Ingovernabilità attuale o malgovernabilità futura? Scelgo il ritorno alle urne

2 03 2013

Ovviamente le elezioni del 24 e 25 febbraio sono state, anche per me, una sorpresa inaudita: il Pd dato già vincitore si è trovato per meno di 0,5% un numero di seggi pari al 55% dei voti alla Camera mentre al Senato hanno perso. Si aprono ora mille prospettive sul futuro dell’Italia che però continua a rimanere profondamente incerto. Sappiamo bene tutti che al momento attuale manca la governabilità, ma mi preoccupa molto di più se il Pd chiedesse una sorta di alleanza col M5S. Innanzitutto perché il programma del M5S è distruttivo e recessivo per l’Italia e sfido chi ha votato questo movimento a spiegarmi come il no alla TAV, l’uscita dall’Europa, il ripudio del debito pubblico, la nazionalizzazione delle banche e quanto altro siano attuabili e siano seri. Infatti un conto è la presa in giro, il comizio in piazza, ma Beppe Grillo si è alimentato di speranze di persone che hanno poco e vedono, ahimè, nel M5S l’ultima possibilità. Promettere un reddito minimo quando soldi non ce ne sono neanche per la CIG è forse una sciocchezza. Significa essere un comico e non avere idea di cosa sia la politica. Per questo mi perplimo quando sento che il 25% del 75% degli elettori ha votato il movimento di Grillo, perché questo significa aver dato importanza solo alla riduzione dei parlamentari e non a tutte le altre proposte idiote e fuori dalla realtà. Ieri a Servizio Pubblico un operaio sardo, un minatore, spiegava perché aveva votato per Grillo e mi ha fatto capire come costui non credo abbia analizzato la fattibilità del programma di Grillo perché o non ne è capace, oppure ha guardato solo a un proprio eventuale tornaconto. Sul fatto che gli italiani votassero un po’ così come capita non avevo dubbi, ma ben presto l’onda di Grillo secondo me si esaurirà se non riuscirà a tirare fuori idee convincenti più interessanti di quelle che potrebbe tirare fuori un bambino di seconda elementare! Inoltre sia da una parte che dall’altra mi domando come sia possibile che si alleino Bersani e Grillo che si sono reciprocamente offesi durante tutta questa campagna elettorale? Voglio far notare ai fantastici elettori del M5S che l’instabilità politica determinata anche dalla volontà del loro capo di non allearsi con nessuno costerà all’Italia la bellezza di 3 miliardi di Euro l’anno per maggiori interessi sul debito pubblico. Hai voglia a parlare di riduzione di parlamentari e di stipendio degli stessi, ma per raggiungere quella cifra dovresti chiudere il Parlamento! Inoltre….Grillo vuole andare alle consultazioni da Napolitano. Ma il Capo dello Stato per il comico genovese non era quanto di peggio esistesse in Italia? Non lo aveva sbeffeggiato ed offeso nel proprio blog? E poi lui che c’entra con la politica? Sbaglio o ha sempre detto che lui non sarebbe mai entrato in politica? Quindi perché alle consultazioni al Quirinale non manda un elettore grillino? Non è che forse gli elettori grillini non abbiano la propria testa per ragionare ma siano (passatemi il termine) una sorta di scimmie addomesticate che fanno ciò che dice il padrone? Perché seguendo una serie di interviste ai nuovi parlamentari grillini, nessuno ha voluto esporsi sulla questione delle interviste non rilasciate da Grillo. Erano come paralizzati, come se avessero una idea che non potevano affermare perché altrimenti il rischio è un’uscita dal movimento. Visto che ciò è già accaduto, quanto ci metteranno i candidati a ribellarsi in un movimento dove la democrazia non si sa nemmeno che cosa sia?

Visto quindi che Bersani è riuscito nell’intento di perdere una vittoria già acquisita (e solo per questo motivo dovrebbe dimettersi se avesse un briciolo di umiltà) e che il M5S non è in grado di governare, la mia idea è quella di una grande coalizione che faccia per un anno le riforme necessarie: legge elettorale, riduzione dei parlamentari, riduzione dei compensi, eliminazione dei contributi elettorali ai partiti. Visto che il Pdl ha ottenuto, come coalizione, un risultato che non si può tralasciare considerato che hanno il Senato e alla Camera hanno perso solo di 0,5% ovviamente in questa coalizione dovrebbe far parte il Pdl ma non Monti relegato ad un ruolo secondario. Invece l’indicazione sembra essere quella di escludere il Pdl in quanto si vede che nessuno ha interesse a fare alleanze col Caimano, ma il problema qui è che ne va del futuro dell’Italia e gli unici ad aver perso siamo stati noi cittadini. Ora allora l’unica cosa intelligente che il Pd possa fare è smettere con la boria che caratterizza gli uomini di sinistra e, siccome erano “programmati” per governare e sono riusciti a perdere, proclami come quelli della Moretti o di Letta non si devono più risentire. Perché il bene dell’Italia non si fa soltanto con un partito mezzo morto ed un movimento disorganizzato composto da persone che non sarebbero in grado di governare!

Annunci




Sterilità politica

31 01 2013

Quelle del 24 e 25 febbraio 2013 saranno le quarte elezioni a cui assisterò consapevolmente. La prima volta che segui la campagna elettorale fu nel 2001, ero in prima media e mi stavo appassionando di politica. Nel frattempo ci sono stati due governi Berlusconi, uno di Prodi e uno tecnico di Mario Monti. Nel frattempo sono cresciuto, sono andato all’università, ho fatto esperienze varie che mi hnno permesso di cambiare idee e di modellare la mia testa e mi hanno fatto perdere un po’ di interesse nella politica attiva. Certamente ha contribuito il fatto che in tre governi nessuno sia riuscito a cambiare volto all’Italia e adesso siamo in un’epoca che definirei “medievale” e “buia” per mancanza di idee in politica. La politica, oggi come ogg, si sta dimostrando sterile, priva di idee e non riesce a trainare la società come invece dovrebbe fare. Non abbiamo di fronte a noi un futuro radioso perché non vedo nessuno che abbia la stoffa del leader e possa imporsi sui propri deputati e sulla coalizione che guida per il bene dell’Italia. Molto più semplicemente non vedo nessuno che sia interessato al bene dell’Italia o che sia in grado di farlo. Sicchè complici scandali vari quest’anno mi ritrovo con un bel punto interrogativo su chi votare. Da una parte si fa largo l’idea di riconsegnare la scheda senza andare a votare per lanciare il segnale di dire: “Io mi sono presentato ma mi sono rifiutato di votare” mentre dall’altra so benissimo che non cambierebbe lo stato delle cose, sicché cerco un’alternativa. Un’alternativa che però non deve essere una delle tante ma deve essere credibile e votabile, perché votare tanto per votare a me non interessa assolutamente. Premetto che negli anni il modellare la mia testa mi ha condotto (grazie a Dio) a non essere un cosiddetto “servo di partito” e sono orgoglioso di avere una mente libera da ideologie e da partitismi vari perché quando navigo nel Web e leggo alcuni blog o i commenti nei siti dei maggiori quotidiani vedo quanto gli italiani siano succubi nel modo di parlare e ragionare di alcuni partiti o di alcune propagande. Premetto altresì che i miei ideali si collocano nel centro destra all’interno di quella area cosiddetta “liberale” ma non nego che alcuni (pochi) ideali di sinistra siano accettabili e, anzi, da applicare in una società moderna. Detto ciò passerò in rassegna i principali partiti che si candidano alle elezioni per mostrare come, dopotutto, l’Italia è flagellata da pura e semplice sterilità politica:

  • Il Pdl si è disunito, scomparso per un po’ dai radar politici a causa dei troppi scandali dei propri candidati. Un partito certo poco trasparente al quale ne capita sempre una, vedesi un volta per tutte la confusione sulle liste elettorali. Se ha più del 20% dei consensi (secondo i sondaggi) è perchè il proprio fondatore (e proprietario direi io) è sceso nell’arena come un leone. Ma dopo tre Governi Berlusconi non è più attendibile, non gli si può affidare alcunché. Ha troppo spesso illuso le speranze degli italiani e adesso non sta proponendo nulla di alternativo. Parla di togliere l’Imu anche se non abbiamo capito se sono fattibile le contromisure che adotterebbe. I problemi del Pdl sono i problemi di Berlusconi: troppi impresentabili e politica ridotta ad un teatrino. Troppi candidati che dovrebbero essere altrove perché in politica da un ventennio e non funziona il sistema di coloro che sono candidati perchè amici, conoscenti od altro di Silvio. Inoltre l’incapacità di Alfano di dire a Berlusconi di non candidarsi e il fallimento sul tema delle primarie mostrano come il Pdl non sia in grado di esprimere una leadership per il paese;
  • Il Pd non è preso tanto meglio! E’ riuscito a non approfittare dei problemi del loro maggiore concorrente e, anzi, si sono fatti dilaniare internamente da corruzione, tangenti e furti. I casi di Lusi e Penati non giovano al Pd. La creazione di liste pulite non indica nulla perché l’onestà delle persone non si guarda retrospettivamente ma nel futuro. Nessuno ci assicura che queste persone “pulite” un giorno non si trasformino in piccoli Lusi o Penati. Inoltre il recente scandalo Mps addossa diverse colpe al partito che ora dovrà spiegare come è possibile che un partito controlli (male) una banca ed un’intera città. Dovrà spiegare perchè mai i cittadini dovrebbero fare sacrifici per l’Imu quando persone del partito si dimostrano incapaci e dovrebbe dare garanzie sulle persone candidate. Da ultimo l’alleanza con Vendola potrebbe rappresentare un copione già visto troppe volte;
  • Rivoluzione Civile alla quale auguro un flop si basa su un impresentabile: Ingroia. Se la discesa in campo di Ingroia dovesse essere lo specchio della società civile siamo presi bene. Non è certo credibile un soggetto che dalla Magistratura attacca certe parti politiche, viene richiamato dall’Anm e va in Guatemala per qualche giorno per mera operazione pubblicitaria. Poi finita la farsa torna in Italia, chiede l’aspettativa e si candida in politica. Ciò dimostra che la società italiana è ben più malata di quanto credessimo perchè abbiamo perso i riferimenti costituzionali che ci dicevano che magistratura e politica dovrebbero essere reciprocamente indipendenti. E infatti si vede quanto indipendenti siano!
  • Sul M5S non vorrei sprecare troppe parole perché non le meritano. La loro ricetta è banalizzare la politica e mandare tutti a fanculo. Beh direi un’ottima ricetta per uscire dalla crisi. Quella di Grillo di candidare gente comune è garanzia di fallimento perché la gente comune, in quanto tale, non è in grado di Governare o proporre. Quando sento Grillo dire che vorrebbe vedere come Ministro una mamma di tre figli mi preoccupo perché l’economia statale non è economia domestica. Non si tratta di decidere quanto pane e latte comprare ma ci sono concetti ben più difficili ed importanti, scelte che nemmeno Premi Nobel per l’economia saprebbero prendere e qui in Italia tutto viene banalizzato. Quando poi penso alla mancanza di democrazia interna mi viene male: dopo la giornata della memoria sembra di vivere un copione già visto, di uno che con l’arroganza e la forza andava al potere e fingeva di essere democratico. Nel ’22 si chiamava Mussolini, oggi si chiama forse Grillo?;
  • Sulla Lega Nord no comment. Forse hanno perso la bussola! Nei primi anni 90 dovevano cambiare l’Italia e anche loro hanno cambiato le proprie tasche. Troppi scandali, troppo schifo, troppa vergogna per rivotarli. Saranno destinati a recitare una parte marginale per diverso tempo anche se hanno reagito meglio del Pd, Pdl e Idv agli scandali e alla corruzione. Il processo di rinnovamento è tutto da vedere, prima di tutto dobbiamo capire se vogliono ancora l’indipendenza della Padania, se hanno ripiegato sul federalismo o cos’altro;
  • Il Centro con Monti, Fini e Casini è un’accozzaglia impresentabile. Non nego volessi votare per Monti perché è una persona credibile, uno che sa le decisioni da prendere, ha i piedi per terra e non necessita di troppe promesse elettorali. Tuttavia l’alleanza con due “zombi”, due persone che sono inguardabili uno perchè è passato in maniera troppo disinvolta dall’estremo al centro e l’altro perché pur divorziato guida un’alleanza di cattolici mi hanno fatto desistere: non mi va di dare il voto a Monti garantendo un’altra legislatura a due persone che vorrei vedere a lavorare per una volta nella loro vita! Speravo vivissimamente che Monti andasse da solo perchè da Fini e Casini, per me, non ha nulla da guadagnare. Poteva guadagnarci con Italia Futura, poteva rappresentare il cambiamento invece è andato con due persone che vivono di politica!;
  • Infine il movimento verso il quale propendo: Fare per fermare il declino. E’ un partito piccolo, con speranze di entrare in Parlamento ma con la consapevolezza che reciteranno un ruolo molto marginale. Eppure appartengono all’area liberale che a me piace molto e soprattutto sono gli unici che hanno proposto qualcosa. Mentre gli altri si incaponiscono a parlare di Ruby, di processi, di Imu e quanto altro nel sito del partito ci sono 10 proposte per abbassare le tasse, il debito e in generale la pressione fiscale. Sono applicabili? Forse si, forse no. Di certo loro ci provano, fanno ipotesi e non promesse. Le promesse le fanno coloro che sanno di non poterle mantenere. Per me, un partito che si presenta alle elezioni deve dire cosa e come intende farlo. Nessuno l’ha detto, tranne Fare per fermare il declino. Tutti gli altri hanno blaterato discorsi che non stanno né in cielo né in terra, promesse che una volta al Governo sapranno non mantenere. Forse la novità della politica è rappresentata da questa lista. Forse. Io mi voglio ancora illudere, ma voglio che sia un’illusione vera, non come quella di votare Pd perché ci sono volti nuovi nelle liste a partire dal loro leader: uno che è da 20 anni in politica!

Quindi in conclusione si noti come tristemente la nostra politica italiana sta vivendo un momento di declino. Non ci sono nuovi interpreti verso i quali avere fiducia, non ci sono programmi seri e peggio ancora idee convincenti. Io spero che a prescindere dall’appartenenza politica di ciascun elettore, gli italiani prima di andare al seggio si domandino se conviene votare i vecchi attori della politica, coloro che ci hanno portato in questa situazione o se conviene, invece, che si elegga qualcuno di nuovo MA credibile. Perché di comici e buffoni il nostro Parlamento ne è pieno. Non abbiamo bisogno di movimenti appositi!





Santoro contro Berlusconi

11 01 2013

Ieri Servizio Pubblico ha generato la bellezza di 8,6 milioni di telespettatori grazie alla presenza in studio di Silvio Berlusconi. Devo dire che è solo per questo motivo se ho guardato la trasmissione di Santoro-Travaglio perché in realtà la trovo generalmente pesante e noiosa. Invece ieri alle 21.15 ero lì in pole position a guardarmi cosa avrebbero combinato due persone che come ideali sono esattamente agli antipodi. Risultato: ottimo share per la trasmissione, buon risultato di Silvio Berlusconi. Complessivamente, in realtà, la trasmissione è stata scialba e noiosa sia per colpa del leader del Pdl che ha detto le solite cose che ha detto in tutti gli altri show televisivi, sia perché Santoro, Travaglio e la Costamagna hanno incentrato le loro domande su aspetti futili e facilmente “smontabili” quando invece avrebbero potuto politicamente crocifiggere Berlusconi. Purtroppo per lui Santoro si è lasciato sfuggire l’occasione per vendicarsi di colui che promulgò l’editto bulgaro. Tutti coloro che sono intervenuti nella trasmissione non sono stati affatto brillanti e devo personalmente ammettere che a sentire certe castronerie mi veniva persino rabbia. Santoro partiva certamente da un consistente vantaggio per diversi motivi:

  • Innanzitutto giocava in “casa” nel senso che al suo fianco aveva i fedelissimi Vauro, Travaglio e la Costamagna;
  • Aveva di fronte a sé un uomo politicamente morto che deve recuperare 10 punti percentuali nei sondaggi, tanto che per la disperazione è andato pure alla trasmissione del suo più acerrimo nemico;
  • Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crude e possibilità di infierire ce n’erano se solo i giornalisti non si limitassero alle solite futili domande già fatte e rifatte dagli altri conduttori;

Tutto questo vantaggio è stato sprecato e, alla fine, a vincere sul piano personale a mio avviso è stato proprio Silvio Berlusconi. Perché? Innanzitutto perché ha avuto il fegato di andare in una trasmissione ostile dove l’hanno sempre attaccato ed odiato, poi perché è riuscito a parare i colpi dei vari giornalisti e infine cosa più importante perché è riuscito ad indirizzare la trasmissione dove voleva. Berlusconi è un eccellente venditore ed ha una capacità di abbindolare le persone che ha dell’incredibile (Bersani con la sua flemma avrebbe solo da imparare), inoltre sapendo di aver governato 10 anni inutilmente la cosa migliore nella quale poteva sperare era non rispondere direttamente alle domande o evitarle. Ci è riuscito alla perfezione, soprattutto alla fine quando Santoro si è arrabbiato perché è lì forse che si è accorto che Berlusconi l’aveva condotto dove voleva lui. Il leader del Pdl in tre ore di trasmissione non ha detto NULLA di nuovo ed è riuscito a concludere la trasmissione senza andarsene anticipatamente! Tra i due “nemici” è nato un vero e proprio show comico con Santoro che prendeva in giro Berlusconi e Berlusconi che pur dovendo incassare poi è riuscito a non parlare di niente e non fare così una pessima figura. Nonostante tutto questo devo però dire che la trasmissione in sé non mi è piaciuta affatto ed è il motivo per cui non la guardo e non la guarderò. In realtà Servizio Pubblico al pari delle trasmissioni di Santoro è sopravvalutata secondo la mia modesta opinione perché il conduttore campano è riuscito ad ottenerne un vantaggio dall’editto bulgaro in quanto si è proposto come anti-berlusconiano e tutti noi sappiamo che Berlusconi o lo si ama o lo si odia e che attira tanti amici quanti nemici. Quindi la sua fortuna è stata proprio quella di aver trovato un nemico forte come Berlusconi sul quale battere ed incentrare una trasmissione ed un folto pubblico. Tuttavia sia Santoro che Travaglio che la Costamagna così come gli altri che sono intervenuti hanno dimostrato di essere dei giornalisti scarsi e senza alcun mordente. Di seguito spiego il perché:

  • Partiamo dalla persona che più odio: la conduttrice e “giornalista” più sopravvalutata d’Italia: Luisella Costamagna. Mi è capitato di vedere alcune puntate della sua trasmissione su Raitre (nemmeno andata troppo bene se non erro) nella quale riesce a farsi mettere in difficoltà dalla Carfagna e nella quale riesce a far andare via due ospiti politici. Non paga ieri da Santoro ha parlato delle solite cose trite e ritrite che Berlusconi si era già preparato e che sapeva come ribattere. Non un guizzo, non una frase che potesse impensierire l’ospite della serata. Nulla di nulla. Sopravvalutata è forse dir poco perché è semplicemente una giornalista arrogante e questo l’ha dimostrato oltre che nella sua trasmissione, anche in “Otto e mezzo” e pure ieri sera;
  • Il clou della serata è stato l’ “intelligentissimo” commento della signora dagli spalti: forse se l’Italia va male oltre che colpa dei politici è anche colpa di quel tessuto di imprenditori che, non me ne vogliano, sono un po’ ignorantoni su certi aspetti economici e finanziari. Dal mio punto di vista avere un’industria in maggioranza di piccole-medie dimensioni porta ad avere un management inadeguato, completamente inadeguato ed infatti anche la signora di ieri lo ha dimostrato: quando ha parlato di uscita dall’Euro, di politiche monetarie e quanto altro mi sono letteralmente sbellicato. C’è ancora a questo mondo chi pensa che col debito che abbiamo uscire dall’Euro sia una cosa positiva! A parte che gli esiti sono del tutto in dubbio nel senso che nessuno studio serio e concreto è stato fatto sulle conseguenze dell’uscita dell’Italia dall’Euro, ma oltre a ciò nonostante nemmeno gli analisti plurilaureati e con master o i dirigenti di primarie banche d’investimento riescano a fare pronostici su cosa succederebbe, arriva un’imprenditrice bella come il sole che dice :”la soluzione la conosco io (tripudio, abbiamo trovato il salvatore della patria!) e non capisco perché non sia stata attuata (chissà perchè, non possiamo uscire dall’Euro domani, sai com’è ci sono dei tempi da rispettare): è riprendersi la sovranità che abbiamo perduto (eh adesso con la crisi tutti lo dicono e sono pure nostalgici delle svalutazioni competitive!)”. Finito il commento potete immaginare come fossero sbarrati i miei occhi: non capivo se era vero oppure no che un’imprenditrice (non un ragazzino) dicesse una cosa simile in assenza di dati, di simulazioni o quant’altro senza tener conto che i nostri 2000 miliardi di debito pubblico col ritorno alla Lira sarebbero stati aumentati x 2000! Non c’era nessuno tra il pubblico di maggiormente serio e con qualche nozione economica in più?;
  • Il giornalista che è intervenuto alla fine dicendo che Mediaset quando Berlusconi torna in campo guadagna in Borsa ha anche lui dell’incredibile in quanto è meno giustificato dell’imprenditrice proprio in qualità di giornalista! So che esistono approssimativi studi in materia, ma prima di legare l’andamento di un titolo ad un evento così banale ci rifletterei a lungo. So che la tentazione di dire che dietro c’è sempre un complotto ordito da Berlusconi è forte, ma Mediaset va male di suo per la negatività di un periodo congiunturale. Spese pazze in tempi di vacche grasse e ben il 30% di pubblicità in meno hanno provocato perdite di bilancio non indifferenti che hanno fatto crollare il titolo. Che Mediaset riprenda non è poi cosa tanto lontana dalla realtà in quanto la Borsa di Milano nel 2012 è stata tra le migliori. Meglio hanno fatto Francorte e, udite udite, Atene oltre a Madrid. Perché Atene, Madrid e Milano se sono tre paesi in crisi? Semplice: se in un anno ad esempio perdi il 70% è facile l’anno dopo fare il 20% in più perché ormai il tuo titolo vale poco e peggio è difficile fare! Oltre a ciò son convinto (proprio per niente) che il giornalista avrà fatto una seria analisi del fenomeno per poter concludere che Mediaset cresce quando Berlusconi scende in campo! Mediaset ha problemi ben più strutturali come le altre imprese del settore, nessuno va ad investire se a fronte di un fosco futuro Berlusconi scende in campo, anche perché non è candidato alla vittoria e perchè non può influire sulla sua impresa;
  • Travaglio ha perso forse la sua verve? Ha parlato solo dei processi di Berlusconi e altre cose trite e ritrite già dette esponendosi proprio perché lui ha una sentenza passata in giudicata a differenza di Silvio. Ragioni per fare il mazzo al leader del Pdl ce n’erano un casino e ha scelto quella nella quale era più esposto;
  • Santoro si è suicidato con quel video sulla Merkel (sentendo la versione di Berlusconi chi se ne frega del saluto alla Merkel se è vero che al cellulare sbrigava cose più importanti) e poi la frase verso la fine è secondo me stata molto squallida: ha detto che tutti i giornalisti hanno una condanna per diffamazione perché fa parte del loro lavoro. In realtà chi compra i libri o i giornali si aspetta cose vere non inventate o sbagliate. Chi diffama vuol dire che non è un giornalista serio perché sta dicendo una falsità e per quanto anche se io venissi condannato per diffamazione a nessuno gliene frega nulla il giornalista invece delle opinioni fa il suo lavoro. E’ innammissibile pensare che tutti i giornalisti possano avere una condanna per diffamazione tanto fa parte del gioco perchè solo in Italia può succedere dove la categoria dei giornalisti è una cosa indecente! Per lo stesso motivo allora uno che lavora in finanza anche se ha una condanna per insider trading va comunque bene o se è bancarotta fraudolenta ancora meglio perchè “chi vuoi che non ci passi? Fa parte del gioco”. Io mi ribello a questa idea distorta e malata perché ognuno deve avere la responsabilità delle proprie azioni e di ciò che scrive, ergo se diffama una persona perché sbaglia soggetto o si confonde per omonimia (come successo con Travaglio) vuol dire che non sa esercitare il proprio lavoro professionalmente, proprio come un imprenditore che fa bancarotta fraudolenta o un’analista condannato per insider trading!

Questo è tutto. Concludo solo dicendo una cosa: Berlusconi non vincerà le elezioni meno male, non so quanto prenderà e non so se Servizio Pubblico gli sarà servito per rosicchiare qualche punto. Credo che la sua sorte politica sia già segnata però se la sinistra e soprattutto Bersani prendesse un millessimo del coraggio di Berlusconi e la sua tenacia lasciando al legittimo proprietario tutto il resto il Pd sarebbe oltre il 40% invece arranca al 30% e gli ultimi sondaggi Ipsos parlano di difficoltà al Senato come potete vedere in questo link QUI e pure QUA!





L’onestà degli italiani

15 11 2012

I recenti fatti di cronaca politica ci inducono, nuovamente, a fare una riflessione personale. Ciascuno, al proprio interno, dovrebbe domandarsi il perché del proliferare di scandali attinenti ai partiti politici ed ai tesorieri. In precedenti post avevo con forza sostenuto che in realtà ciò che accade in politica altro non è che ciò che accade nella società. I politici non provengono da altri posti se non dalla società civili alla quale pure noi apparteniamo. Sicché i vizi di certe persone possono, sì, essere amplificati da indebiti diritti e privilegi, ma sono causati da vizi presenti nella società stessa. In generale la disonestà non è attribuibile solo ai tesorieri o ai politici ma quando vediamo persone che prendono senza diritto la pensione di invalidità, oppure altre persone che truffano, che evadono eccetera ci accorgiamo che in realtà il marciume non sta dentro ai palazzi ma, ahimè, anche dentro le case. Sono gli insegnamenti sbagliati che riceviamo sin da piccoli che ci portano a costruire una società scarsa! E’ il dover essere circondati da persone che se fanno qualche furbata la dicono in giro perchè qui da noi chi è furbo è anche intelligente! Chi cerca la scorciatoia non viene denunciato ma viene applaudito. E poi, ovviamente, per non essere da meno anche noi vogliamo essere come loro innescando un meccanismo a catena che ci porta proprio qui dove siamo arrivati.

Quindi quando sento persone inveire contro i vari Lusi, Belsito o Fiorito a me vien da ridere perchè magari penso che le stesse persone che criticano al loro posto si sarebbero comportate nella stessa maniera. D’altronde la nostra politica è stata da sempre costellata di scandali, di furti, di indagati e quant’altro! Non è una recente scoperta che certe persone rubano al proprio partito. Forse è qualcosa a cui noi italiani abbiamo da tempo fatto il callo! Non si può pensare che questo quando accade uno scandalo dietro l’altro e quando prima c’è Lusi che spende e spande i soldi dei contribuenti, poi la Lega non vuol essere da meno e vuole pareggiare i conti col Pd. Allora interviene il pdl a dire: “Ma noi chi siamo? I più onesti forse?” E allora ecco Fiorito. A questo punto manca l’Idv ma non voglio infierire di questi tempi visto che l’ha già fatto Report. La conclusione alla quale giungo è che tutti i partiti si comportino alla stessa maniera: se possono tutti cercano di rubare come se già i soldi da consigliere regionale, assessore o parlamentare non fossero abbastanza. Poi vado nella società civile, nei blog e vedo che chi parteggia per il Pd difende il Pd e attacca la Lega dimenticandosi di Lusi, oppure chi è dell’Idv attacca tutti gli altri ancora ignaro della bufera che si sta scatenando su Di Pietro e chi è del Pdl dice: “Così fan tutti”. Questo comportamento di servilismo, a me personalmente, non va giù. L’idea di attaccare gli altri credendo di essere i meglio quando invece la realtà dimostra tutto il contrario per me è significato di servilismo, di annullamento della propria personalità e delle proprie idee per difendere quelle di un partito che, se si comporta in maniera non consona, deve essere “punito” dall’elettorato. Infatti per quanto le mie idee siano ancora vicine alla Lega e nonostante credo che ci sia stata una forte e dura reazione contro quello che è accaduto con Belsito (meglio certamente di tutti gli altri partiti) mi sa che alle prossime elezioni io il mio voto alla Lega Nord moralmente non posso darlo. Non per questo mi comporto da disperato e lo butto nel cestino dandolo al M5S, a questo punto certamente meglio il voto nullo! Mi dispiace solo che certe persone non abbiamo l’onestà di agire in questa maniera: certi sostenitori del Pd o del Pdl nascono e muoiono sostenitori del Pd o del Pdl. Sembra che non vengano nemmeno scalfiti da tutti gli scandali che succedono ogni giorno. Criticano gli altri ma poi se ne fregano quando i loro rappresentanti vanno a mignotte, prendono tangenti, rubano soldi ai partiti eccetera. Sono così bravi a criticare gli altri che talvolta si dimenticano di guardare in casa propria. Dico questo perchè secondo me un voto di protesta alle prossime elezioni ci deve essere. L’idea che torni un governo politico mi fa sinceramente tremare perché tornerebbero i soliti scandali, le solite pantomime, le solite schermaglie, i volti noti al tg serale e così via. In parole povere si può scoprire ciò che si vuole ma nessuno avrebbe una seria ripercussione. D’altronde finché certi italiani non si svegliano ma restano servi del partito non possiamo certo aspettarci un miglioramento del nostro Paese. Concludo con un invito: su la 7 si possono vedere le puntate precedenti del programma di Teresa Mannino (il cui titolo non ricordo). Ad ottobre se non erro è stato invitato a parlare Flavio Insimma che tra il serio e il faceto si è messo a parlare di vizi e virtù degli italiani. Vi lascio QUI il collegamento per vederlo. Credo meriti! Sono cose che non  mi hano per nulla stupito perché, ripeto, le dico da anni, però potrebbero aiutare (se dette da lui) a svegliare gli italiani!





Comici, politici e buffoni

28 05 2012

Quando i miei studi me lo consentono son ben lieto di aggiornare il blog con qualche commento od opinione. Oggi parlerò di Grillo, del suo “successo” andando a vedere i motivi del perché talune categorie di persone abbiano deciso a votarlo. Va inizialmente ridimensionato secondo me il “boom” giornalistico di Grillo e dei grillini: è vero che hanno conquistato due comuni, e un capoluogo ma è altrettanto vero che la conquista di Parma ha un valore diverso visto come è maturata. Infatti a Parma le malefatte della precedente giunta, i 600 milioni di debito accumulati, le richieste di dimissioni rivolte al sindaco, una parte della giunta inquisita, contrasti interni eccetera hanno giustamente portato i cittadini parmigiani sull’orlo di una crisi di nervi. Poiché, inoltre, le elezioni comunali sono maggiormente sentite era ovvio che la popolazione doveva dare un segnale diverso! Affidarsi al Pd, che tanto meglio del Pdl non è visto che rubano anch’essi come fanno alcune persone dentro la Lega, non era di per sé una soluzione logica, pertanto ecco servita l’alternativa: quando i tempi si fanno cupi, quando la crisi minaccia i posti di lavoro, quando i cittadini cominciano a dimostrare disaffezione verso una politica avida ed incapace, è in quel momento che la scelta di voto ricadrà su un partito di rottura. Che sia il M5S, che sia un partito di estrema destra o sinistra poco cambia visto che anche il cittadino medio vuole esso stesso lanciare un segnale. Il fatto che la maggior parte dei parmigiani abbia votato una persona che fino all’altro giorno faceva l’informatico e non sa nemmeno come è strutturato un Comune (tanto che deve andare a scuola) non la vedo come una scelta effettuata con la finalità di fare il bene del Comune stesso (nessuna persona razionale potrebbe sostenere che votare persone che non sanno neanche come si struttura un Comune significhi fare il bene della propria città) ma come una sorta di punizione alla politica. Sembra un messaggio d’allarme, di salvataggio lanciato dai cittadini stessi stanchi di essere raggirati da politicanti di professione e, sull’onda dei recenti fatti di cronaca, hanno cambiato idea di voto. Quindi stante questa situazione particolare secondo me Parma non va visto come un trionfo ma la sua vittoria va un pochino ridimensionata. Ciò però non significa togliere i meriti al M5S (come Bersani ha provato a fare dicendo di “non aver vinto”). Effettivamente in queste elezioni amministrative dove tutti hanno perso gli unici che hanno vinto sono effettivamente stati i grillini.

Tuttavia questa vittoria non mi preoccupa neanche un po’, anzi, mi rende un po’ soddisfatto. Prima di tutto perché Grillo&Co. avranno finalmente la possibilità di smettere di urlare improperi a destra e a sinistra e di fare qualcosa di concreto. Successivamente quando un partito o un movimento comincia ad ottenere certi risultati è il momento buono che comincia a separarsi e già è cominciato proprio col sindaco di Parma che ha avuto i suoi bei contrasti col comico padre-padrone di un movimento che invece dovrebbe appartenere alla cittadinaza. Inoltre mettere i grillini su qualche poltrona alla lunga ci permetterà di capire che non sono i partiti ad essere ladri ma le persone che vi sono all’interno. I filtri all’ingresso come quelli imposti dal M5S non serviranno a niente perché la disonestà non è un carattere che puoi scovare a priori. Ragion per cui visto che la fedina penale non significa niente e può servire solo se davanti a te hai un mafioso o pluripregiudicato, anche nel M5S alla lunga potrebbero esserci i vari Lusi o i vari Belsito che hanno anch’essi una fedina immacolata. Quindi se questo movimento comincia a crescere, quello sarà il momento giusto per ammirare la loro discesa perché, ribadisco, i delinquenti li trovi dappertutto. In tutti partiti, e non solo! Nessuna persona intelligente e che ragiona razionalmente si permetterebbe di dire che nel M5S c’è una maggiore concentrazione di persone oneste! Secondo quale principio dobbiamo ritenere che i loro candidati siano più immacolati, puri e onesti degli altri? Anche la Lega negli anni 90 diceva di voler togliere i privilegi della casta, e poi come è andata a finire? Quando qualcuno comincia a farsi prendere da questo o quell’altro privilegio poi ne fa un abitudine. Belsito e Lusi (per fare due nomi a caso) non erano delinquenti patentati ma lo sono diventati. Potevano benissimo essere due appartenenti a quel movimento piuttosto che ad un altro, ragion per cui alla lunga si dimostrerà come le mele marce esistono ovunque.

Cosa deve fare la politica? Bè cominciamo col dire che non deve fare come l’Udc che ha proposto l’emendamento nella giornata di venerdì per cui non possono ricevere finanziamenti pubblici coloro che non hanno uno statuto. Combattere in questa maniera il M5S non ha senso perché significa prestar loro il fianco a nuove critiche. Semmai la politica deve da una parte lasciare spazio al tempo (tanto si sbugiarderanno da soli perchè sono nient’altro che una bolla) e dall’altro farsi un sereno esame di coscienza e domandarsi se magari avrebbero potuto fare qualcosa in più per la popolazione. Ovviamente la risposta è ovvia ed è “SI”. Negli ultimi vent’anni la politica non è stato ciò che doveva essere, non ha assolto alla propria funzione e non ha aiutato i cittadini. Ragion per cui al posto parlare tanto del M5S il modo che hanno di combatterlo è cominciare finalmente a fare il proprio lavoro per il quale ricevono il loro onesto stipendio. Se la politica tornasse ad essere ciò che in realtà avrebbe sempre dovuto essere sicuramente riacquisterebbe un briciolo di credibilità. Ma siccome non è mai stato ciò che doveva essere allora a queste elezioni e magari alle prossime paga lo scotto di lasciare punti percentuali e posti in consiglio comunale a queste persone. Mi pare la giusta punizione, meglio loro di qualche estremista!

La mia opinione, l’avrete capito, sul M5S è netta: si tratta di un qualcosa di non ben definito, un movimento creato da una persona di dubbie qualità, con qualche problemino di credibilità che nel blog ho già evidenziato e che per non tediarvi non riporterò ulteriormente. Voglio soltanto dire che non mi sembra il modo migliore quello di fare “politica” (ma si può poi definire tale?) offendendo e mandando a quel paese tutti, dai giornalisti ai politici. Grillo si è spostato dai politici a tutti coloro che gli girano intorno e inoltre evita il confronto, il dibattito perché lui non fa anti-politica, ma anti-democrazia. Lui lascia parlare solo chi desidera lui nei mezzi e con gli strumenti che lui desidera. Ciò significa che in televisione ad esporre il proprio programma non ci va, se ci va non accetta il confronto e il massimo che riesce a proporre è di uscire dall’Euro. E’ ovvio che quando un comico prestato alla politica fa affermazioni di questo tipo evidentemente c’è qualcosa che non quadra! Visto che parla di un evento irrealizzabile e dannosissimo per tutta la Nazione evidente in materia non è né preparato né ferrato. Ci possiamo allora fidare che le persone candidate dal M5S siano più preparate di lui? Se il massimo che questo movimento sa proporre è un comico indiavolato che ce l’ha col mondo e propone di ritirare i risparmi dalle banche e di uscire dall’Euro (dimostrando di non sapere cosa sta dicendo) cosa ci dobbiamo aspettare dalle persone che candida? Inoltre non mi è chiarissimo se si stia dedicando alla politica o alla comicità visto che dal palco di Parma l’altro giorno sembrava molto Antonio Albanese nel personaggio di Cetto Laqualunque! Ma questo è anche il meno, in un mondo ove i comici hanno cominciato a fare i politici e i politici hanno coperto il vuoto lasciato dai comici ho perso tutti i riferimenti possibili ed immaginabili. Quindi a mio avviso il M5S è un movimento con impressa la data di scadenza e, amante della democrazia, son ben lieto che i cittadini parmigiani gli stiano dando la possibilità di convertire in fatti le parole, così possiamo capire se è effettivamente una mera bolla speculativa (e in quel caso non ci dovremmo preoccupare perché Grillo sparirà piano piano) oppure se è davvero qualcosa di concreto e sostanziale che può permettere alla politica di fare quel salto in alto che non ha mai voluto fare. D’altronde nuove sfide servono anche da stimolo talvolta! Mi chiedo soltanto a quanto andrebbe lo spread se avessimo Grillo come Presidente del Consiglio, ma credo che lui saprebbe dargli una regolata con qualche “vaffanculo”!





Tornare al voto?Chissà…

13 08 2010

Se c’è una cosa che mi ha sorpreso di questa legislatura è stato il masochismo della maggioranza, capace di arrivare vicino ad una crisi di governo pur con una maggioranza di tutto rispetto. Prima ci si lamentava che i Governi non potevano governare perché avevano maggioranze risicate e che, spesso, i Presidenti del Consiglio venivano “ricattati” dai piccoli partiti. Così successe nel 2008 al Governo prodi. Tuttavia, quell’indegno governo ebbe per lo meno la scusante di avere, per l’appunto, maggioranze risicate. Il centrodestra che ha vinto alle elezioni del 2008 ha invece goduto del pieno appoggio del Paese e per il primo anno le cose sono filate lisce senza intoppi ma con un buon Governo. I problemi, semmai, sono cominciati successivamente; quando, cioè, certi pseudo giornali colpiti dalla crisi economica hanno puntato tutte le proprie fiches sugli scandali sessuali e su prostitute che potevano andare bene per giornali scandalistici. E così è cominciato un vero e proprio massacro sulle abitudini più o meno ortodosse del Presidente del Consiglio che, assieme alle note vicende giudiziarie, ha spostato il focus dai problemi del Paese ai problemi del Premier. Non ho nascosto, recentemente, di aver provato delusione per l’operato globale di Berlusconi (e a proposito mi trovo in sintonia con Luca Cordero di Montezemolo) ma è altrettanto vero che questo Governo si è trovato a dover combattere mostri piuttosto grandi, come il terremoto a L’Aquila e la crisi economica in primis. Tuttavia c’erano ancora le maggioranze necessarie per poter sperare in una legislatura di 5 anni filati. Invece no. Questa volta l’intoppo l’ha creato Fini all’interno della propria maggioranza. Prima partendo con affermazioni del tutto discutibili che hanno avuto come unico effetto quello di spiazzare il suo stesso partito e indispettirlo (si veda la cittadinanza agli immigrati) e poi con proposte più serie ma sempre che non erano state discusse all’interno del partito ma che venivano spiattellate alla stampa. Chiaro, a questo punto, che all’interno del partito nasca un po’ di astio nei confronti di una persona che, per mire personali oppure no, afferma cose che non sono prima state discusse in seno al partito. Unendo ciò alla nota incoerenza di Fini, il puzzle è quasi completato. Quel che è meno comprensibile è perché si sia scatenata un’autentica faida all’interno del pdl tra quelli di FI e quelli di An. Come io dissi per lungo tempo qualche anno fa, la costruzione del Pd e del Pdl è semplicemente fittizia, perché al proprio interno rimarranno divisioni su chi era aennino e su chi era forzista. Così è stato!I finiani sono stati fatti fuori, alcuni son passati nel Pdl, altri son rimasti fedeli a Fini. Nel contempo si sputtanano a vicenda come nulla fosse, dimenticandosi di far parte di un Governo comune, ma soprattutto dimenticandosi di essere parte integrante di un unico partito. Quel che è certo è che non provo la minima stima per gli ex aennini, partendo da Urso ed arrivando a Bocchino, i quali in diverse trasmissioni televisive sono riusciti a dare il peggio di sé stessi. Tuttavia non parteggio nemmeno per gli ex forzisti che non mi paiono certo migliori dei propri compagni di partito. Questo tira e molla, questo mandarsi reciprocamente a quel paese può, in breve tempo, aprire la cosiddetta crisi di governo, perché sembra ingestibile una situazione del genere.

Cosa succederebbe dunque? Chiaramente aprendosi una crisi di governo, il Presidente della Repubblica farà le proprie consultazioni e considerazioni e valuterà la strada migliore da percorrere. Sia essa quella di un Governo tecnico sia essa quella delle urne. Nel primo caso si disattenderebbe il responso delle urne del 2008 ma si cercherebbe di non lasciare il Paese allo sbando durante una crisi economica. Tuttavia, disattendere il responso delle urne sembra più che giustificato dalle vergognose liti interne che hanno attanagliato il Pdl. Diversamente, andare alle urne significherebbe perdere due mesi tanto per cominciare, e magari anche un terzo tra insediamenti, trasferimenti di cariche, e composizione del nuovo Governo. Il tutto mentre attorno a noi c’è una situazione economica tutt’altro che florida. Notizia di oggi, il Capo dello Stato Napolitano non vorrebbe rimandare il paese alle urne, e ben si capisce il perché!Dall’altra parte della barricata però non se la passano certo meglio!Avete mai sentito voi che il partito d’opposizione chieda un governo tecnico piuttosto che le urne prima di una crisi di governo?Per me è la prima volta, così come è la prima volta che sento un altro partito d’opposizione dire nel giro di qualche ora due cose opposte: prima dall’Idv hanno chiesto le urne, poi un governo tecnico. Se c’è indecisione nel Pdl, a sinistra non stanno messi certo meglio!E chi spera in loro, sta bello fresco a mio avviso, perché sembrano timorosi di governare, e timorosi del responso delle urne. Una possibile spiegazione può riguardare l’attuale legge elettorale che non aggrada il centro sinistra con la quale difficilmente vincerebbe. Eppure questa legge premia il partito maggioritario ma non crea distorsioni avvantaggiando l’uno o l’altro. Semplicemente da ancora più potere ad un partito che sarebbe comunque il più votato. E la Lega cosa pensa?La Lega pensa alle urne. Chiaro che pensandola alla Bossi le urne premierebbero il partito leghista che si è ben guardato dall’immischiarsi in baruffe parlamentari tra partiti o all’interno dello stesso partito. Anzi, ha sempre condannato una situazione meschina nella quale era difficile governare il Paese. A questo punto, allora, tanto vale andare a votare!

Quel che penso l’ho già espresso all’inizio dell’articolo. Ritengo vergognoso che un partito che ha avuto questa maggioranza faccia harakiri da solo all’interno di sé stesso, creando correnti e fazioni poco dignitose. Non per essere arrogante, ma allora quel che pensavo sui megapartitoni è tutto vero!Sono semplicemente una farsa, un tentativo di chiamare con altro nome ciò che già conosciamo molto bene!A lungo andare, questa situazione non regge. Avevo detto che poteva essere utile a breve termine (e lo è stato) ma che a lungo termine sarebbe stata problematica la convivenza (e lo è stato sia a destra che a sinistra). Io mi auguro che tutto si rassereni e si calmi. Ma poiché sembra iù un’utopia, allora andiamo semmai avanti con un Governo tecnico e aspettiamo il prossimo anno per nuove elezioni e aspettiamo che il momento diventi migliore e più tranquillo. Nell’arco di un paio di mesi, chissà, magari ciò può davvero capitare!Nel frattempo continuo a credere che sia nel DNA del popolo italiano, nel suo destino, non poter godere di un governo lungo e duraturo che porti a temine la propria “missione”.





Imprenditori alla guida del Paese

26 07 2010

Ho sempre sentito la necessità ed il bisogno che a capo di un Paese ci fosse una persona carismatica e potente. Nella fattispecie un imprenditore di successo. Questo perché ho sempre creduto che le problematiche con le quali avevano a che fare gli imprenditori fossero le medesime che poi si sarebbero trovati ad affrontare a capo di uno Stato. Diversamente, tra mestieranti, faccendieri e lavoratori generici essere Presidenti del Consiglio non era la stessa cosa. Dunque cosa ci poteva essere di meglio di un Silvio Berlusconi premier?Anch’io la pensavo così…E sia ben chiaro che se immutata è rimasta la stima per l’imprenditore, è certamente diminuita quella per il politico, perché ho notato a malincuore che avere un Presidente del Consiglio che è anche uno dei maggiori industriali del Paese può anche non contare nulla. Anzi, se ha troppo le mani in pasta rischia di fare gli interessi personali assieme a quelli della Nazione. Tuttavia, non demordo e continuo a credere che solo un imprenditore sia la personalità giusta per risollevare l’Italia da questo oblio. Ma se Berlusconi non è bastato, come deve essere questo imprenditore?Deve certamente non avere troppo le mani in pasta, e in secondo luogo deve tenere al Paese. Se la prima caratteristica si può esaudire, come si fa a capire quando una persona tiene veramente al Paese oppure no?

A me hanno piacevolmente sorpreso le parole di Luca Cordero di Montezemolo. Un uomo, imprenditore, senza troppo le mani in pasta e che sembra tenere al posto in cui vive. Se è vero che siamo ancora nel campo delle ipotesi e che solo il tempo ci dirà se Montezemolo è interessato al Paese o meno, non è da scartare l’eventualità di questo Signore come  Premier. Le parole che ho sentito in qualche dichiarazione erano parole certamente condivisibili e che hanno ricevuto da me un plauso perché si basavano non tanto sulla retorica quanto sul buon senso. Resta da vedere se Montezemolo ha voglia di rovinarsi con la politica, e se ci tiene a ciò che dice!Tuttavia, non nego che Montezemolo, se vuole, può rappresentare il futuro di questo Paese. Non mi inoltrerò ulteriormente sul perché altre categorie di lavoratori non le consideri adeguate per svolgere questo tipo di lavoro. Si sappia solo che per me l’imprenditore di un certo livello ha a che fare giornalmente con problematiche a carattere globale, e dunque il mesto lavoratore che si ritrova sballottato dall’oggi al domani da una dimensione all’altra che mai potrebbe fare per 60 milioni di persone?E’ anche vero che altri imprenditori hanno deluso le aspettative!Prendete Berlusconi ed il suo ingresso in politica!Per quanto sia e rimanga una delle più importanti personalità nel panorama politico italiano degno di menzione storica, non si può ricordare che fino ad ora ha fatto ben poco che possa essere lasciato ai posteri come testimonianza. Ha in qualche modo utilizzato per propri fini la politica, facendo parallelemente qualcosa per gli altri. Il problema è che nel tempo le sue promesse sono state a poco a poco disattese e questo ha contribuito a formare in me un’idea maggiormente negativa dell’operato berlusconiano che però non va a compromettere l’immagine imprenditoriale che mi sono fatto dell’uomo.

Quello che spero per il futuro è che non ci siano i politicanti di professione, o i mestieranti. Nemmeno gli inutili imprenditori o persone dal carisma pari a zero (si veda Prodi). Ci vuole una persona con polso (e qui il carattere di Berlusconi ci starebbe a pennello) ma con seri interessi per il miglioramento italiano e che sia, magari, un imprenditore. Che costui poi si chiami Montezemolo o in altra maniera, è cosa poco rilevante. Basta solo non si chiami Fini, D’Alema o altro. Questi per me sono semplici mestieranti che hanno una qualche laurea messa via ma che nella propria vita non hanno mai fatto niente se non i politici. Ci sarebbe bisogno di aria fresca, di gente nuova spinta da esigenze nuove e da stimoli diversi che svecchi l’attuale classe dirigente ma che, soprattutto, la migliori. Certo, ci vuole poco, però il pericolo maggiore pare essere quello di un peggioramento della classe dirigente dovuto all’incapacità delle nuove generazioni di capire dove le precedenti hanno errato e ripartire da lì con nuova fiducia, nuovi intenti e nuovi interessi. Quel che davvero mi incuriosisce sarà vedere l’Italia post-berlusconiana. Presto o tardi che sia, credo che assistiremmo ad un rinnovamento sociale, e non solo politico. Nel campo della politica si dovranno trovare nuovi soggetti che abbiano la capacità di tenere attorno a sé una schiera di persone dalle idee politiche eterogenee, ma dal lato sociale, l’intera società italiana dovrà cambiare, perché il capro espiatorio non ci sarà più e non sarà più possibile attribuire la responsabilità di tutto a Berlusconi!Si noterà allora che la mentalità errata non era insita solo dell’attuale Premier, ma che non funzionava qualcosa a livello dei nostri connazionali. E quando si arriverà a questa scoperta sarà una batosta, una doccia gelida, e porterà a due possibili conseguenze: o diremo: <<E’ vero siamo noi ad essere sbagliati (oltre a Berlusconi) e il cambiamento deve riguardare noi tutti non soltanto il Premier o la classe politica>>, oppure: <<Mi costa fatica riconoscere i miei errori, ergo il capro espiatorio non c’è ma può sempre fungere da capro espiatorio quindi addossimogli le colpe del prima, del durante e del dopo>> . Temo prevarrà la seconda mentalità quella che non porterà da nessuna parte. Perché perché ci sia cambiamento c’è bisogno assoluto di una presa di conoscenza del fatto che ad essere sbagliato potrebbe essere la società nel suo insieme e non solo uno, due o tre individui.