera hanno giustamente portato i cittadini parmigiani sull’orlo di una crisi di nervi. Poiché, inoltre, le elezioni comunali sono maggiormente sentite era ovvio che la popolazione doveva dare un segnale diverso! Affidarsi al Pd, che tanto meglio del Pdl non è visto che rubano anch’essi come fanno alcune persone dentro la Lega, non era di per sé una soluzione logica, pertanto ecco servita l’alternativa: quando i tempi si fanno cupi, quando la crisi minaccia i posti di lavoro, quando i cittadini cominciano a dimostrare disaffezione verso una politica avida ed incapace, è in quel momento che la scelta di voto ricadrà su un partito di rottura. Che sia il M5S, che sia un partito di estrema destra o sinistra poco cambia visto che anche il cittadino medio vuole esso stesso lanciare un segnale. Il fatto che la maggior parte dei parmigiani abbia votato una persona che fino all’altro giorno faceva l’informatico e non sa nemmeno come è strutturato un Comune (tanto che deve andare a scuola) non la vedo come una scelta effettuata con la finalità di fare il bene del Comune stesso (nessuna persona razionale potrebbe sostenere che votare persone che non sanno neanche come si struttura un Comune significhi fare il bene della propria città) ma come una sorta di punizione alla politica. Sembra un messaggio d’allarme, di salvataggio lanciato dai cittadini stessi stanchi di essere raggirati da politicanti di professione e, sull’onda dei recenti fatti di cronaca, hanno cambiato idea di voto. Quindi stante questa situazione particolare secondo me Parma non va visto come un trionfo ma la sua vittoria va un pochino ridimensionata. Ciò però non significa togliere i meriti al M5S (come Bersani ha provato a fare dicendo di “non aver vinto”). Effettivamente in queste elezioni amministrative dove tutti hanno perso gli unici che hanno vinto sono effettivamente stati i grillini.

Tuttavia questa vittoria non mi preoccupa neanche un po’, anzi, mi rende un po’ soddisfatto. Prima di tutto perché Grillo&Co. avranno finalmente la possibilità di smettere di urlare improperi a destra e a sinistra e di fare qualcosa di concreto. Successivamente quando un partito o un movimento comincia ad ottenere certi risultati è il momento buono che comincia a separarsi e già è cominciato proprio col sindaco di Parma che ha avuto i suoi bei contrasti col comico padre-padrone di un movimento che invece dovrebbe appartenere alla cittadinaza. Inoltre mettere i grillini su qualche poltrona alla lunga ci permetterà di capire che non sono i partiti ad essere ladri ma le persone che vi sono all’interno. I filtri all’ingresso come quelli imposti dal M5S non serviranno a niente perché la disonestà non è un carattere che puoi scovare a priori. Ragion per cui visto che la fedina penale non significa niente e può servire solo se davanti a te hai un mafioso o pluripregiudicato, anche nel M5S alla lunga potrebbero esserci i vari Lusi o i vari Belsito che hanno anch’essi una fedina immacolata. Quindi se questo movimento comincia a crescere, quello sarà il momento giusto per ammirare la loro discesa perché, ribadisco, i delinquenti li trovi dappertutto. In tutti partiti, e non solo! Nessuna persona intelligente e che ragiona razionalmente si permetterebbe di dire che nel M5S c’è una maggiore concentrazione di persone oneste! Secondo quale principio dobbiamo ritenere che i loro candidati siano più immacolati, puri e onesti degli altri? Anche la Lega negli anni 90 diceva di voler togliere i privilegi della casta, e poi come è andata a finire? Quando qualcuno comincia a farsi prendere da questo o quell’altro privilegio poi ne fa un abitudine. Belsito e Lusi (per fare due nomi a caso) non erano delinquenti patentati ma lo sono diventati. Potevano benissimo essere due appartenenti a quel movimento piuttosto che ad un altro, ragion per cui alla lunga si dimostrerà come le mele marce esistono ovunque.

Cosa deve fare la politica? Bè cominciamo col dire che non deve fare come l’Udc che ha proposto l’emendamento nella giornata di venerdì per cui non possono ricevere finanziamenti pubblici coloro che non hanno uno statuto. Combattere in questa maniera il M5S non ha senso perché significa prestar loro il fianco a nuove critiche. Semmai la politica deve da una parte lasciare spazio al tempo (tanto si sbugiarderanno da soli perchè sono nient’altro che una bolla) e dall’altro farsi un sereno esame di coscienza e domandarsi se magari avrebbero potuto fare qualcosa in più per la popolazione. Ovviamente la risposta è ovvia ed è “SI”. Negli ultimi vent’anni la politica non è stato ciò che doveva essere, non ha assolto alla propria funzione e non ha aiutato i cittadini. Ragion per cui al posto parlare tanto del M5S il modo che hanno di combatterlo è cominciare finalmente a fare il proprio lavoro per il quale ricevono il loro onesto stipendio. Se la politica tornasse ad essere ciò che in realtà avrebbe sempre dovuto essere sicuramente riacquisterebbe un briciolo di credibilità. Ma siccome non è mai stato ciò che doveva essere allora a queste elezioni e magari alle prossime paga lo scotto di lasciare punti percentuali e posti in consiglio comunale a queste persone. Mi pare la giusta punizione, meglio loro di qualche estremista!

La mia opinione, l’avrete capito, sul M5S è netta: si tratta di un qualcosa di non ben definito, un movimento creato da una persona di dubbie qualità, con qualche problemino di credibilità che nel blog ho già evidenziato e che per non tediarvi non riporterò ulteriormente. Voglio soltanto dire che non mi sembra il modo migliore quello di fare “politica” (ma si può poi definire tale?) offendendo e mandando a quel paese tutti, dai giornalisti ai politici. Grillo si è spostato dai politici a tutti coloro che gli girano intorno e inoltre evita il confronto, il dibattito perché lui non fa anti-politica, ma anti-democrazia. Lui lascia parlare solo chi desidera lui nei mezzi e con gli strumenti che lui desidera. Ciò significa che in televisione ad esporre il proprio programma non ci va, se ci va non accetta il confronto e il massimo che riesce a proporre è di uscire dall’Euro. E’ ovvio che quando un comico prestato alla politica fa affermazioni di questo tipo evidentemente c’è qualcosa che non quadra! Visto che parla di un evento irrealizzabile e dannosissimo per tutta la Nazione evidente in materia non è né preparato né ferrato. Ci possiamo allora fidare che le persone candidate dal M5S siano più preparate di lui? Se il massimo che questo movimento sa proporre è un comico indiavolato che ce l’ha col mondo e propone di ritirare i risparmi dalle banche e di uscire dall’Euro (dimostrando di non sapere cosa sta dicendo) cosa ci dobbiamo aspettare dalle persone che candida? Inoltre non mi è chiarissimo se si stia dedicando alla politica o alla comicità visto che dal palco di Parma l’altro giorno sembrava molto Antonio Albanese nel personaggio di Cetto Laqualunque! Ma questo è anche il meno, in un mondo ove i comici hanno cominciato a fare i politici e i politici hanno coperto il vuoto lasciato dai comici ho perso tutti i riferimenti possibili ed immaginabili. Quindi a mio avviso il M5S è un movimento con impressa la data di scadenza e, amante della democrazia, son ben lieto che i cittadini parmigiani gli stiano dando la possibilità di convertire in fatti le parole, così possiamo capire se è effettivamente una mera bolla speculativa (e in quel caso non ci dovremmo preoccupare perché Grillo sparirà piano piano) oppure se è davvero qualcosa di concreto e sostanziale che può permettere alla politica di fare quel salto in alto che non ha mai voluto fare. D’altronde nuove sfide servono anche da stimolo talvolta! Mi chiedo soltanto a quanto andrebbe lo spread se avessimo Grillo come Presidente del Consiglio, ma credo che lui saprebbe dargli una regolata con qualche “vaffanculo”!





la politica di Monti

27 03 2012

Sebbene da più parti si sente parlar male di Monti io continuo a conservarne un giudizio positivo. Tralasciando personaggi discutibili come Diliberto, che ormai fuori dalle preferenze degli elettori cerca di attirare su di sè i riflettori con disgustose magliette, o Grillo ed il suo blog con Monti in una bara o anche la Camusso che si mostra tutta d’un pezzo, sì, ma anche inadatta ai cambiamenti e alle novità, mi pare comunque che il consenso attorno all’attuale Governo sia elevato. Poi, per carità, ognuno cerca di far del suo meglio e nessuno metterà d’accordo tutti quindi anche le critiche sono più che accettate e lecite. Tuttavia al di là del consenso che esprimo nei confronti di Monti & co. ci sono alcuni aspetti che non mi son piaciuti e che, secondo me, mal si conciliano con la necessità di dare una spinta alla crescita economica. In particolare sto pensando all’aumentato costo della benzina e all’IMU. Per quanto riguarda la benzina ritengo assolutamente assurdo che sfiori 2 euro al litro quando fino a qualche mese fa tale scenario era solo fantascienza. Posto che un’analisi completa sull’andamento del prezzo della benzina è difficile da fare perchè entrano in gioco diverse variabili come ad es. l’andamento del tasso di cambio euro/dollaro, piuttosto che le diverse guerre nei luoghi ricchi di petrolio, piuttosto che la scarsa efficienza del nostro sistema distributivo eccetera a me interessa focalizzarmi su quello che ha permesso questo incredibile aumento del carburante: le accise. Aumentare le accise sulla benzina è sicuramente molto remunerativo per lo Stato che riceve un entrata non indifferente in virtù della rigidità della domanda di benzina ma dall’altro canto va anche detto che il petrolio è strategico sia per la produzione che per i trasporti. Ergo: come pensi di favorire la crescita aumentando i costi per le imprese e per le famiglie? Ad esempio non si poteva “bastonare” i tabacchi e l’alcool? Non si poteva ad esempio aumentare le accise sulle sigarette e sull’alcool come fanno i paesi anglosassoni che un pacchetto di sigarette lo fanno pagare il doppio? Intanto comunque la domanda delle sigarette è rigida visto che si tratta di un vizio e un buon introito lo ottieni in questa maniera perseguendo due finalità: dai ossigeno alle casse dello Stato e poi magari costringi qualche persona a bere/fumare di meno. Non mi pare così problematico! Inoltre il problema delle accise sulla benzina è che anche quando superiao la crisi quelle rimarranno perchè allora ci saremo abituati a considerare la benzina come un bene quasi di lusso che merita di essere pagata 2 euro al litro!

Secondo aspetto: l’IMU. Ma se vogliamo incentivare la crescita davvero pensiamo di farlo introducendo un’imposta stupida che non ha senso di esistere? Dove si pensa che le famiglie trovino i soldi per pagare anche questa nuova imposta? In più: pago qualche centinaia di migliaia di euro per la mia casa, perchè ne devo pagare altri per il solo fatto che la possiedo? Dove sta il senso di questa imposta? Non è finita: ma se il settore immobiliare è in crisi ancora dallo scoppio della crisi, perchè lo vogliamo ulteriormente deprimere? Adesso le persone non avranno più convenienza ad avere una seconda casa al mare o in montagna e l’effetto naturale sarà che quest’estate vedremo mooolti cartelli “vendesi” fuori dagli appartamenti e il settore crollerà nuovamente: poca domanda, troppa offerta. Quindi alla luce di queste argomentazioni come pensiamo di far ripartire il nostro sistema economico quando lo tassiamo pesantemente anche con l’aumento dell’IVA anche se poi tutto ciò si rivela inutile alla luce degli sprechi che ci sono in Italia (e di un grande spreco parlerò successivamente) e della necessità di dare una spinta all’economia, non di frenarla! In definitiva credo che se anche fosse necessaria la riforma di pensioni e del lavoro quello che ci farà decollare è ben altro e potrebbe essere ad esempio dato dal pagamento dei debiti della P.A. nei confronti degli imprenditori che spesso falliscono perchè hanno un’enormità di debiti che non riescono a riscuotere. Pensiamoci, che poi spesso queste persone si suicidano e poi lo Stato li ha sulla coscienza….