Sterilità culturale

4 02 2013

Facendo seguito al post precedente, vorrei fare alcune precisazioni: se dal punto di vista politico in queste elezioni ho ravvisato della sterilità nel proporre idee nuove e coraggiose, dall’altro è anche vero che, coerentemente con le mie idee, la sterilità politica non può che essere sterilità culturale. Infatti la politica per me non è altro che un sottoinsieme della società e i pregi/difetti dei nostri politici si possono riscontrare agevolmente anche nella vita di tutti i giorni. La disonestà, l’illegalità ma soprattutto il <<credere di essere più furbi dell’altro>> succede dappertutto ogni giorno in Italia. Se al posto di prendersela soltanto coi politici disonesti buona parte del popolo italiano si guardasse dentro, si facesse un esame di coscienza e si domandasse se per caso ha fatto tutto il possibile per non fregare gli altri al fine di ottenere un indebito vantaggio forse la società italiana potrebbe davvero cambiare. Difatti si da il caso che io creda che a cambiare dovrebbe essere la società italiana e che, di riflesso, cambierebbe pure la politica. Tuttavia non vuole essere questo il motivo del post e quindi verrò al sodo. Girando per blog, leggendo i quotidiani online e i successivi commenti mi rendo conto che anche a livello di popolo abbiamo alcune cose da cambiare e vorrei farle notare in quanto si tratta di atteggiamenti che cozzano contro l’intelligenza (secondo me) e che ci impediscono di essere cittadini obiettivi e soprattutto liberi:

  • La prima categoria di persone che si trova nel Web sono i cosiddetti “servi di partito”, coloro che farebbero di tutto per il proprio partito e che sono pronti a giustificare ogni malefatta dei propri esponenti. Niente da dire contro chi fa politica attivamente e si impegna gratis sul territorio per cambiare (nel proprio piccolo) le cose, ma si da il caso che molto spesso queste persone si fossilizzino su posizioni che devono accettare e successivamente professare come se il partito fosse una sorta di religione. Sono, a mio avviso, le persone meno libere e, forse, le più pericolose per la democrazia in quanto una sana democrazia è fatta di idee mutevoli. Pensare che una persona nasca e muoia con un’idea secondo me è illusorio ma non voglio dire che non sia possibile. Semplicemente è più probabile che se una persona nasce e muore con un’idea nella sua vita costui ha fatto ben poco per cercare di capire, scoprire ed informarsi. Inoltre questa modalità di pensiero si autoalimenta attraverso la lettura di siti, blog e giornali compiacenti che dicano ciò che si vuol sentire. E’ un po’ come diventare degli “yes man”: si ripetono le solite cose, si professano le solite idee e magari si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro piuttosto che la trave nel proprio;
  • La seconda categoria di persone che si trova nel Web sono gli “antiberlusconiani” che negli anni si sono autoalimentati per colpa (pare un paradosso) di Berlusconi appunto. Ho avuto la malaugurata sfortuna di parlare tempo fa con un antiberlusconiano e mi sono venuti i brividi per il semplice motivo che da come parlava, dal fervore che ci metteva eccetera sembrava che non avesse idee se non quelle di essere contro Berlusconi. Voglio spiegarmi: negli anni giornalisti e registi oltre che attori si sono arricchiti parlando di Berlusconi e voglio citare i vari Santoro, Travaglio, Guzzanti e via discorrendo perché hanno visto nei punti oscuri della carriera berlusconiana un’opportunità di fare business. Nel momento in cui Silvio non ci sarà più credo che costoro dovranno inventarsi qualcosa da fare perché la fortuna di molti di loro è data appunto dall’opposizione che hanno fatto in una maniera o nell’altra a Silvio Berlusconi. In generale gli antiberlusconiani credono di avere la verità nel taschino, parlano usando parole che non sanno neanche spiegare cosa significhino tipo “pedofilo” (parola che mi mette i brividi solo a pensare e che non userei con nessuno, ma loro evidentemente ignorano il significato), corruttore, condannato e via discorrendo. Dimostrano di avere un’intelligenza sotto la media, una preparazione di diritto pubblico piuttosto sommaria se non nulla in quanto non sanno che la Costituzione ci dice che una persona non è considerata colpevole fino al terzo grado di giudizio. Ignorano i più elementari articoli costituzionali però nel frattempo si guardano lo show di Benigni sulla Costituzione. La loro casa abbonda di libri politici che vanno però in una sola direzione: la casta e Berlusconi. Sono così terrorizzati dall’idea che Silvio possa prendere il potere che l’unico modo che hanno per evitarlo è fissarsi 24 ore al giorno su certe idee e certi personaggi. Quando tu fai notare loro che ciò che succede in politica succede anche nella società loro si accaniscono contro di te perché sembri berlusconiano. Non importa che tu non abbia mai votato Berlusconi, non importa che tu cerchi quotidianamente di leggere siti di informazione diversi fra di loro per poterti fare un’idea precisa perché secondo la loro ristretta mentalità chi non è con loro è contro di loro. Chi non è antiberlusconiano è per forza berlusconiano. Non esistono vie di mezzo, per loro non esistono persone intelligenti che cercano di informarsi. Loro vedono il mondo o bianco o nero senza tonalità intermedie. Li puoi riconoscere perché in una maniera o nell’altra anche loro traggono vantaggi dal parlare di Silvio: blog anonimi che magari vengono letti da più persone perché all’interno del circolo degli antiberlusconiani l’intelligenza è qualcosa che non si conosce: chi parla male di lui ha il mio appoggio a prescindere da ciò che dice, chi non lo fa ha solo il mio disprezzo in quanto sarà certamente berlusconiano. Quando tu, disgustato dalla politica e da Berlusconi, fai notare che Berlusconi non è pedofilo in quanto non è stato appurato che andasse a letto con minorenni loro non ci stanno, quando fai loro presente che non gradirebbero se tu li chiamassi pedofili non ci stanno. La lettura di siti e blog compiacenti ha ridotto il loro cervello ad una poltiglia che ormai non riescono più a discernere la realtà dalla diffamazione. Quando fai loro presente che una persona è colpevole solo dopo che la Cassazione interviene loro non ci stanno perché nel loro piccolo pensano di essere più intelligenti, saggi e furbi di te tanto da aver già condannato interiormente Berlusconi. Per loro non esiste la giustizia ordinaria ma quella che loro decidono!;
  • Infine ci sono gli antipolitici, alimentati da Beppe Grillo che anche qualche giorno fa ha detto cose allucinanti del tipo: “Speriamo che Al Qaeda bombardi il Parlamento”. Non capisco come un cialtrone di questo tipo riesca ad attirare il 18% degli elettori italiani altrettanto cialtroni. Io ho smesso di votare Lega Nord anche per alcune affermazioni fatte da certi esponenti e non mi capacito di come certi italiani riescano a votare un movimento senza capo né coda, privo di democrazia alcuna e guidato da un pagliaccio! Costoro sono interessati solo a mandare via tutti dal Parlamento come se svuotare il Parlamento e riempirlo possa essere di grande sollievo: se il cancro sta nella società non lo estirpi cambiando persone! Queste persone sono i sovrani del qualunquismo e della generalizzazione: spesso nei commenti ai siti di informazione si leggono frasi del tipo: “Tutti rubano”, “tutti sono disonesti”, “tutti se ne approfittano”, “tutti sono inutili” eccetere. La parola che digitano più spesso è: “tutti”, ignari forse che generalizzando non si va al cuore del problema. Il vizio di dire “tutti sono così” è un modo col quale implicitamente li assolviamo perché nella società facciamo passare l’idea che sia normale comportarsi così. Contesto il loro atteggiamento perché gravemente dannoso per la società e la democrazia italiana: le generalizzazioni sono sbagliate a prescindere perché non sono mai vere, ma al di là di questo il problema più grave e che sono proprio gli esponenti dell’antipolitica a giustificare gli atteggiamenti dei politici! Un atteggiamento intelligente e costruttivo potrebbe essere quello di creare una gogna mediatica per i disonesti sottolineando chi disonesto non è. Nella società non può passare l’idea che tutti siano disonesti perché allora sembrerebbe tutto normale e tra una decina di anni neanche avremo voglia di combattere perché “intanto è sempre stato così e nulla cambierà”.

So che sembra paradossale ma se ci ritroviamo questa classe politica è anche grazie alla sterilità mentale nella società composta da persone che non sono disposte a mettere in discussione ogni giorno le proprie idee ma si creano delle piccole verità o, peggio, generalizzano mettendo in un calderone tutte le persone che non sopportano ma che sono necessarie per lo Stato!

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Il recente nervosismo di Marco

6 03 2010

Marco Travaglio ultimamente non se la passa affatto bene. Tutto inizia in quella famosa puntata di Annozero ove il petulante giornalista viene attaccato  da Porro (vicedirettore del Giornale) e Belpietro (direttore di Libero) per presunte conoscenze e frequentazioni con personaggi di dubbia rettitudine morale. Difatti, la storia è nota, e i detrattori di Travaglio non hanno perso tempo per tirarla fuori. Si tratterebbe di una conoscenza con una persona di nome Pippo Ciuro, ex sottufficiale della Polizia Giudiziaria che avrebbe organizzato una vacanza a Travaglio e che poi venne accusato di favoreggiamento. Per carità, lungi da me pensare che sia un poco di buono Marco, ma per la miseria! Travaglio è caduto nella stessa trappola in cui molti politici sono caduti: hanno conosciuto varie persone e tra queste c’erano anche i poco di buono (d’altronde non si può chiedere la fedina penale a chi ti viene presentato!) i quali poi si rivelavano essere corruttori, o peggio ancora mafiosi. Nel caso dei politici, una situazione simile riceve enorme eco nei giornali perché in maniera idiota si presuppone che se io conosco una persona o faccio una foto con lui, per forza devo essere in combutta con lui. E invece nulla di più sbagliato!Perché molto spesso sono i rapporti tenuti oscuri quelli più pericolosi, non certo le manifestazioni pubbliche o le foto che si fanno nelle cene elettorali. Finalmente, il buon Marco che fa tanto il moralista, ha provato sulla propria pelle cosa significa essere criticato a priori per una frequentazione sbagliata fatta magari in buona fede. E lui ne sa, eccome se ne sa, quanti articoli ha scritto su questi argomenti per cercare di rimpolpare le schiere di coloro che coltivano un sentimento d’antipolitica. Così quella puntata è finita con una lite verbale, e il giorno seguente addirittura con una lettera di Travaglio stessa, indirizzata a Santoro, e pubblicata sul Fatto Quotidiano nella quale si chiedeva che certe persone venissero estromesse dal dibattito di Annozero perché incapaci di argomentare. Evviva la democrazia!!!Proprio quando le cose si mettono male e due direttori di giornale rispondono per le rime a Travaglio usando la sua stessa arma, ecco allora che lui indispettito di essere stato accusato, chiede la censura di due ospiti del centro-destra. Per fortuna nostra interviene Santoro (e qui dico tutto se affermo che è per fortuna nostra) il quale afferma che mai e poi mai gli ospiti verranno messi in discussione, che non sono loro ad essere cambiati e che comunque rappresentano un pezzo d’Italia.

Io vorrei semplicemente far presente al giustizialista Marco che ciò che Porro e Belpietro hanno detto in quell’occasione era la sacrosanta verità, che nemmeno Travaglio stesso è riuscito a smentire!La verità è che il giornalista ha avuto frequentazioni con questo tipaccio (poi accusato di corruzione) e si è fatto pagare una vacanza. Sicuramente in buona fede, ne sono convinto, ma anche lui è caduto in una trappola molto diffusa. Lo ammetta e se ne faccia una ragione!Capita a tutti sbagliare in buona fede, l’importante è saperlo riconoscere, e Travaglio questo sembra ancora non volerlo fare. Si è accanito contro due “servi di Berlusconi” e convinto di essere nel giusto (come se solo lui sapesse fare giornalismo) ha chiesto la loro censura. Forse è vero che Travaglio non sa sostenere un contraddittorio se non nelle mura amiche (si noti che ad Annozero c’è un pubblico di parte che non si vede da nessuna parte!) e denigrando l’avversario. Perché è fondamentalmente questo che fa!Storpia i vari cognomi, prende in giro i suoi colleghi di centro-destra, li apostrofa come vuole e fonda il suo giornalismo sulla regola transitiva per cui: Se un politico X conosce una persone Y condannata per mafia o corruzione, ergo anche X è un corrotto od un mafioso. Una regola che sul piano matematico non fa una piega, certo, ma che sul piano giornalistico non ha alcuna valenza, tanto che anche il giornalista di Repubblica D’Avanzo tempo fa rimproverò Travaglio proprio per questo suo modo di fare giornalismo. Ma cari Signori, cos’hanno fatto Porro & Belpietro se non applicare proprio questa regola transitiva?Hanno semplicemente sostenuto che anche Travaglio avesse conoscenze poco ortodosse come può capitare a tutti, e lui si è imbufalito perché forse l’immagine dell’eroe nazionale che combatteva con una cricca di mafiosi e corruttori stava vacillando sotto i colpi inferti dalla nuova rivelazione.

Ma l’altro segnale di agitazione, Travaglio l’ha mostrato quando, pur di scendere nel politico ed attaccare Berlusconi, il petulante ed insopportabile giornalista ha attaccato pure un programma tv come Striscia la Notizia che da anni si distingue per la sua serietà, professionalità ma soprattutto obiettività. Sul Fatto Quotidiano di pochi giorni fa era presente una notizia che prendeva un’intera pagina dove si diceva che la cricca di corruttori che ora è in carcere, era riuscita a bloccare un servizio di Striscia la Notizia sula Caserma dei Carabinieri in costruzione a Firenze. Nulla di più falso!Tanto che la stessa trasmissione di Ricci ha argomentato abbondantemente come il servizio non sia stato affatto bloccato ma è andato regolarmente in onda. Il giorno dopo (e questo bisogna dirlo per serietà) sul Fatto quotidiano appare un articoletto di scuse verso Striscia la Notizia. Avrà impiegato gli stessi caratteri per denunciare Striscia?Macché!L’articolo su Striscia prendeva un’intera pagina senza pubblicità e nulla, l’articoletto di scuse se la cavava con qualche colonna striminzita. Giusto per non dare troppo nell’occhio. Io sono dell’idea che tutti noi sbagliamo. Sbagliano i giornalisti a parlare di notizie infondate, sbaglia Travaglio a diffamare le persone e a non ammettere che ha una condanna passata in giudicato in sede civile, ma sbagliamo anche noi a fare la conoscenza di persone poco affidabili e che magari non conosciamo fino in fondo. Nel caso dei politici, poi, questo rischio è ancora più elevato visto che nelle campagne elettorali incontreranno migliaia di persone diverse e non tutte di queste possono essere degli stinchi di Santo. Quel che però dev’essere ovvio è che finché il politico non attua comportamenti illegali non va condannato e denunciato a priori secondo fasulle regole transitive!E così nemmeno Travaglio va condannato per l’errore che ha fatto sul suo giornale o sulle sue conoscenze.

Va invece condannato quando vuole avere una trasmissione, il pubblico, il conduttore e pure gli ospiti tutti per lui; quando chiede la censura o la rimozione di Tizio, Caio o Sempronio solo perché possono essere fastidiosi; quando in un attacco di nervosismo e accecato dall’ideologia attacca a tutto campo una trasmissione che si è sempre distinta per la propria serietà!Insomma, i toni usati da Travaglio non sono né da signori, né da giornalisti, e preoccupa anche la moda che lui stesso ha lanciato e basata sul disgusto ideologico nei confronti di una serie di persone che hanno l’ideologia completamente opposta. Ad esempio, dopo la lite mediatica, alle redazioni del Giornale di Libero sono arrivati una ridda di insulti da parte di fan del Marco Nazionale, nelle quali l’offesa più gentile era “servo”. Si andava poi dal generico “vaffanculo”, a bestemmie, minacce (“Non ti do del lei perché mi fai cagare, vedi d’ora in poi di andare in giro con un impermeabile perché se malauguratamente ti becco in giro ti faccio una spruzzata di merda addosso”) e commenti impublicabili. Sono nati gruppi su facebook intitolati “Kill Belpietro” nel quale si dà del leccaculo analfabeta al direttore di Libero, del servo schifoso, e via discorrendo. Insomma un bel gruppo di signori ben educati verrebbe da dire!Ma al di là delle risate che si possono fare innanzi all’ignoranza altrui, c’è da riflettere su ciò che certi individui hanno creato: Grillo e Travaglio con i loro rindondanti nomignoli volgari ed offensivi, hanno costruito un gruppo di persone che pensa a sé stessi, pensa di essere dalla parte della ragione, che si disinteressano delle istituzioni, e che soprattutto tende ad offendere l’avversario che viene visto più come nemico che avversario stesso!Chapeau!Che dire?Di fronte agli enormi problemi di questo Stato ci mancava pure che un gruppetto di persone si mettesse a predicare l’antipolitica, e l’odio nei confronti degli altri politici. Di certo non risolviamo nessuno dei nostri problemi. Forse non lo facciamo con la politica, ma non lo facciamo nemmeno con queste persone che si improvvisano politici allo sbaragio. Persone che non hanno nemmeno l’idea di cosa sia il contraddittorio, il dibattito, ma che continuano ad offendere le persone e le istituzioni!Una politica mal diretta fa sempre meno male di un’antipolitica ben diretta!L’antipolitica non porta da nessuna parte, ergo perché questi signori non tornano a fare il lavoro per cui sono conosciuti?Torni a fare il giornalista per una buona volta Travaglio, e la smetta di essere ossessionato da Berlusconi!Berlusconi c’è oggi ma domani può non esserci già più, e allora che farà Marco?Smette di fare giornalismo e festeggia per il resto della sua vita, si trova altri nemici, o continua ad insultare ed attaccare Berlusconi anche da morto?E Grillo perché non torna a fare il comico che faceva così bene?Basta con le sue solite pagliacciate, e le regole che nemmeno lui può rispettare (si veda l’accesso vietato in parlamento ai condannati e si veda la sua fedina penale), o con le idee che lui stesso in passato ha liberamente violato!nessuno crede a costoro, e nessuno mai crederà!Ma di certo la recente agitazione di Travaglio qualche segnale forte lo dà. E chissà che anche il suo mito così come è sorto non stia per tramontare!D’altronde nulla è finito e tutto, prima o poi, si consuma!





Tutto il mondo è paese

13 01 2010

Navigando in Internet in certi siti e blog mi ero fatto l’erronea impressione che qualcuno diffondesse, a ragione, che l’Italia era la patria dell’immoralità e propagandava all’estero di vivere in una Nazione senza né capo né coda, sotto regime dittatoriale e dove tutte le stranezze appartenevano al poco glorioso popolo italiano. L’erronea impressione deriva dal fatto che esistono, eccome, persone che propagandano all’estero di vivere in un Paese sotto regime, regolato da enormi stranezze, ma tali persone se prima pensavo che potessero avere un briciolo di ragione, ora mi devo assolutamente ricredere e pensare che alla fine in qualsiasi paese d’Europa tu vada le stranezze le troverai ovunque, anche in quei paesi del Nord che una parte della stampa ci vuol far passare come “duri e puri” ed inflessibili nell’applicazione delle leggi.

Si, almeno sotto questo profilo l'Europa può dirsi unita

Sarkozy: stessa azione di Berlusconi, ma meno scalpore

Ad esempio: quando nella precedente legislatura Berlusconi, il Premier aveva emanato quello che poi divenne famoso per essere l'”editto bulgaro”, pensavo che una simil cosa potesse accadere solo in Italia, dove venivano “esiliati” conduttori di programmi televisivi avversi alla maggioranza governativa. Ebbene, vi sorprenderà il fatto che in Europa (o in parte di essa) accade esattamente la stessa cosa. Sarkozy, infatti, qualche mese fa ha chiuso un programma satirico che aveva pesantemente preso in giro il figlio che, ricorderete, era stato messo a capo di un ente statale francese, suscitando le polemiche di coloro che asserivano al fatto che Pierre Sarkozy era arrivato in quell’ente solo grazie al papà. Un gioco di parentele all’italiana, per intenderci. Con la differenza che in Francia vien poco tollerato. Fatto sta che alla fine scosso dalle polemiche Pierre Sarkozy decide di rassegnare spontaneamente le dimissioni. Tutto finito?No, perché un programma satirico che prende in giro i politici francesi con l’ausilio di marionette, è stato chiuso da Sarkozy Senior in quanto prendeva in giro il figlio. Berlusconi “esiliò” Luttazzi che faceva satira sulla vita privata del premier, Santoro e Biagi perché conducevano programmi anti-governativi (mettiamola così). Le differenze son poche, e risiedono forse nei destinatari dei provvedimenti: nel caso italiano sono i conduttori o i comici, nel caso francese il programma stesso. Ma la sostanza, ahimè, non cambia: c’è sempre un intervento statale volto alla distorsione dell’informazione che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato. Un’altra differenza che si può rilevare sta nel clamore che la notizia ha suscitato: in Italia se ne parla ancora oggi, in Francia non se n’è mai parlato, praticamente. Quotidiani e tv non hanno mai accennato ad una purga da parte del Capo di Stato Sarkozy. E non ne hanno parlato nemmeno gli esterofili italiani, coloro che volgono continuamente lo sguardo all’estero al fine di cercare paragoni possibili con le nostre strutture economiche, sociali o politiche. In questo caso nessuno che abbia detto ciò che di grave (perché io lo ritengo tale in entrambi i casi) ha fatto Sarkozy, preferendo parlare dell’estero solo quando conviene e può essere utile per denigrare l’avversario politico.

Questa estate, poi, uno scandalo colpisce l’Inghilterra che molto spesso dalle colonne dei loro quotidiani attacca la nostra società e la nostra politica. Esattamente quell’Inghilterra che molti italiani prendono ad esempio, dimenticandosi che pure gli inglesi ne combinano di cotte e di crude. In estate il governo Brown è stato scosso dai cosiddetti scandali dei rimborsi spese dei Parlamentari: molti Parlamentari inglesi avevano il vizietto di addebitare alla cittadinanza spese di tipo personale, che andavano dal restauro di un cottage situato nelle campagne inglesi, all’acquisto di componenti per sanitari, fino ad arrivare all’acquisto di dvd pornografici. Insomma, di tutto e di più. Qui però, a differenza dell’esempio precedente, si è giustamente scatenata la bufera da parte dei tabloid inglesi che hanno chiesto le dimissioni dei colpevoli, e di tutto il Governo Brown, ottenendo solo la prima richiesta. Ad onor del vero devo dire che una volta scoperto il trucchetto inglese, i colpevoli hanno fatto mea culpa e si ono dimessi (o volontariamente o su richiesta del partito) cercando di rimediare alla magra figura che avevano fatto. Ma si può forse dare l’idea di un minimo di onestà dimettendosi, se precedentemente hai truffato gli inglesi con una lista infinita di spese personali?Io non lo credo e per quanto, in questi contesti, le dimissioni sono necessarie se non obbligatorie, non riusciranno mai a ridare onestà e dignità alla persona. Ecco perché non trovo convincente quella magra consolazione del dire: “Bè, almeno si è dimesso!”. Si sono dimessi alcuni colpevoli, è vero, ma comunque a me, ipotetico contribuente inglese, darebbe comunque fastidio essere stato truffato da un politico,

Estate movimentata per Gordon Brown: il suo Governo ha fatto pagare di tutto e di più ai contribuenti inglesi....

soprattutto se a seguito della polemica non restituisce nemmeno il denaro illecitamente sottratto al popolo. In Italia sotto questo punto di vista siamo lontani anni luce: se dovesse succedere una cosa simile, i colpevoli forse si scuseranno, ma manterrebbero il loro sedere sulla poltrona che occupano. Difficilmente qualcuno si dimetterebbe, difficilissimo che sia il partito stessa a chiedere le dimissioni del proprio politico, e anche se uno dovesse lasciare l’incarico, possiamo stare certi che esce dalla porta e rientra dalla finestra, visto che l’Italia è quel paese fantastico ed incantato dove se riesce a crearti appoggi risulti praticamente invincibile, e qualsiasi cavolata tu faccia puoi star tranquillo che non ti costerà né il posto né la carriera. Quindi sotto questo profilo, spiace dirlo, ma noi italiani risultiamo ancora superiori agli inglesi: anche loro truffano ed imbrogliano, ma poi si dimettono.

Anche il socialista Zapatero non se la passa bene coi respingimenti!

Terzo esempio: i respingimenti dei clandestini. Quando il Ministro Maroni li adottò molti gridarono allo scandalo, e i confronti con l’estero si sprecarono. O meglio, una parte dell’estero, magari le popolazioni più buoniste e clementi. Perché i respingimenti degli spagnoli pochi li menzionarono sebbene gli strumenti utilizzati dai cittadini di Zapatero siano ben meno umani di quelli utilizzati da noi. Se noi infatti ci siamo limitati a respingere le bagnarole che d’estate e d’inverno arrivano sulle coste siciliane creando problemi per mancanza di strutture adeguate e creando un danno al turismo siciliano, gli spagnoli hanno preferito i mitra, sparando direttamente sulle barche cariche di immigrati che giungono sulle loro coste. Altri paesi quali la Francia non sono tanto buonisti o clementi in fatto di immigrazione clandestina, e tanto meno lo è Malta che manda gli immigrati clandestini verso le nostre coste pur di non accettarli!

Infine, ultimo esempio: lunedì il Ministro belga delle Pensioni, il Sig. Michael Daerden si è presentato in aula visibilmente alticcio, incapace di formulare un pensiero coeso e senza intervallare ogni cinque secondi le proprie parole con dei ghigni. Il punto è che tale signore già in altre occasioni aveva dato scandalo presentandosi “non al massimo della forma”. Il popolo belga ha chiesto le sue dimissioni, ma lui nega di essere stato ubriaco. Fatto sta che nella storia del nostro Paese non ricordo episodi simili di una tale gravità. Non nego che in futuro possa accadere anche in Italia, ma quel che per ora è certo è che nel resto dell’Europa non accade quel che accade da noi, magari non accade che il Presidente del Consiglio sia proprietario di tre reti, o che faccia leggi ad personam, ma ahimè, accadono eventi anche peggiori di questi.

Dunque, attraverso questo articolo ho voluto semplicemente sminuire il mito dell’estero che molti giornalisti (per lo più tendenti a sinistra) sembrano coltivare. Purtroppo questo sentimento distruttivo esterofilo non risulta, alla fine dei conti, un sentimento coerente!Serve solo per avvalorare le proprie argomentazioni, sebbene io abbia già spiegato come si svolge la giornata tipo di un giornalista europeo che deve informare la popolazione di ciò che accade in Italia (), e viene utilizzata solo quando a codesti giornalisti fa comodo. Non si tratta di argomentazioni di valore che vengono utilizzate sia nel bene che nel male!No, parlare dell’estero e fare confronti con l’Italia (che il più delle volte sono confronti stupidi e difficili da fare) va bene solo se se ne vede la convenienza!Parlare di un ministro belga ubriaco, di Sarkozy che si comporta come Berlusconi, o degli spagnoli che affondano le carrette del mare, risulta poco interessante. Infatti, il giornalista che opera in questa maniera, volge lo sguardo al resto dell’Europa per sostenere che siamo noi gli anormali, coloro cioè che si comportano in maniera non idonea o conforme; e che in tutta l’Europa una tal politica, una tal manovra od una tal legge sarebbero semplicemente inaudite. Dunque, quando l’Italia rispetto ad altri Paesi in certi comportamenti si dimostra maggiormente etica e superiore, è chiaro che al nostro caro giornalista esterofilo non interessi più parlare della Francia piuttosto che della Germania: farebbe solo una brutta figura!E questo semplicemente perché alla fine, TUTTO IL MONDO E’ PAESE!!!

Una fantastica foto che mostra il livello di sobrietà di quest uomo





Berlusconi aggredito da Tartaglia: così muore la democrazia

14 12 2009

Purtroppo domenica pomeriggio in piazza a Milano il Premier Silvio Berlusconi è rimasto vittima di una vile ed ignobile aaggressione da parte di uno psicolabile 42 enne che ha gettato al volto di Berlusconi un souvenir. Presto la notizia ha fatto il giro del mondo, e il mondo politico ha respinto con forza questa aggressione. O meglio: quasi tutto il mondo politico, visto che qualcuno ha pensato bene di dissentire! Il volto tumefatto di Berlusconi oggi è presente in copertina nei quotidiani italiani e, devo dire la verità, questo gesto pazzoide l’ha veramente ridotto ad un mostro degno di Frankestein: due denti rotti, il setto nasale incrinato, sangue che usciva dalle labbra, e una frattura allo zigomo. Peggio non poteva andare. O forse si?Forse il souvenir avrebbe potuto centrare l’occhio e allora le conseguenze sarebbero state ben più gravi. Fatto sta che lo squilibrio mentale di una persona non attenua minimamente ciò che è stato fatto. E tanto meno ci esime dal considerare chi sono i veri responsabili di questo attacco che Bossi l’ha definito senza remore un “attacco terroristico”. Io ho individuato tre categorie di persone che negli ultimi mesi hanno attivamente collaborato a riscaldare all’inverosimile il clima della politica italiana dando l’immagine in Italia e all’estero di un Presidente del Consiglio fascista e che non rappresenta la popolazione italiana:

a)La politica: In primis certi esponenti politici assetati di voti e di fama, hanno attaccato su tutti i fronti il presidente del Consiglio, delegittimandolo e delegittimando implicitamente pure il popolo. In particolare, il Sig. Di Pietro ha costantemente definito Silvio Berlusconi come fascista, piduista e mafioso, estendendo l’aggettivo fascista pure all’attuale Governo che di fascista non ha nulla, in primis perché è stato legittimamente eletto dalla popolazione italiana. Credo che col proprio atteggiamento, Di Pietro abbia una parte di responsabilità se poi un matto scaglia un oggetto addosso a Berlusconi. Perché se per mesi senti la solita solfa di un magistrato che definisce il Premier fascista, asserisce di vivere in un regime od in una monarchia, senza portare dati certi a proprio sostegno, allora è chiaro che è facile che qualcuno si ribelli a questo ipotetico regime anche con l’aggressività. Ma d’altronde Tonino aveva anche avvertito che ci sarebbero potute essere gravi conseguenze per Silvio Berlusconi!Questa risulta essere la politica dell’Idv: una legittimazione continua ed assoluta per tutte le cariche politiche. Berlusconi è mafioso, piduista e fascista, il Governo lo è altrettanto, i magistrati della Corte Costituzionale sono in combutta col Pdl, e per finire Napolitano non è né vigile né attento. Insomma, Tonino non accetta l’idea che gli italiani abbiano dato mandato a Berlusconi di governare l’Italia per cinque anni e cerca in tutti i modi di delegittimare le cariche politiche ritenendosi forse più adatto a governare. Peccato che abbia un misero 5%!Tristi e gravi sono state le sue parole a caldo dopo l’aggressione: pur deplorando ogni violenza, il leader dell’Idv ha detto che Berlusconi istiga e che dunque la colpa sarebbe dell’aggredito e non dell’aggressore. Questa risulta essere solo l’ultima tra le brutte figure fatte da Di Pietro, che ancora una volta ha dimostrato chi è veramente, e quanta democrazia ha all’interno del proprio Dna;

b)I giornalisti: Da parecchi mesi certi giornali e certi giornalisti cercano di sovvertire l’ordine costituzionale facendo becero giornalismo da due soldi. Rovinano l’immagine dell’Italia e del Premier parlando di legami con la mafia inesistenti e parlando di scappatelle extraconiugali che di giornalistico hanno ben poco. A ridosso delle elezioni, poi, questi giornali cercano di rovinare ulteriormente l’immagine del centro destra con nuove ed esilaranti inchieste che dovrebbero avere l’obiettivo di abbattere i consensi del Pdl. Guarda caso questa offensiva è cominciato proprio quando il Premier godeva di un sostegno incondizionato da parte del popolo italiano, e quando i sondaggi davano Berlusconi al 60/70% della fiducia. Anche costoro sono responsabili di quanto accaduto domenica pomeriggio, perché attraverso l’immagine ignobile che hanno dato di Berlusconi, hanno contribuito notevolmente ad istigare pazzi e dissidenti. Gente ad esempio come Travaglio e Santoro parlano di Berlusconi un giorno sì ed un altro anche, includendolo anche laddove non c’entra nulla. Il Fatto quotidiano e la Repubblica veicolano il messaggio ceh il Premier non goda più della fiducia del popolo italiano e sia giusto dunque buttarlo giù dalla poltrona, mentre le elezioni europee dicono esattamente il contrario. Infatti, ieri a Milano al comizio di Berlusconi erano presenti alcuni dissidenti con le copie de “Il fatto quotidiano” che intralciavano la manifestazione gridand “Buffone” all’indirizzo del premier. Non capisco come mai i sostenitori del Pdl non vadano ad intralciare le manifestazioni altrui, di Grillo, Travaglio, Di Pietro o dell’Idv, mentre costoro se lo possono permettere. E’ assai probabile che il loro concetto di democrazia sia lontano anni luce da quello comunemente condiviso. E’ infatti inaccettabile che quotidiano strampalati veicolino il terribile messaggio di una sollevazione popolare nei confronti di una carica eletta democraticamente dal popolo.

c) Altri: nella terza categoria rientrano intellettuali e persone comuni che sono vittime di questi messaggi d’odio politico trasmessi dai partiti e dai quotidiani. In particolare, il gruppo creato su Facebook e intitolato: “Piantiamo una pallottola in testa a Silvio” è assolutamente terribile e sconvolgente. Anche perché è facile, da messaggi idioti come questi, trovare un pazzo che pianti realmente una pallottola in testa a Silvio. In America ci sono riusciti più volte, l’ultima con JFK, il cui cervello schizzò da tutte le parti per colpa di un fanatico comunista. Quindi c’è ben poco da scherzare su temi come questi. Inoltre film di dubbio gusto come Shooting Silvio fanno passare esattamente lo stesso messaggio: Silvio Berlusconi altro non è che un tiranno che va assolutamente detronizzato con le buone o con le cattive. Quelli che pensano un’assurdità simile sono poco inclini ad accettare la democrazia e le sconfitte politiche. Berlusconi, infatti, è riuscito a creare ben due partiti che son sempre rimasti sempre all’apice della scena politica italiana. Da quando è sceso in campo, Silvio Berlusconi  stato tre volte su cinque Presidente del Consiglio e una quarta volta ha perso per una manciata di voti!Questa è storia politica italiana, e chi non la vuole accettare può anche andarsene da questo Paese che vuol continuare a vivere secondo le regole proprie della democrazia.

Quello che però mi incute maggiore timore, sono i commenti tra l’idiota e il goliardico apparsi su social networks, blogs, forum eccetera. Molti ineggiano ad altre aggressioni contro Berlusconi, altri vorrebbero far santo Tartaglia, altri ancora sperano in altre 10, 100, 1000 Tartaglia. Insomma, un’escalation di violenza inaudita che ci riporta indietro nel tempo, quando non si usava la dialettica per discutere ma il tritolo. Credo che sia un segno di estrema civiltà se tutti correggessimo il tiro: possiamo accettare o meno una maggioranza, ma quel che non deve mai mancare è la nostra disponibilità ad un confronto serio e corretto basato sulla dialettica: non sulle illazioni, o sulle azioni violente. Concludo questo lungo articolo affermando di non comprendere chi sia più pazzo fra lo psicolabile che ha scagliato la riproduzione del Duomo addosso a Berlusconi, o coloro che, pur essendo sani di mente, concepiscono la violenza come necessaria per l’espressione delle proprie idee. Se è vero che siamo uomini, deponiamo la violenza e discutiamo attraverso la dialettica: le aggressioni lasciamole agli animali!





Giornata tipo di un giornalista europeo

13 12 2009

Recentemente si fa un gran parlare del giornalismo europeo. In particolare, ci si riferisce ad esso quando critica il Governo o il premier Silvio Berlusconi. Molti pensano che poiché sembrano imparziali, essi possano confezionare una notizia migliore dei nostri giornali. Per quanto io stesso dica che il giornalismo italiano è alla frutta (se non al dessert), visto i finti scoop che è costretto a confezionare pur di vendere copie, non ritengo che il giornalismo europeo sia tanto migliore.

In primo luogo perché anche il giornalismo europeo è politicamente schierato: così come noi in Italia abbiamo i nostri giornali di partito, lo stesso esiste in Inghilterra, in Francia, Spagna e altrove. In tutti questi paesi esistono giornali che propendono a destra o a sinistra e che dunque estendono questa loro ideologia anche in ambito europeo oltre che in ambito nazionale.

In secondo luogo perché solo una misera parte delle notizie che compaiono su El Pais, Le Figaro, Le Monde, Times,…. vengono pubblicate da inviati che vivono stabilmente nel nostro Paese. E questo, se mi pemettete, non è un particolare da poco se consideriamo che una situazione ed una società per criticarla deve essere vissuta in prima persona. Dunque sono pochi i giornalisti spagnoli, francesi, tedeschi od inglesi che mettono piede nel nostro Stato per domandarsi veramente cosa avviene. E sono ancora minori coloro che oltre a mettere piede, cercano il capire il perchè di certe azioni politiche, economiche e sociali. Per fare ciò, infatti, dovresti vivere nel Paese per parecchi anni ed assimiliare il modo di pensare e di agire proprio di quella Nazione. Sappiamo benissimo però che i giornali di così tanto tempo non dispongono: se viene fuori una bufera mediatica su Silvio Berlusconi, le redazione ne devono approfittare quanto prima!Altro che assimilare la cultura dell’Italia…Qua sono in ballo centinaia di copie da vendere e dunque denaro da intascare!

Il terzo motivo è anche il più divertente nonché il più tragico: i giornalisti europei (per loro stessa ammissione) raccolgono le notizie del nostro paese, indovinate un pò dove?Nel posto più ovvio: i giornali italiani. Costoro, dunque, leggono il Corriere della Sera e la Repubblica e poi pubblicano la loro notizia che può servire ad uso e consumo nazionale. E fin qui nessun problema. I problemi semmai nascono quando i nostri politici e noi persone comuni guardiamo agli Stati esteri come a degli oracoli. E qui ci scappa la risata, perché l’italiano medio dice: “Hai visto, pure gli spagnoli contestano Berlusconi!Se lo dicono loro che vivono altrove, allora sarà vero!”. Peccato che la notizia che questo ipotetico italiano medio legge, non è altro che la trasposizione di una notizia che più o meno è già stata pubblicata sul Corriere della Sera o su La Repubblica. Dunque, politici come Di Pietro, e giornalisti come Santoro e Travaglio che danno molta importanza a quel che scrivono i tabloid inglesi e i giornali esteri, sbagliano profondamente a dire che facciamo una pessima figura all’estero, perché in questo caso la magra figura la stanno facendo loro per sé stessi e per noi italiani.

Certi giornalisti europei, infatti, hanno espresso profondo disappunto circa il nostro interesse nei confronti delle notizie riguardanti l’Italia che compaiono nei loro quotidinai, perché essi stessi ammettono di prelevarle dai nostri giornali. Dunque sembra un gioco a chi è più imbecille, perché i nostri giornalisti scrivono una cosa, i quotidiani stranieri la riprendono, la traducono e un pò la modificano, e la pubblicano. Nessuno di loro si immagina che esistano persone in Italia interessate all’articolo, ed invece esistono. Non solo: esistono e su questi articoli fondano le proprie argomentazioni. E molti di loro essendo giornalisti vivono prettamente di argomentazioni!Ora finalmente capite chi veramente ci fa fare una figura meschina in Europa!Finalmente capite che non ci prendono in giro per Berlusconi, o per Pulcinella, ma per avere nel nostro Stato persone tanto stolte che leggono i giornali stranieri e attraverso le loro argomentazioni formulano delle idee. Costoro forse devono ancora arrivare alla logica conclusione che noi italiani possiamo conoscere meglio la nostra Nazione rispetto a certi europei che si sollazzano a Parigi, a Londra o a Madrid e che l’Italia la conoscono solo in cartolina!





Opposizione al paese

20 11 2009

Dalla politica giungono notizie preoccupanti sullo stato di saluto del nostro Paese. Vedo un Governo che cerca di portare a termine il proprio operato (bene o male non lo analizzerò in questo intervento), mentre dall’altra parte della barricata vedo una sinistra ed un’opposizione (più in generale) che al posto di opporsi alle azioni di Governo, si oppone ad una persona: il Premier. In un periodo di crisi economica, speravo che per una sola volta in 150 anni la politica e il popolo italiano si mostrassero uniti. Speravo vivamente che il bene comune potesse trionfare sull’arrivismo dei singoli partiti, e invece mi sbagliavo. Un esempio: la politica portata avanti dall’Idv non è un’opposizione propositiva al Governo, ma è un’opposizione al Premier. Tanto che loro sarebbero disposti a sputtanarlo in tutte le salse, anche all’estero, nuocendo gravemente all’immagine italiana. Perché se c’è una cosa che non si è capito, è che un’opposizione che mira ad indebolire il ruolo del Premier affidandosi anche ai giornali esteri, mira implicitamente a peggiorare l’immagine del popolo italiano. E questo non riesco ad accettarlo, perché io se fossi all’opposizione farei opposizione propositiva sui contenuti, non sull’immagine di una persona!Ad esempio, sempre l’Idv, pur di perseguire i propri obiettivi di incremento dei voti, sarebbe disposta a dare l’immagine di un’Italia in decadenza per colpa del Premier.

Invece nei rapporti internazionali ci vorrebbe maggiore orgoglio di appartenere alla propria Nazione, anche evitando di portare in Europa o nel mondo le nostre lotte interne. Poi c’è il Pd che in crisi d’identità non sa che pesci pigliare. Così, per non rimanere con le mani in mano ha iniziato ad attaccare la figura del premier, andando a pescare nella sua vita privata. Fino ad ora l’unica opposizione che è stata fatta riguardava la vita privata del Premier. Tutti i partiti che nel 2008 hanno perso, ora si sentono in diritto (ma dove sta scritto) di chiedere le dimissioni del Premier e del Governo, pressando la maggioranza, facendo leva su scandali sessuali o sulla vita privata dei componenti del Governo. Oppure ipotizzando finte lotte intestine che tutti sanno che non esistono. Esiste una massa di persone che chiede che si vada a nuove elezioni e nel Web nascono spontaneamente manifestazioni di dissenso nei confronti di questo Governo. La mia opinione però, è che negli ultimi mesi si sia spinto troppo nella direzione di sfiduciare l’attuale Esecutivo e instillando dubbi sul fatto che sia ancora rappresentativo della popolazione italiana. In poche parole si cerca di delegittimare l’unico potere che è stato democraticamente scelto dal popolo italiano. Non solo: il medesimo popolo si è riconfermato un anno dopo (nel 2009) allorché è stato chiamato alle urne per votare alle amministrative e alle regionali. Il popolo italiano ha nuovamente espresso, in quella sede, un verdetto inequivocabile: l’attuale maggioranza rappresenta ancora la maggioranza relativa degli italiani. Tuttavia, questo non ha placato l’opposizione la quale ha continuato nella sua opera (anche attraverso i giornali) di attacco tout court alla maggioranza. Fino ad ora posso confermare l’impressione che quella che ho visto non sia stata un’opposizione propositiva, ma un’opposizione che ha fatto dell’antiberlusconismo la sua arma principale. Non so se sia una tattica vincente, o meno, ma quel che è certo è che questo tipo di opposizione non giova al Paese. Non chiedo, né pretendo, che vi sia una minoranza che assecondi il Governo, tanto meno mi aspetto che l’opposizione non attacchi l’Esecutivo. Poiché ideologicamente le due fazioni sono distanti mille miglia ci sta che uno faccia le leggi e l’altra fazione le contesti. Quello che però faccio difficoltà ad accettare è che innanzitutto l’opposizione non sia propositiva ma non distruttiva: io sono abituato a contestare qualcosa proponendo una valida alternativa. Criticare senza proporre nulla l’ho sempre trovato un’idiozia infinita. Inoltre, contesto il fatto che l’opposizione se vuole recuperare voti, dovrebbe puntare sul Paese e sull’antiberlusconismo. E’ già stato ampiamente dimostrato che dell’antiberlusconismo agli italiani non interessa nulla. Non interessa sapere con chi va a prostitute, non interessa sapere che amici ha, e non interessa nemmeno con chi va a letto. E’ un bene che l’opposizione contesti certi disegni di legge ritenendoli ad personam o in conflitto d’interessi, ma non adduciamo sempre la colpa a Berlusconi!Perché quando costui non ci sarà più su cosa punteranno tutti i partiti che fino ad ora hanno trovato una certa qual soddisfazione nell’attacco personale?

Se questa è la precaria situazione dell’opposizione, la maggioranza non è molto meglio!Alla maggioranza contesto l’eccessivo utilizzo di decreti legge e di fiducie. Però, la colpa è duplice in questo caso: del Governo che diminuisce l’importanza del Parlamento e del Presidente della Repubblica che consente ciò, firmando ciascun decreto legge. Napolitano potrebbe, ad esempio, contestare il requisito di necessità ed urgenza che sta alla base dei decreti legge!Contesto alla maggioranza, inolte, il fatto che prenda troppo sul serio la politica dell’opposizione e l’antiberlusconismo. Se fossero più svegli si concentrerebbero maggiormente sul Paese e sulla crisi social economica, piuttosto che discutere e polemizzare di Berlusconi!Contesto anche il fatto che ci siano delle persone arriviste che si stanno già preparando alla lotta per la successione: così facendo rischiano di spaccare la maggioranza in un momento economico delicato. Infine credo che la maggioranza abbia sbagliato, al 50%, a non tentare di fare riforme condivise ma, al primo no dell’opposizione, è partita come un treno forte dei numeri che ha in Parlamento.

In un periodo difficile e complicato, auspicavo realmente che maggioranza ed opposizione potessero trovare una convergenza: potessero collaborare in qualche maniera per il bene del Paese come avevano lasciato indendere a maggio 2008. Ora, invece, si vede una spaccatura notevole che permette alla maggioranza di prendere le decisioni che preferisce (in virtù dell’ampia maggioranza), e che permette all’opposizione di basare la propria politica sull’antiberlusconismo sperando di ottenere qualche risultato positivo tra 3 anni. La realtà è che l’opposizione dovrebbe fare un passo gigantesco verso la convergenza, per il semplice motivo che l’attuale maggioranza ha i numeri per fare le politiche che più preferisce. L’opposizione non ha alcun diritto ulteriore oltre a quello di opporsi alla maggioranza (non al premier, ma alla maggioranza), sebbene lo diano a pensare. Io auspico una convergenza che si deve realizzare da ambo i lati, sapendo però che il paese più grande lo deve fare la sinistra che attualmente non ha i numeri né le ragioni per imporre la propria visione delle cose. Io la speranza non la perdo, ma è chiaro che ciascuno di noi deve cambiare atteggiamento: basta con quei programmini che sotto l’etichetta di approfondimento culturale e dibattito politico attaccano il Premier, basta con quei giornali che sposano una logica commerciale piuttosto che una logica d’informazione e culturale!Se vogliamo davvero fare del bene al Paese, opponiamoci ai contenuti e non alle persone. Ben venga un’opposizione a riforme ad personam della giustizia, purché sia motivata e non dettata dall’ideologia. Se vogliamo davvero rinascere, credo sia doveroso accantonare il nostro personale vantaggio (sia esso consistente in un numero maggiore di copie vendute del nostro giornale, si veda Travaglio, o lo share più alto nella nostra trasmissione, si veda Santoro), per metterci a disposizione dell’intera communità. Nessuno afferma o pensa che l’attuale maggioranza sia infallibile e non sbagli (anzi talvolta lo fa), ma dobbiamo evitare due cose: a) pensare che la maggioranza stia sbagliando mettendo il nostro pensiero al di sopra di quello altrui. La maggioranza prende delle decisioni secondo la propria ideologia. Essendo essa diversa dalla nostra, è chiaro che la possiamo pensare diveramente. Tuttavia nessuno si deve permettere di porre il proprio pensiero al di sopra di quello altrui, in quanto non c’è scritto da nessuna parte quale sia il pensiero “giusto” e quale quello “sbagliato”. La stessa nozione di pensiero ci fa capire come esso sia soggettivo, quindi quando affrontiamo un argomento dovremmo avere per lo meno la decenza di iniziarlo con un “Secondo me”, un “Credo”, o un “Ritengo”. b) Non dobbiamo assolutamente tentare un golpe ideologico: l’attuale maggioranza si è insediata democraticamente dopo una consultazione del popolo. Si è riconfermata (l’attuale maggioranza) alle elezioni dell’anno successivo. Su quali basi possiamo pensare che la maggioranza non sia più rappresentativa del popolo italiano?Non è che chiediamo le dimissioni solo perché le nuove consultazioni potrebbero favorirci in qualche maniera?A questo dobbiamo pensare, e dobbiamo anche rispettare il fatto che il popolo ha democraticamente eletto il Parlamento dando mandato, per cinque anni, all’attuale maggioranza di governare in conformità alle leggi. Fino ad ora le leggi non sono state violate e qualsiasi legge incostituzionale od illegittima è stata prontamente levata. Perché mai il centro destra dovrebbe dimettersi rinunciando al legittimo e democratico esercizio delle proprie funzioni???





E Santoro raschiò il fondo

31 10 2009

Giovedì scorso ho guardato attentamente la puntata di Annozero in cui si parlava di ricatti, e ho avuto l’impressione di una enorme farsa. Perché? Semplicemente perché a mio avviso la puntata è stata organizzata in maniera errata: si è iniziato a parlare di Marrazzo come vittima addolorata (alla pari dell’articolo di D’Avanzo su Repubblica di sabato scorso), si è giustamente incentrato il discorso (o si è cercato di farlo) sui carabinieri disonesti, e dopo di che è arrivato quasi immediatamente il paragone con Berlusconi. Premetto una cosa: io credo che Santoro sia bravissimo ad azzeccare gli argomenti e i titoli delle sue puntate. Peccato che però alla fine non si parli mai del tema principale ma si ricada sempre e solo su Berlusconi. In questa puntata, ad esempio, si poteva parlare della fragilità della politica italiana, delle bugie di Marrazzo, oppure del fenomeno di costume dei transessuali. Invece si è lodato e gloriato Marrazzo perché si è dimesso dopo aver raccontato delle bugie e dopo esser stato ricattabile per parecchi mesi. Si è poi cercato di scagionare l’ex presidente della Regione sostenendo che non si poteva parlare di ricatto nei suoi confronti (come dire: non è stato ricattato ma si è dimesso comunque), si è scesi ad analizzare la vita privata del Presidente, chiedendo ai trans quante volte veniva, da quanto veniva, e intervistando tutti i transessuali della zona. Il peggio poi è venuto quando si è fatto un pessimo tentativo di ricostruire il video incrimato: piazzato un trans sul letto si vede un uomo vagabondare per la stanza ripetendo addirittura le parole: “Per favore non rovinatemi”. Per concludere degnamente la buffonata, ecco che fanno capolino le mazzette di denaro. E’ finito?Certo che no!Arriva Travaglio, inizia a parlare di ricatti ed ecco che si sposta sul Premier. Ormai Marco è diventato noioso e prevedibile, soprattutto quando, come in quell’occasione, ha farcito la sua predicozza di errori logici poco scusabili per uno come lui. Quali?Bè, ha voluto paragonare Marrazzo a Berlusconi sostenendo che nel 1988 Berlusconi fu vittima di ricatti che non denunziò. Si, peccato caro Marco, che nel 1988 Berlusconi non era altro che un semplice cittadino al quale non si può chiedere la testa perché non denuncia un’estorsione. Diversamente dovrebbe accadere se a subire l’estorsione è un politico!A Berlusconi non è mai successo, nonostante Travaglio cercasse sempre di tratteggiare la figura del Premier come un criminale, e se è successo, ciò è capitato ben prima che entrasse in politica!

Insomma, la linea editoriale di Santoro e del programma Annozero è chiara: per aver ascolti decenti, puntare tutto sul nome di Berlusconi. Se parli di Silvio puoi star tranquillo che il tuo share lo prendi; se parli di Silvio e dai vita ad un giornalismo commerciale come nel caso di Repubblica sopperisci alla crisi vendendo più copie, e via dicendo. Oramai il nome di Berlusconi è diventato oro per coloro che lo pronunciano: basta menzionarlo, e magari sputtanarlo, che avrai lettori, ascoltatori, share elevato, e introiti a più non posso. Quel che mi domando è: dove hanno gettato la coerenza queste persone?La destra e Berlusconi nei confronti di Marrazzo si sono comportati correttamente intervendo a livello politico e lasciando da parte la sfera privata, esattamente come hanno fatto con Berlusconi. Annozero e Repubblica prima hanno condannato e sepolto di letame Berlusconi per essere andato a prostitute (che non è un reato, ma che pensate!), trattando l’intera faccenda come uno scoop utile per far cadere il Governo. Poi quando la medesima cosa capitò in passato alla sinistra (si veda Sircana) ed è capitata ora con Marrazzo, tutti si mobilitano per difenderlo, trattarlo da “eroe” per le sue dimissioni, e giustificarlo sostenendo che fosse “vittima di killeraggio politico”. Insomma, la coerenza è finita sotto ai tacchi di queste persone, che pur di generare introiti, son disposti a passare sul cadavere delle persone e disturbare la vita privata e familiare di una persona!Complimenti!

P.S.:Dimenticavo che Travaglio ha farcito il tutto dicendo che Berlusconi avrebbe potuto ricattare a sua volta Marrazzo sapendo dell’esistenza del video!Ma se nemmeno l’ha visto quel benedetto video ma se ne ha solo sentito parlare???Berlusconi si è comportato da signore, dimostrando coerenza fra ciò che ha fatto e ciò che ha detto. Avrebbe potuto smerdare Marrazzo e la sinistra, e non l’ha fatto!Ora, che Travaglio mi venga a parlare di una remotissima ipotesi, lo trovo alquanto ridicolo visto che sarebbe opportuno parlare di cose serie, concrete e che si sono verificate. Se Berlusconi va a prostitute non va bene, se Berlusconi va a una festa di compleanno non va bene, se fa un favore a Marrazzo non va bene, ma allora cosa deve fare questo Premier per accontentarli?Che si decidano: o danno una risposta a questa domanda, o ammettono ciò che è evidente: parlare di Berlusconi rende famosi e porta denaro. Vero Travaglio???